La bisaccia del pellegrino

Rubrica religiosa settimanale

a cura di P. Salvatore Brugnano

Novembre 2010, prima settimana: 31 ottobre-6 novembre 2010
1. Vangelo della domenica – «Zaccheo: l’uomo ritrovato».
2. Aspetti della vita – Tutti i Santi e Tutti i Defunti.
3. Un insegnamento di S. Alfonso – L’apparecchio alla morte.
4. La settimana con la liturgia = 1-6 novembre
5. Saggezza calabrese  = Giudizio: inferno o paradiso?

1. Vangelo della domenica –   Lc 19,1-10
«Zaccheo: l’uomo ritrovato».
In quel tempo, Gesù entrò nella città di Gèrico e la stava attraversando, quand’ecco un uomo, di nome Zacchèo, capo dei pubblicani e ricco, cercava di vedere chi era Gesù, ma non gli riusciva a causa della folla, perché era piccolo di statura. Allora corse avanti e, per riuscire a vederlo, salì su un sicomòro, perché doveva passare di là.
Quando giunse sul luogo, Gesù alzò lo sguardo e gli disse: «Zacchèo, scendi subito, perché oggi devo fermarmi a casa tua». Scese in fretta e lo accolse pieno di gioia. Vedendo ciò, tutti mormoravano: «È entrato in casa di un peccatore!».
Ma Zacchèo, alzatosi, disse al Signore: «Ecco, Signore, io do la metà di ciò che possiedo ai poveri e, se ho rubato a qualcuno, restituisco quattro volte tanto».
Gesù gli rispose: «Oggi per questa casa è venuta la salvezza, perché anch’egli è figlio di Abramo. Il Figlio dell’uomo infatti è venuto a cercare e a salvare ciò che era perduto».

Zaccheo: l’uomo ritrovato. – A Gerico si trovava un posto di controllo doganale dell’amministrazione romana. Zaccheo era il capo dei controllori. Egli aveva sulla coscienza non solo le estorsioni e le malversazioni finanziarie abituali fra i “doganieri” dell’epoca, ma era considerato anche traditore politico e religioso, perché collaborava con i detestati oppressori della Palestina e, anzi, li sosteneva. Non sappiamo quali motivazioni spingessero Zaccheo nel desiderio di vedere Gesù. Nessuno tra la folla degli Ebrei pii gli fa posto in prima fila, né gli permette di salire sul suo tetto e perciò Zaccheo deve salire su un albero. Vedendolo, Gesù, di sua iniziativa, si invita a casa sua. Non solo Zaccheo è pieno di gioia, ma Gesù stesso è felice di poter perdonare il peccatore pentito e di accoglierlo come un figlio prodigo. Gesù esprime la sua gioia con queste parole: “Oggi la salvezza è entrata in questa casa, perché anch’egli è figlio di Abramo”. Gesù esprime così il suo amore e il suo completo dedicarsi ai peccatori: sono essi che si sono allontanati, eppure è lui che è venuto a cercarli. (cf. la Chiesa.it)
Questo episodio diventa un modello al quale ispirare le nostre relazioni umane, spesso segnate più dai rimproveri e dai giudizi reciproci che dal vero desiderio di risanare le fratture. Gesù è davvero un maestro in questo. E’ un maestro coraggioso che non teme le dicerie della gente e i giudizi dei religiosi del suo tempo. Va a mangiare con i peccatori perché solo così può riportarli a Dio. E Zaccheo dimostra pienamente che il “metodo” di Gesù funziona perché alla fine dona i suoi beni ai poveri e ripara le frodi operate. Lo stile di Gesù diventa un giudizio sullo stile dei suoi contemporanei che non vedevano in Zaccheo un fratello da amare ma solo un bersaglio facile di giudizi e accuse. L’operato di Gesù giudica un po’ il mio modo di fare e ci “costringe” a rivedere non solo il nostro rapporto con Dio ma soprattutto il nostro rapporto con gli altri. Giudicare è più facile, amare come Gesù molto meno facile, ma se il primo alla fin fine non serve a nulla, l’amore davvero risana non solo chi è amato ma anche chi ama.  (Giovanni Berti).

2. Aspetti della vita
Tutti i Santi e Tutti i Defunti

1 nov. – Tutti Santi
La festa di oggi ci ricorda che la santità è la vocazione di ogni battezzato: il Padre ci chiama a essere suoi figli, e lo siamo realmente! La verità di questo nome non riposa nelle nostre possibilità o nei nostri sforzi, ma nell’amore di Dio che ci chiama, trasformandoci con la sua grazia. E il Vangelo sottolinea questa dinamica: tutte le diverse figure di beati sono ricomprese nella prima, quella dei ‘poveri in spirito’. Potremmo intendere ‘poveri davanti a Dio’, perché confidano non in se stessi ma nel dono di Dio. Le beatitudini sono fondate non su ciò che l’uomo può vivere o fare, ma su ciò che Dio fa per lui: «la salvezza appartiene al nostro Dio» (fr Luca Fallica).

2 nov. – Tutti nella morte, ma la morte è vinta.
Commemorando i fedeli Defunti subito dopo la solennità dei Santi, la Chiesa entra nel desiderio segreto di Gesù Cristo: che ogni persona sia condotta, oltre la soglia della morte, nella comunione dei santi, laddove Dio sarà tutto in tutti. Ma fede ci vuole…
Tante sono le circostanze della vita che mettono a dura prova la nostra fede, ma è la morte che suscita gli interrogativi più lancinanti. Per questo il cuore della rivelazione evangelica è la risurrezione di Gesù e l’apostolo Paolo scrive: «Se Cristo non è risorto, vuota allora è la nostra predicazione, vuota anche la vostra fede» (1Cor 15,14). Pertanto il funerale cristiano, pur nella tristezza causata dalla morte, celebra in primo luogo la fede luminosa nel Cristo risorto ed ogni funerale deve diventare un atto di fede nell’aldilà
Di fronte alla morte Cristo Risorto è l’unica speranza che può vincere le tenebre di questo insondabile mistero. Il funerale cristiano non è una semplice “cerimonia” di condoglianze. È un atto di fede nella vita eterna.(Silvano Sirboni, liturgista)

3. Un insegnamento di S. Alfonso
L’apparecchio alla morte

Nel 1758 S. Alfonso pubblicò l’ Apparecchio alla Morte, cioè Considerazioni sulle Massime Eterne Utili a tutti per meditare, ed a’ sacerdoti per predicare. Questa opera contiene 36 meditazioni (considerazioni o siano sermoni) sulle verità eterne, che S. Alfonso ha scritto per le anime desiderose di avanzare verso la vita spirituale, e nello stesso tempo presenta come raccolta di materiale per la predicazione nelle missioni e nei ritiri. Il Tannoja assicura che l’apparizione di questo libro fu per il Regno di Napoli come una missione generale e conferma la sua asserzione con la testimonianza del P. Alasia della congregazione delle Missioni.
Da circa un trentennio il Santo evangelizzava con ritmo inarrestabile i paesi più depressi del Regno di Napoli, insistendo sopra le verità eterne, come del resto si praticava in gran parte dell’Europa. I Novissimi con una predica specifica intorno al paradiso stavano al centro ed erano il nerbo della sua predicazione, che si proponeva di ridestare il senso del peccato e la speranza della felicità eterna. S’industriava di guadagnare le resipiscenze dei più frivoli, prospettando con colori taglienti la morte, il giudizio, l’inferno. Tali temi, che risuonano frequenti nella sua predicazione, stanno ad indicare il senso drammatico che della vita aveva il Santo. Mai si attardava su tetre posizioni quasi per produrre il clima della paura, scavando un abisso senza ponte tra Dio e l’uomo. Il timore della esclusione dal regno escatologico per il peccato è sempre addolcito dalla speranza della promessa beatitudine eterna. Egli sottolineava ripetutamente il primato della carità, motore e forma di tutta la vita cristiana. Diceva. ”
Quelle anime che lasciano il peccato, mosse dal solo timore de’ divini castighi, finita la missione, e cessato lo spavento, appresso facilmente ritornano agli antichi vizi; ma quelle che restano ligate a Dio coll’amore facilmente perseverano”. (Oreste Gregorio in Introduzione all’Apparecchio alla morte”.

4. La settimana con la liturgia1-6 novembre – Liturgia delle Ore: III settimana

1  novembre  (lunedì)Ecco la generazione che cerca il tuo volto Signore. – Tanta gente intorno a Gesù. Tutti sono chiamati a diventare santi, cioè poveri, non violenti, pacifici e puri di cuore.
Letture di oggi =  Ap 7,2-4.9-14; Sal 23,1-6; 1Gv 3,1-3; Mt 5,1-12a.
Santi di oggi =  Solennità di Tutti i Santi

2  novembre  (martedì) –  Sono certo di contemplare la bontà del Signore nella terra dei viventi. – Nessuno di coloro che furono affidati e si diedero liberamente a Gesù, andrà perduto. Egli risusciterà tutti nell’ultimo giorno.
Letture di oggi  = Prima Messa: Gb 19,1.23-27a; Sal 26,1.4.7-9.13-14; Rm 5,5-11; Gv 6,37-40. Seconda Messa: Is 25,6a.7-9; Sal 24,6-7.17-18.20-21; Rm 8,14-23; Mt 25,31-46.
Santi di oggi =  Commemorazione di tutti i fedeli defunti.

3  novembre  (mercoledì) Il Signore è mia luce e mia salvezza. – Le condizioni per essere discepoli di Gesù richiedono calcolo e ponderazione preventiva, ma sempre alla luce di un amore totale per lui.
Letture di oggi  =  Fil 2,12-18; Sal 26,1.4.13-14; Lc 14,25-33.
Santi di oggi =   San Martino de Porres; San Berardo; Santa Silvia.

4 novembre  (giovedì) –  Gioisca il cuore di chi cerca il Signore. – Anche alle persone di cattiva reputazione va riservata l’attenzione amorevole dei pastori della Chiesa.
Letture di oggi =  Fil 3,3-8a; Sal 104,2-7; Lc 15,1-10.
Santi di oggi =   San Carlo Borromeo, vescovo; Santi Vitale e Agricola; Santa Modesta; B. Elena Enselmini.

5 novembre  (venerdì) –  Andremo con gioia alla casa del Signore. – La lode di Gesù all’amministratore disonesto allude all’astuzia ed alla furbizia che anche i figli della luce devono esercitare per realizzare il regno dei cieli.
Letture di oggi =  Fil 3,17 – 4,1; Sal 121,1-4; Lc 16,1-8.
Santi di oggi =  Santi Elisabetta e Zaccaria, genitori di san Giovanni Battista; B. Guido Maria Conforti.

6 novembre  (sabato)Beato l’uomo che teme il Signore. – Essere fedeli nel cuore sempre, sia nelle cose di piccolo conto che in quelle importanti, senz’attaccarsi a null’altro che a Gesù.
Letture di oggi =   Fil 4,10-19; Sal 111,1-2.5-6.8.9; Lc 16,9-15.
Santi di oggi =  Sant’Emiliano; San Leonardo; San Severo di Barcellona; B. Cristina.

5. Saggezza calabrese
Giudizio. inferno o paradiso?
O piccaturi, di lu to’ piccatu
Ha di veniri in giudiziu e morti,
Mu si coci comu petra a la carcara.
Iu a lu ‘mpernu e iu gridandu forti,
Ca di cuntinu è l’eternu sgramu,
E ‘n paradisu di l’Eternu si sciala,
Ca jà si godi cu’ tutti li Santi
E Gesù Cristu nci staci davanti
Pi rimissioni di tutti li piccati.
(cf Giuseppe Chiapparo, Etnografia di Tropea, Scritti demologici e storici, M.G.E. 2009, pag. 137).

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