La Situazione del Burmaria e La Grazia

Mutata la morfologia dei due corsi d’acqua

É necessario che gli enti competenti mantengano la massima attenzione

Argine artificiale - foto Barritta
Argine artificiale - foto Barritta
Confluenza La Grazia Burmaria - foto Barritta
Confluenza La Grazia Burmaria - foto Barritta
Foce avanzata di 50 mt - foto Barritta
Foce avanzata di 50 mt - foto Barritta

Dopo l’esondazione del 18 febbraio scorso, la situazione dei due torrenti Burmaria e La Grazia è ancora critica.
Ad oggi, infatti, è mutata la morfologia dei due corsi d’acqua, in quanto il Burmaria, che tra i due era il più piccolo, si è ormai innalzato dal letto originario di ben due metri.
Per capire la pericolosità di questa nuova situazione basti pensare che i due torrenti, che raggiungono il mare uniti, nella loro fase terminale hanno di fatto seppellito di mezzo metro il ponticello a fianco del porto, che dalla Strada provinciale 22 e da Viale Raf Vallone portava alla spiaggetta del lido del Nonno.
Stando a quanto emerso dai rilievi dei tecnici della Protezione civile regionale, il cosiddetto punto zero dei corsi d’acqua, cioè l’altezza naturale della foce comune dei torrenti, si è spostato in avanti verso il mare di circa 50 metri, andando a modificare la linea di costa con l’allargamento della spiaggia. Questo spostamento del punto zero, per quanto riguarda il Burmaria, ha inoltre creato un innalzamento del letto del torrente. Uno dei problemi maggiori connesso a questo fenomeno è che l’ingresso nautico del porto rischia di insabbiarsi, compromettendo seriamente l’accesso alle imbarcazioni. C’è di più, poiché il molo artificiale presente alla fine della spiaggetta dove ha sede la foce dei torrenti, che è stato costruito nei pressi del lido del Nonno, cioè sul versante di Parghelia, non permette ai detriti di depositarsi direttamente sulla spiaggia limitrofa “La Grazia”. Per permettere quindi alla natura di fare il suo corso, piuttosto che insabbiare l’accesso al porto, e quindi  di ripascere questo tratto di costa, il molo andrebbe demolito.
Sempre a causa dell’aumentata portata idrica dei due torrenti, vi sono gli argini artificiali innalzati nei giorni scorsi dalle ruspe del Comune con lo scopo di tutelare temporaneamente l’area d’accesso agli uffici del porto da ulteriori inondazioni che rendono inagibile la strada,  occupando l’intera carreggiata della strada provinciale 22. Tali argini non sono una soluzione definitiva e, in caso di grosse precipitazioni nei prossimi giorni, potrebbero non offrire le necessarie garanzie. In tal caso il porto di Tropea sarebbe invaso dal fango, poiché il Burmaria, secondo le previsioni dei tecnici, andrebbe a deviare il suo corso passando direttamente dall’ingresso principale (e ciò si tradurrebbe in danni enormi per la quantità di detriti che potrebbero riempire l’approdo tropeano).
«Come protezione civile– spiega il responsabile del gruppo di Tropea Antonio Piserà -,nei giorni subito dopo gli eventi ci siamo fatti un giro di monitoraggio a monte del Burmaria, nel territorio di Drapia, e abbiamo constatato che in più zone ci sono smottamenti di notevoli dimensioni sugli argini della fiumara. Questo può spiegare la grossa portata di terra che è arrivata a valle. Il nostro monitoraggio – aggiunge Piserà – è stato fatto anche perché tali smottamenti potrebbero provocare il pericoloso effetto diga e provocare immensi danni a valle, perciò è necessario che tutti gli enti competenti mantengano la massima attenzione sui territori di competenza attraversati da quelle fiumare che negli ultimi periodi hanno aumentato la loro portata idraulica, da monte a valle, per evitare tali fenomeni».

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Francesco Barritta
Francesco Barritta
Docente di lettere nella scuola secondaria, collaboratore storico della testata Tropeaedintorni.it, è giornalista iscritto all'albo professionale dell'Ordine dei giornalisti della Calabria, elenco pubblicisti.