Islam nostro esame di coscienza

Rubrica quotidiana a cura di P. Salvatore Brugnano

Storie belle… per vivere meglio

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Islam nostro esame di coscienza.

Può essere davvero salutare un esame di coscienza di fronte agli eventi legati agli estremisti islamici che il mondo sta vivendo in un misto di sdegno (che invoca la guerra) e di timore (che mostra tante perplessità). Siamo spinti a domandarci: “Ma perché gli islamici ce l’hanno tanto con il mondo occidentale e in particolare con i cristiani? C’è qualcosa di cui noi possiamo e dobbiamo correggerci? –  “Proprio da loro dobbiamo imparare?”.

Una storia piccola. – Un scimmia, da un albero gettava noci di cocco sui passanti. Ne tirò una bella grossa anche in testa ad un povero monaco che stava meditando lì sotto. Questi raccolse la noce di cocco, ne bevve il latte, mangiò con gusto la polpa e con il guscio ne fece una ciotola per i propri usi.
(parabola raccontata da A. de Mello “La noce di cocco” in “Il canto degli uccelli”).
A volte dovremmo prendere la vita con tutto ciò che essa comporta: dolore, sofferenza, critica e quant’altro come occasione per trasformare in un bene ciò che viviamo. “Grazie per le tue critiche nei miei confronti” .

I popoli occidentali e quelli islamici fanno davvero fatica ad intendersi. E il mondo occidentale democratico, ricco e laicizzato, si trova spesso spiazzato di fronte all’Islam.
Il cammino quaresimale ci invita ad accogliere gli stimoli utili a migliorare la nostra visione religiosa e della vita; in primis il concetto di libertà messo a dura prova di comprensione dal tragico evento di Charlie Hebdo: in tanti si sono identificati con i vignettisti uccisi, ma tanti altri hanno fatto dei netti distinguo: libertà sì, ma rispetto dell’altro.
L’ideale dell’Occidente è la “Libertà” dell’uomo, anche dalle leggi di Dio che ha creato il mondo e l’umanità. Noi viviamo in una società praticamente atea e i popoli islamici vedono l’Occidente (cristiano) come un nemico, un pericolo per la loro fede!
Essi sono attirati dal mondo moderno, ma ne hanno anche paura! La nostra vita li scandalizza, non vogliono vivere in un mondo sempre più disumano come il nostro, ricco e arido, vuoto dentro, di cui ci lamentiamo anche noi.
Già nel 1990 il cardinale Carlo M. Martini  si chiedeva: “Cosa dobbiamo pensare noi cristiani dell’Islam? Quale senso esso può avere nel piano di Dio, visto che riesce a fare molti proseliti perfino in una Europa infiacchita?”
Nel mondo occidentale che perde il senso dei valori assoluti e non riesce più ad agganciarli a un Dio Signore di tutto, la testimonianza del primato di Dio su ogni cosa e della sua esigenza di giustizia proposta dall’Islam (a volte in maniera violenta), può tornare utile ad un esame di coscienza nella nostra società”.

Naturalmente tutto questo è già patrimonio dell’autentica religione cristiana: ma il mondo occidentale sembra ostinatamente ignorarlo.

Bibbia. Il monito di Isaia.
Iddio dice della sua vigna: “Or dunque, abitanti di Gerusalemme e uomini di Giuda, siate voi giudici fra me e la mia vigna. Che cosa dovevo fare ancora alla mia vigna che io non abbia fatto? Perché, mentre attendevo che producesse uva, essa ha fatto uva selvatica? Ora voglio farvi conoscere ciò che sto per fare alla mia vigna: toglierò la sua siepe e si trasformerà in pascolo; demolirò il suo muro di cinta e verrà calpestata. (cap.5, 3-5)

Il cammino quaresimale ci invita ad accogliere gli stimoli utili a migliorare la nostra visione religiosa e della vita; in primis il concetto di libertà messo a dura prova di comprensione dal tragico evento di Charlie Hebdo.
Il cammino quaresimale ci invita ad accogliere gli stimoli utili a migliorare la nostra visione religiosa e della vita; in primis il concetto di libertà messo a dura prova di comprensione dal tragico evento di Charlie Hebdo.
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