Una storia di amore oggi

Rubrica quotidiana a cura di P. Salvatore Brugnano

Storie belle… per vivere meglio

Una storia di amore oggi.

La neve dei giorni scorsi ha fatto emergere tante storie belle di solidarietà e di amore. Ma quella raccontata da Antonella Boralevi sulla Stampa ha il sapore di altri tempi, e cioè dei tempi eterni. Con un impossibile viaggio a piedi nella neve, il figlio riunisce i genitori prima della morte del papà: “Alle nove di sera, in quell’ospedale che era irraggiungibile ma che l’amore ha raggiunto, quel marito e quella moglie che avevano diviso la vita, si sono potuti abbracciare”.  Una storia da conoscere e condividere. 

♦ Ci sono quattro metri di neve, tra i monti Sibillini e i monti della Laga, su per i boschi di faggi e di castagni. Neve intonsa, che nessuna ruspa finora ha trovato il tempo di sfiorare. La strada è bloccata da giorni. La neve fresca agisce come le sabbie mobili che ingoiano le gambe…
Acquasanta Terme, duemilaottocento abitanti, un bel paese sperso in alto, a 19 km da Ascoli Piceno, è un tumulo bianco. La neve è dappertutto e è insormontabile.
Ma l’amore, e mi secca doverlo dire proprio io, che della retorica dell’amore sono nemica giurata, davvero vince tutto.
♦ Romolo Nespeca, quaranta anni e qualcosa, venerdì 20 gennaio ha attraversato, un passo per volta, una gamba per volta, talvolta a gattoni, per due ore e mezzo di cammino, quell’universo bianco e gelato.
E’ andato nella frazione di Venamartello, ha preso tra le braccia sua madre, che di anni ne ha sessanta e di forza fisica molta meno di lui.
Era già buio.
E siccome non arrivavano né l’elicottero né lo spazzaneve, Romolo, con la mamma tra le braccia, talvolta sorreggendola, talvolta spingendola nel passaggio stretto che si sforzava di scavare con le mani nella muraglia di neve, ha fatto altre due ore di cammino, per arrivare all’ospedale.
Sulla porta, è quasi svenuto dalla fatica.
Ma era lì. Ce l’aveva fatta.
All’ospedale, c’era suo padre che moriva.
Romolo e sua madre non volevano che morisse solo.
Alle nove di sera, in quell’ospedale che era irraggiungibile ma che l’amore ha raggiunto, quel marito e quella moglie che avevano diviso la vita, si sono potuti abbracciare.
«A mezzanotte – ha detto Romolo – mio padre è morto,tra le braccia di mia madre».

Perché ho scelto di raccontarvi questa storia?
Ho sentito l’obbligo di farlo.
Perché certe volte l’amore trionfa davvero.
E la retorica perde.
(fonte: La Stampa.it, 25/01/2017).

Acquasanta Terme (AP) – Con un impossibile viaggio a piedi nella neve, il figlio riunisce i genitori prima della morte del papà: «A mezzanotte mio padre è morto,tra le braccia di mia madre».
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