Crisi al Comune: la posizione di Passione Tropea

Il capogruppo Adolfo Repice: “Valuteremo con serenità”

La decisione di Forza Italia di creare un gruppo autonomo in seno al Consiglio comunale e di non garantire più l’appoggio al sindaco rende decisive le dinamiche degli altri gruppi nell’emiciclo di palazzo Sant’Anna

Adolfo Repice
Adolfo Repice
Stato di impasse
La crisi apertasi durante l’ultimo Consiglio comunale, a seguito delle dichiarazioni fatte dal sindaco di Tropea Gaetano Vallone contenenti un attacco personale indirizzato al coordinatore cittadino del Pdl (ora Forza Italia) Giovanni Macrì, è sfociata nella scelta dei consiglieri azzurri fedeli a quest’ultimo di costituirsi come gruppo autonomo e di non sostenere più la maggioranza. In questo nuovo scenario, venutosi a creare per via delle polemiche successive alla revoca di membro della Giunta di Lucio Ruffa, i vari gruppi seduti in Consiglio giocheranno ognuno il proprio ruolo e, perciò, potrebbero essere determinanti per il futuro dell’attuale amministrazione.

Questione di numeri
La maggioranza numerica del gruppo di Vallone non è più assoluta, ma solo relativa. “Uniti per la rinascita” può contare infatti sulla presenza del sindaco Vallone, del suo vice L’Andolina, degli assessori Sammartino, Piccolo e del consigliere Ruffa, più il voto di Lo Scalzo e del presidente del Consiglio Pugliese, che ancora non sono comunque pronunciati ufficialmente (in tutto farebbero 7). C’è poi “Passione Tropea”, formata da Repice, Rodolico, Valeri e Padula (4 in tutto). Terzo gruppo formatosi in ordine cronologico è quello di “Area Nuova per Tropea” formato da Arena e Scalfari (2 consiglieri). Infine dovrebbe costituirsi nel primo Consiglio utile il gruppo di Forza Italia, formato dall’assessore De Vita e dai consiglieri Caracciolo, Mazzara e Addolorato (4 in tutto). Questo nuovo scacchiere ridisegnato vede i tre gruppi d’opposizione, se considerati assieme, superiori di ben tre voti al gruppo di maggioranza, quindi essi stessi maggioranza assoluta.

Il rischio scioglimento
A questo punto, in vista del prossimo Consiglio (peraltro ancora non calendarizzato e nel quale si dovrebbero discutere delle modifiche al Bilancio), se i tre gruppi dovessero esprimere un voto contrario a quello di “Uniti per la rinascita” potrebbero mettere in minoranza il gruppo di Vallone. Cosa ancor più importante potrebbe essere quella derivante dall’articolo 141 del Testo unico sugli enti locali, il quale prevede lo scioglimento del Consiglio qualora non venga approvato nei termini il Bilancio, anche se vi sono già pareri contrastanti sull’applicabilità del citato articolo in questo caso specifico.

Vallone in minoranza?
L’interesse di tutti è quindi concentrato sulle intenzioni di voto dei vari gruppi. Durante l’ultima riunione del nascente partito di Forza Italia si è già chiarito che il nascituro gruppo consiliare non appoggerà il sindaco. Il gruppo di Arena e Scalfari, che aveva proposto un azzeramento della Giunta e nuove nomine a titolo gratuito con la partecipazione attiva dei capigruppo al governo della città su di un programma condiviso, è stato di fatto sbeffeggiato dal sindaco per tale proposta, che è stata rifiutata categoricamente. Perciò quest’ultimo gruppo non dovrebbe sostenere il prosieguo dell’azione amministrativa di Vallone, salvo colpi di scena o ripensamenti. Resta da capire ciò che faranno i quattro consiglieri di “Passione Tropea”.

Quando riceveremo le carte, ci
riuniremo e ne parleremo tutti
assieme, perché il nostro compito
è lavorare per il bene della
città prima di ogni altra cosa

Passione Tropea decisiva
Repice, sulla questione, non si è voluto sbottonare: “Noi – ha affermato – siamo stati in silenzio e non siamo voluti entrare in queste beghe. Per quanto riguarda il Consiglio comunale, non posso sbilanciarmi sulla decisione che prenderemo, perché ancora non ci è pervenuta la comunicazione e non ci sono stati forniti i documenti. Perciò, quando riceveremo le carte, ci riuniremo e ne parleremo tutti assieme. Valuteremo con serenità, perché il nostro compito è lavorare per il bene della città prima di ogni altra cosa“.
Queste dichiarazioni lasciano spazio a ogni tipo di interpretazione, compresa quella di vedere “Passione Tropea” tenere in piedi – non si sa fino a quando – il gruppo di Vallone.

Una scelta difficile
Visto che nessuno dei tre gruppi appare per il momento intenzionato a produrre un documento di sfiducia contenente una chiara richiesta di dimissioni per il primo cittadino, la responsabilità del futuro di questa amministrazione, in caso di voto congiunto delle minoranze per battere ai numeri Vallone, rimarrebbe proprio nelle mani del sindaco. Spetta a lui, infatti, decidere se anticipare quel che sembra inevitabile, rassegnando le dimissioni, o sfidare la sorte e presentarsi in Consiglio senza avere la certezza matematica di poterla spuntare. Quand’anche ricevesse l’appoggio da parte di uno dei gruppi di minoranza per la prossima seduta di Consiglio, Vallone sa che rimarrebbe ugualmente appeso ad un filo, con il rischio di essere messo in minoranza che si riproporrebbe ad ogni riunione. Ma in politica tutto è possibile e gli scenari possono modificarsi rapidamente, per cui non si possono escludere accordi dell’ultimo minuto in grado di stravolgere nuovamente i giochi all’interno di palazzo Sant’Anna.

Condividi l'articolo
Francesco Barritta
Francesco Barritta
Docente ordinario di Lingua e letteratura italiana e Storia presso il Nautico di Pizzo (VV), è giornalista iscritto all'albo professionale dell'Ordine dei giornalisti della Calabria, elenco pubblicisti. Ha diretto varie testate giornalistiche, tra cui Tropeaedintorni.it