Il condannato salvato sul patibolo

Rubrica quotidiana a cura di P. Salvatore Brugnano

Storie belle… per vivere meglio

Il condannato salvato sul patibolo.

Cristo è l’unico Salvatore. San Pietro lo afferma chiaramente: “In nessun altro c’è salvezza; non vi è infatti altro nome dato agli uomini sotto il cielo nel quale sia stabilito che possiamo essere salvati” (At 4,12). Ed è anche l’unico mediatore tra Dio e gli uomini, come ricorda San Paolo a Timoteo: “Uno solo è Dio e uno solo il mediatore fra Dio e gli uomini, l’uomo Cristo Gesù, che ha dato se stesso in riscatto per tutti” (1Tm 2,5-6). – Ma lo stesso San Paolo afferma: “Siamo collaboratori di Dio” (1 Cor 3, 9), sostenendo con questo l’effettiva possibilità per l’uomo di cooperare con Dio. Ovviamente la collaborazione dei credenti esclude ogni uguaglianza con Lui e si esprime nell’annuncio del Vangelo e nella fervorosa preghiera per i fratelli. Maria è la singolare cooperatrice della Redenzione. – Ecco una bella storia.  

♦ Una volta, nei tempi antichi, una famiglia con bambini viaggiava in carrozza in una regione sconosciuta e lontana dalla propria casa.
All’improvviso, videro, ai bordi della strada, una forca preparata per giustiziare un condannato, che era già lì. Scioccati da quella scena e dolenti nel vedere la faccia disperata del condannato, i coniugi chiesero al cocchiere di fermare la carrozza per parlare con il capo della polizia, e vedere di evitare l’esecuzione.
♦ Il funzionario disse loro che, secondo la legge del paese, il condannato poteva essere riscattato solo dietro pagamento di mille ducati, che era la valuta locale.
La coppia raccolse tutti i soldi che aveva: la somma arrivava ad ottocento ducati. Cercando nei loro vestiti, i bambini trovarono centocinquanta ducati. Il cocchiere prestò quello che aveva: quaranta ducati. Mancavano solo dieci ducati.
Portarono la somma all’ufficiale, ma egli non l’accettò, perché i ducati dovevano essere mille, altrimenti il reo sarebbe giustiziato.
La moglie chiese: “Il condannato non ha soldi nelle sue tasche?”.
Un soldato andò a vedere e trovò nelle sue tasche poche monete: contarono e videro che erano dieci ducati.
Li portarono all’ufficiale e il condannato fu rilasciato.
Quel rilascio fu il risultato della collaborazione di diverse persone, incluso lo stesso imputato.

Anche la nostra redenzione è frutto degli sforzi di più persone, primo fra tutte Gesù Cristo.
Ma ci sono altri collaboratori, che vogliono il nostro bene e pregano perché noi siamo salvi; e c’è anche ciascuno di noi che viene redento: anch’egli metterà la sua collaborazione. Non importa quanto piccola sia la collaborazione, basta che sia data con amore e gratitudine.
♥ Maria Santissima è la grande collaboratrice. Perciò è chiamata la Corredentrice.

Cristo è l’unico Salvatore e il solo mediatore fra Dio e gli uomini. Ma tutti noi “siamo collaboratori di Dio” (1Cor 3,9). Ovviamente la collaborazione dei credenti esclude ogni uguaglianza con Lui e si esprime nell’annuncio del Vangelo e nella fervorosa preghiera per i fratelli. Maria è la singolare cooperatrice della Redenzione.

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