Il diacono e il vescovo balbuziente

Rubrica quotidiana a cura di P. Salvatore Brugnano

Storie belle… per vivere meglio

Il diacono e il vescovo balbuziente.

– Curiosa e bella è la storia del santo di oggi: San Vincenzo martire. Era un diacono vissuto a cavallo tra il III e IV secolo a Saragozza (Spagna) e lavorava al fianco del vescovo Valerio.
– E’ noto che venne in aiuto del suo vescovo balbuziente e ammutolito dalla emozione di subire il processo che lo condannava, al tempo delle grandi persecuzioni.  Parlò e rispose a nome del suo vescovo e subì la condanna assegnata al suo pastore.
– Un diacono così, ora che il diaconato è, per così dire, tornato “di moda” nella Chiesa, ogni vescovo lo vorrebbe. Perché il vescovo Valerio, balbuziente, trovò in Vincenzo un diacono ben equipaggiato culturalmente, dotato nella parola, generoso e coraggioso. Per il vescovo  fu una vera risorsa. Vincenzo, nel processo, rispose con saggezza e sapienza a tutte le accuse rivolte al suo vescovo. E allora la furia del giudice si rivolse contro il diacono, i quale fu torturato e ucciso selvaggiamente. E il vescovo Valerio fu esiliato.

Il vescovo balbuziente e il suo diacono.
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Nel quarto secolo, c’era a Saragozza, stato spagnolo situato a nord del paese, un vescovo di nome Valerio, che era balbuziente. Oltre alla balbuzie, perdeva completamente la voce quando era sopraffatto dall’emozione.
Nella sua diocesi c’era un giovane molto istruito sia in discipline letterarie che in teologia. Inoltre, aveva una parola facile e fluente. Era il diacono Vincenzo.  Il vescovo Valerio lo scelse come suo interprete e predicatore. Era lui a fare le omelie al posto del vescovo.
Era il tempo della persecuzione romana e il vescovo Valerio fu arrestato. Dopo molte umiliazioni e torture, fu chiamato in tribunale. Quando si trovò davanti al giudice, la sua voce si affievolì e scomparve del tutto nella sua balbuzie.
Allora Vincenzo ottenne il permesso dal giudice di parlare in sua vece. Il vescovo Valerio annuì col capo. Vincenzo prese la parola e brillantemente contrastò tutte le accuse mosse contro il suo vescovo.
La furia del giudice allora si rivolse contro Vincenzo, che fu torturato e ucciso selvaggiamente. E il vescovo Valerio fu esiliato.

♥  Anche noi possiamo farci interpreti dei piccoli e degli indifesi: difendere i loro diritti e la loro fede. E se ci costa un po’ di sacrificio, facciamolo per amore. Come la Madonna prende le nostre difese davanti al Figlio suo. Questa è la sua missione. Perciò La devozione mariana non è mai sterile; al contrario, raggiungerà il suo effetto e produrrà sempre un incontro trasfigurante in Dio.

(Fonte: Historinhas do Padre Queiroz, redentorista brasiliano).

La festa di San Vincenzo di Saragozza, diacono e martire, ci ricorda come non servono necessariamente “qualifiche” per diventare maestri e guide nella comunità cristiana. Basta un amore sincero e la volontà di testimoniare senza tradimenti il Vangelo. – Quando il Vescovo e il diacono Vincenzo vennero arrestati, probabilmente nell’anno 304 durante la violenta persecuzione anticristiana scatenata da Diocleziano, apparve chiaro che tra i due il più “pericoloso” era Vincenzo, il cui eloquio era accompagnato dalla solida volontà di non cedere al persecutore. Pertanto fu costretto a subire atroci torture che lo portarono alla morte.

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