Il figlio desiderato

Rubrica quotidiana a cura di P. Salvatore Brugnano

Storie belle… per vivere meglio

Il figlio desiderato.

Quante coppie di sposi hanno deciso di adottare un figlio e si sono messe in attesa. Attesa lunga, mentre hanno frequentato corsi e associazioni che li hanno introdotti a conoscere il loro futuro bambino. E poi il lungo cammino burocratico, a volte mortificante. – Adottare un figlio non è un gioco di coppia e non può essere solo la ruota di scorta dell’infertilità. E’ invece il modo di dare una famiglia ad un bambino che ha il diritto di essere accolto ed amato: al centro di tutto c’è lui, il figlio desiderato. Avere un figlio adottivo significa aprire nella propria famiglia uno spazio non solo fisico, ma soprattutto spirituale per l’accoglienza del bambino, generato da altri, con una sua storia, un suo carattere, bisognoso di continuare con i nuovi genitori una sua seconda possibilità di vita. – E’ un avventura di amore. Se non c’è l’amore, anche il figlio tanto desiderato può risultare una sconfitta.

♦ Erano due anni che l’aspettavano. Aspettavano il giorno memorabile e tanto atteso in cui nella loro casa sarebbe arrivato un figlio. Oggi quel giorno è arrivato: hanno ricevuto il decreto per l’adozione e possono andare a prendere il «loro figlio».
♦ Prima di partire, colmi di una gioia incontenibile, hanno controllato ancora una volta se la casa era pronta ad accogliere colui che doveva venire: la donna ha guardato compiaciuta la culla posta nel mezzo della stanza, quasi un altare per ricevere il corpo di Cristo.

♦ Nell’istituto, tante altre persone come loro erano in attesa dei bambini.
«Io vorrei una bambina di pochi giorni, deve essere. bionda….»
«Io preferirei un bambino di sei mesi…»
«Io…»
Hanno ascoltato in silenzio.
♦ Per un tacito accordo d’amore che non ha bisogno di spiegazioni, hanno atteso che tutti se ne andassero col bambino prescelto.
Quando un’infermiera li interrogò: «E voi, come lo desiderate? Maschio o femmina? Di pochi giorni o di qualche mese?», si sono guardati ed hanno risposto: «Vogliamo il bambino che tutti rifiutano».

(fonte: Joseph Bouschaud in Almanacco di fiabe antiche e moderne, Gribaudi 1991).

Avere un figlio adottivo significa aprire nella propria famiglia uno spazio non solo fisico, ma soprattutto spirituale per l’accoglienza del bambino generato da altri, con una sua storia, un suo carattere, bisognoso di continuare con i nuovi genitori una sua seconda possibilità di vita. E’ un avventura di amore. Se non c’è l’amore, anche il figlio tanto desiderato può risultare una sconfitta.

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