La Beata delle Anime del Purgatorio

Rubrica quotidiana a cura di P. Salvatore Brugnano

Storie belle… per vivere meglio

La Beata delle Anime del Purgatorio.

E’ la nuova beata italiana Edvige Carboni (1880-1952), una mistica che si impegnò a fondo per le anime del Purgatorio. Fin da bambina ebbe visioni e doni soprannaturali tra cui le stimmate.
– Sabato 15 giugno 2019 è stata proclamata Beata durante la solenne celebrazione presieduta dal cardinale Becciu a Pozzomaggiore, diocesi di Alghero-Bosa, e paese natale della donna oggi in provincia di Sassari.
– Una donna apparentemente ordinaria, che visse una vita di lavori manuali e di servizio, in famiglia e verso i tanti bisognosi che incontrò, ma che fu eletta in modo misterioso e ricolmata di grazie e doni soprannaturali straordinari.
– Come è avvenuto anche in altre donne laiche del ‘900, dalla francese Marthe Robin (1902-1981) all’italiana Luisa Picarreta (1865-1947) alla tedesca Therese Neumann (1898-1962) per le quali è aperta la causa di beatificazione e di cui la Chiesa sta riscoprendo il lascito mistico.

Edvige Carboni (1880-1952), fu la seconda di sei figli; imparò da bambina l’arte della tessitura e del ricamo, abilità con cui poté aiutare la famiglia soprattutto quando la madre morì prematuramente, permettendo a due dei suoi fratelli di proseguire gli studi.
♦ Questa responsabilità domestica fu anche ciò che la dissuase dall’abbracciare la vita religiosa fra le le figlie della carità di san Vincenzo de’ Paoli, come desiderava. Con l’aiuto dei confessori, del parroco don Luigi Carta in particolare, capì che le veniva chiesto di seguire un’altra strada, che si rivelò non meno feconda, anzi.
♦ A 26 anni entrò nel terz’ordine francescano. Ebbe fin da piccola visioni che l’accompagnarono per tutta la vita, insieme a vessazioni diaboliche, estasi e numerosi fenomeni mistici, tra cui le stimmate, all’età di 29 anni. Stimmate che furono ispezionate da medici i quali esclusero che si trattasse di una finzione o di un caso di isteria, e che attirarono in paese devoti e curiosi, nonostante Edvige cercasse di sottrarsi a quell’attenzione.
♦ Tutto ciò generò nei suoi confronti da una parte l’ammirazione di persone di alta caratura spirituale che la conobbero, ma anche sospetti che ella fosse un’ingannatrice. Nel 1925 il vescovo Alghero Francesco D’Errico ordinò un’indagine canonica da cui Edvige uscì “assolta”.
♦ Nel 1929, all’età di 49 anni, insieme al padre ormai anziano, lasciò la Sardegna per trasferirsi nel Lazio dove la sorella Paolina era insegnante, stabilendosi poi a Roma nel 1938.

Le Anime del Purgatorio
Nella sua spiritualità ebbero un ruolo particolare i Novissimi. L’amica Flora Argenti testimoniò a riguardo:
«Pregava assiduamente per le anime del purgatorio. Continuamente queste anime purganti, per concessione divina, comparivano a lei perché raddoppiasse le preghiere per la loro liberazione e le lasciavano impronte e scottature del loro fuoco. E spesso io la vidi soffrire per queste piaghe. Allora si moltiplicava per pregare e faceva celebrare sante Messe… dopo la liberazione queste anime si presentavano tutte raggianti di beatitudine eterna a lei per ringraziarla.
Ella, nelle estasi, vedeva anime che, appena morte cadevano nell’inferno, ed erano molte, e anime del fuoco del purgatorio e anime che volavano in Cielo. Nel giorno dei morti vedeva stuoli e stuoli di anime che la ringraziavano e le dicevano di ringraziare le persone che avevano pregato per loro per volare in paradiso».

Edvige Carboni morì il 17 febbraio del 1952.
Nel 2015 il suo corpo è stato traslato da Albano Laziale nel Santuario di Santa Maria Goretti a Nettuno. Le sue spoglie hanno fatto ritorno in Sardegna il 25 maggio 2019 e ora resteranno nella chiesa parrocchiale di Pozzomaggiore, dove Edvige ricevette il Battesimo.

La beatificazione
♦ La solenne celebrazione di beatificazione è stata presieduta dal cardinale Angelo Becciu, anche lui sardo e prefetto della Congregazione delle cause dei santi. «Una circostanza speciale ed eccezionale, che viviamo con tutto l’entusiasmo che un avvenimento del genere comporta – ha affermato il vicario generale di Alghero-Bosa, monsignor Giuseppe Curcu – Edvige era una donna semplice, una donna delle nostre comunità, come tante che si dedicano a servire gli altri. La nostra beata è testimone di una fede forte e Dio l’ha privilegiata con segni unici, nella condivisione della sua passione».

Il cardinale Becciu: Dice Gesù: «Io sono la vite, voi i tralci. Chi rimane in me e io in lui, fa molto frutto, perché senza di me non potete far nulla» (Gv 15, 5). In queste parole troviamo il segreto dell’efficacia della nostra testimonianza cristiana e del nostro apostolato: noi produrremo frutti di bene se accoglieremo la parola di Gesù e se ci sforzeremo di vivere in comunione con lui, vera linfa vitale.
Alla schiera mirabile di credenti, che hanno raggiunto il vertice della santità, oggi abbiamo la gioia di accomunare la beata Edvige Carboni. E io sono particolarmente lieto di trovarmi qui, in rappresentanza del Santo Padre Francesco, a proclamare beata una figlia della Sardegna, proprio nel luogo in cui è nata.
A Pozzomaggiore, ella ha vissuto per tanti anni una vita ordinaria, esternamente uguale a quella di tanti laici, ma straordinaria quanto a intimità con Dio, all’unione con Lui, fino a pervenire all’identificazione con Gesù, all’unione perfetta e trasformante in Lui, sposo delle anime.
Essa viene oggi inscritta nel Libro della vita, affinché tutto il popolo di Dio possa diventare sempre più coraggioso testimone della verità del Vangelo. Il riconoscimento della santità di vita di una figlia di questa terra è certamente un grande motivo di orgoglio, ma è anche la dimostrazione delle profonde radici cristiane, che hanno da sempre ispirato i più alti valori umani della nostra gente.
La Chiesa che è in Sardegna è chiamata dalle odierne circostanze a servire la rinascita delle nostre città e dei nostri paesi, mobilitando le energie che il Signore costantemente le rinnova, per una instancabile operosità a servizio del bene, specialmente di quanti stanno ai margini della società».

(fonte: Avvenire.it del 14/16 giugno 2019)

Beata Edvige Carboni (1880-1952). Una donna apparentemente ordinaria, che visse una vita di lavori manuali e di servizio, in famiglia e verso i tanti bisognosi che incontrò, ma che fu eletta in modo misterioso e ricolmata di grazie e doni soprannaturali straordinari. «Pregava assiduamente per le anime del purgatorio. Continuamente queste anime purganti, per concessione divina, comparivano a lei perché raddoppiasse le preghiere per la loro liberazione e le lasciavano impronte e scottature del loro fuoco. E spesso io la vidi soffrire per queste piaghe. Allora si moltiplicava per pregare e faceva celebrare sante Messe… dopo la liberazione queste anime si presentavano tutte raggianti di beatitudine eterna a lei per ringraziarla».

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