Rubriche

La bisaccia del pellegrino 10-2013

Rubrica religiosa settimanale a cura di P. Salvatore Brugnano

Pensieri sparsi per nutrire la mente e l’anima durante la settimana10ott

 

 

Marzo 2013, prima settimana:  3-9 marzo.

1. Vangelo della domenica 3 marzo – « Se non vi convertite, perirete tutti allo stesso modo».
2. Aspetti della vita  – L’eredità di Benedetto XVI: l’unità della Chiesa.
3. Le Opere di S. Alfonso = 1745 Atti divoti da farsi nella Visita al SS. Sacramento.
4. Vivere la settimana con la liturgia =  4-9 marzo2013.
5. Santi calabresi del passato  =  San Leoluca da Corleone, abate (1 marzo).

1. Vangelo della domenica –  (Lc 13,1-9)
“Se non vi convertite, perirete tutti allo stesso modo”.
In quel tempo si presentarono alcuni a riferire a Gesù il fatto di quei Galilei, il cui sangue Pilato aveva fatto scorrere insieme a quello dei loro sacrifici. Prendendo la parola, Gesù disse loro: «Credete che quei Galilei fossero più peccatori di tutti i Galilei, per aver subito tale sorte? No, io vi dico, ma se non vi convertite, perirete tutti allo stesso modo. O quelle diciotto persone, sulle quali crollò la torre di Sìloe e le uccise, credete che fossero più colpevoli di tutti gli abitanti di Gerusalemme? No, io vi dico, ma se non vi convertite, perirete tutti allo stesso modo».
Diceva anche questa parabola: «Un tale aveva piantato un albero di fichi nella sua vigna e venne a cercarvi frutti, ma non ne trovò. Allora disse al vignaiolo: “Ecco, sono tre anni che vengo a cercare frutti su quest’albero, ma non ne trovo. Tàglialo dunque! Perché deve sfruttare il terreno?”. Ma quello gli rispose: “Padrone, lascialo ancora quest’anno, finché gli avrò zappato attorno e avrò messo il concime. Vedremo se porterà frutti per l’avvenire; se no, lo taglierai”».

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«Convertitevi: il regno dei cieli è vicino»  – Nel Vangelo di questa terza domenica di quaresima, Luca riporta due episodi drammatici con spargimento di sangue. Tutti e due terminano con le parole di Gesù: «Se non vi convertirete, perirete tutti allo stesso modo».
A quel tempo si credeva che le disgrazie fossero la giusta ricompensa per i peccati commessi, quindi, il modo in cui Dio faceva giustizia.
Da qui il rischio che quanti non venivano colpiti da sventure si ritenessero non toccati dal peccato. Gesù, invece, sconvolge questo modo di pensare e fa comprendere che non c’è relazione tra peccato e castigo, ma tutti gli uomini hanno bisogno di convertirsi.
Un discorso ripreso nella parabola del fico piantato nella vigna. Israele rappresenta la vigna, dove Dio ha mandato i suoi profeti e adesso il suo Figlio per cercare i frutti. Se al momento non ne trova, il Signore offre sempre il tempo per convertirsi. Della fedeltà e della misericordia di Dio, che interviene per liberare dall’oppressione il suo popolo, si parla anche nella prima Lettura tratta dall’Esodo. Gli fa eco san Paolo nella prima Lettera ai Corinzi, che mette in guardia dal rischio di infedeltà verso Dio.

(Nicola Gori, in La Domenica).

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La battaglia della fede – L’uomo non è stato creato per rovinarsi la vita. Non si può neanche immaginare che, fornito di ragione, egli lo desideri. E tuttavia tutto sembra svolgersi in modo che ciò avvenga, a tale punto che si arriva a dubitare dei propri desideri di pienezza e perfino a negare la loro possibilità.
Un fatto nuovo è accaduto nella storia, che “molti profeti e re hanno voluto vedere e non hanno visto, e udire e non hanno udito”. Una Presenza inevitabile, provocatoria, di un’autorità fino ad allora sconosciuta, che ha il potere di risvegliare nel cuore dell’uomo i suoi desideri più veri; un Uomo che si riconosce facilmente come la Via, la Verità e la Vita per raggiungere la propria completezza.
Il momento è quindi decisivo, grave. Quest’uomo chiama tutti quelli che sono con lui a definire la propria vita davanti a lui. Ma c’è un’ultima e misteriosa resistenza dell’uomo proprio davanti a colui di cui ha più bisogno.
Bisogna quindi ingaggiare una battaglia definitiva perché l’uomo ritrovi il gusto della libertà. E Cristo lotterà fino alla morte, per dare “una dolce speranza e per concedere dopo i peccati la possibilità di pentirsi”.
Ma non tentiamo di ingannarci. Ci troviamo nelle ultime ore decisive. Cristo può, in un ultimo momento di pazienza, prolungare il termine, come fa per il fico della parabola, ma non lo prolungherà in eterno!
(Chiesa.it)

Una preghiera per restare vigili
Signore Gesù, in questo tempo di Quaresima aiutaci a riscoprire la bellezza della conversione che è cambiare, migliorarsi, e affidarsi a Te, superando gli ostacoli di una società che ci chiede tutto e subito.
Aiutaci a riscoprire la pazienza e i frutti dell’attesa, aumentando la fede e la speranza, la stessa che spinge il padrone dell’albero di fichi ad attendere i suoi frutti ancora un anno.
(Letizia Battaglino)

 

 2. Aspetti della vita
L’eredità di Benedetto XVI: l’unità della Chiesa
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Nella mattina di giovedì 28 febbraio, ultimo giorno del suo pontificato, Benedetto XVI ha voluto incontrare nella Sala Clementina i cardinali presenti a Roma per un saluto di congedo. Ecco alcune sue parole.

“Venerati e cari Fratelli,
la vostra vicinanza e il vostro consiglio mi sono stati di grande aiuto nel mio ministero. In questi otto anni, abbiamo vissuto con fede momenti bellissimi di luce radiosa nel cammino della Chiesa, assieme a momenti in cui qualche nube si è addensata nel cielo. Abbiamo cercato di servire Cristo e la sua Chiesa con amore profondo e totale, che è l’anima del nostro ministero. Abbiamo donato speranza, quella che ci viene da Cristo, che solo può illuminare il cammino. Insieme possiamo ringraziare il Signore che ci ha fatti crescere nella comunione, e insieme pregarlo di aiutarvi a crescere ancora in questa unità profonda, così che il Collegio dei Cardinali sia come un’orchestra, dove le diversità – espressione della Chiesa universale – concorrano sempre alla superiore e concorde armonia.
Rimaniamo uniti, cari Fratelli, in questo Mistero: nella preghiera, specialmente nell’Eucaristia quotidiana, e così serviamo la Chiesa e l’intera umanità. Questa è la nostra gioia, che nessuno ci può togliere.
La Chiesa si risveglia nelle anime“. La Chiesa vive, cresce e si risveglia nelle anime, che – come la Vergine Maria – accolgono la Parola di Dio e la concepiscono per opera dello Spirito Santo; offrono a Dio la propria carne e, proprio nella loro povertà e umiltà, diventano capaci di generare Cristo oggi nel mondo. Attraverso la Chiesa, il Mistero dell’Incarnazione rimane presente per sempre. Cristo continua a camminare attraverso i tempi e tutti i luoghi.
Prima di salutarvi personalmente, desidero dirvi che continuerò ad esservi vicino con la preghiera, specialmente nei prossimi giorni, affinché siate pienamente docili all’azione dello Spirito Santo nell’elezione del nuovo Papa. Che il Signore vi mostri quello che è voluto da Lui. E tra voi, tra il Collegio Cardinalizio, c’è anche il futuro Papa al quale già oggi prometto la mia incondizionata reverenza ed obbedienza.  (da L’Osservatore Romano del 1 marzo 2013).

Rimaniamo uniti, cari Fratelli, in questo Mistero: nella preghiera, specialmente nell'Eucaristia quotidiana, e così serviamo la Chiesa e l'intera umanità. Questa è la nostra gioia, che nessuno ci può togliere. E tra voi, tra il Collegio Cardinalizio, c'è anche il futuro Papa al quale già oggi prometto la mia incondizionata reverenza ed obbedienza.
Rimaniamo uniti, cari Fratelli, in questo Mistero: nella preghiera, specialmente nell’Eucaristia quotidiana, e così serviamo la Chiesa e l’intera umanità. Questa è la nostra gioia, che nessuno ci può togliere. E tra voi, tra il Collegio Cardinalizio, c’è anche il futuro Papa al quale già oggi prometto la mia incondizionata reverenza ed obbedienza.

 

3. Le Opere di S. Alfonso
1745 – Atti divoti da farsi nella Visita al SS. Sacramento e alla Beatissima Vergine Maria

Oggi tutti siamo abituati alla messa vespertina, cioè celebrata di sera. Al tempo di S. Alfonso nel vespero c’era la cosiddetta quotidiana  “funzione sacra” o la Visita al SS. Sacramento. Un’ottima occasione per ricordare ai fedeli le verità della fede, anzi di fargiele pregare, così come propone S. Alfonso in questo libretto di Atti divoti.
Essi trovano in appendice al Gran mezzo della preghiera, Napoli, 1759, ’65, ’76; Venezia 1759 e contengono l’atto di fede e di adorazione, di speranza, di amore, di pentimento e di proposito, di ringraziamento; l’offerta, la preghiera, la comunione spirituale e quindi la visita a Maria Santissima.

Ecco l’inizio del libretto: Nella Visita che si farà fare al popolo, il sacerdote leggerà questi Atti con voce forte, ed a passo a passo, e il popolo li ripeterà.
Anima mia, ravviva la fede e la confidenza. Stai alla presenza dell’infinita maestà del tuo Dio che per amor tuo un giorno scese dal cielo in terra a farsi uomo e volle morire su d’una croce per salvarti, ed ora se ne sta nel SS. Sacramento, tutto amore per ascoltarti e concederti quelle grazie che tu gli domandi. Parlagli dunque, e digli:
Atto di fede e di adorazione
Mio Dio, perché l’avete rivelato voi che siete verità infallibile, io credo tutto quello che la santa Chiesa m’insegna a credere. Credo che voi siete il Creatore e Signore del cielo e della terra, il quale in eterno premiate i giusti nel paradiso e castigate i peccatori nell’inferno. Credo che siete tre persone, Padre, Figliuolo e Spirito Santo, ma un solo Dio nell’essenza.
Credo, o gran Figlio di Dio, che vi siete incarnato e fatto uomo nell’utero di Maria e siete morto crocifisso per nostra salute, ed ora ve ne state nel Santissimo Sacramento per alimentarci colle vostre carni nella santa comunione e per esaudire le nostre suppliche dagli altari quando noi veniamo a visitarvi.
Prostrato dunque a’ vostri piedi io misero peccatore, indegno di comparirvi avanti e degno solamente di star nell’inferno tante volte da me meritato, vi adoro, o Maestà infinita, unendomi alle adorazioni che a quest’ora vi rendono in cielo tutti gli angeli e santi con Maria santissima.

Per leggere l’operetta apri il collegamento.

4. Vivere la settimana con la liturgia = III Settimana di Quaresima
(4-9 marzo) Liturgia delle Ore: III Settimana. 

4  marzo  (lunedì) – Colore liturgico viola

  • Pensiero dalle letture bibliche di oggi  = L’anima mia ha sete di Dio, del Dio vivente. – L’arameo Naamàn e la vedova di Sarepta: due stranieri che ottengono salvezza per aver accolto la parola dei profeti. In questo tempo di grazia, la parola di Gesù trovi dimora nei nostri cuori.
  • – Letture bibliche alla Messa di oggi  =  2Re 5,1-15a; Sal 41,2-3 e 42,3-4; Lc 4,24-30.
  • – Santi di oggi  =  San Casimiro; Beato Umberto di Savoia.

5  marzo  (martedì) – Colore liturgico viola.

  • Pensiero dalle letture bibliche di oggi  = Ricòrdati, Signore, della tua misericordia. Perdonare sette volte sembra a Pietro una misura generosa. – Il “settanta volte sette” di Gesù gli sarà sembrato esagerato (a noi no?). Lo comprenderà appieno solo quando vedrà fin dove arriva il perdono del Signore nei suoi confronti.
  • – Letture bibliche alla Messa di oggi  =  Dn 3,25.34-43; Sal 24,4-9a; Mt 18,21-35.
  • – Santi di oggi  =  San Teofilo; Sant’Adriano di Cesarea; San Virgilio.

6  marzo  (mercoledì) – Colore liturgico viola

  • Pensiero dalle letture bibliche di oggi  = Celebra il Signore, Gerusalemme.  – Gesù è l’uomo- Dio che dà pienezza alla rivelazione che lo precede, la illumina e la interiorizza.
  • – Letture bibliche alla Messa di oggi  =  Dt 4,1.5-9; Sal 147,12-13.15-16.19-20; Mt 5,17-19.
  • – Santi di oggi  =  San Vittorino; Santa Coletta Boylet; Beato Leonida Fedorov.

7  marzo  (giovedì) – Colore liturgico viola.

  • Pensiero dalle letture bibliche di oggi  = Ascoltate oggi la voce del Signore: non indurite il vostro cuore. – Un cuore indurito non ascolta più, non accoglie più nulla. Un rischio enorme. La liberazione dal male passa per le vie del nostro cuore.
  • – Letture bibliche alla Messa di oggi  =  Ger 7,23-28; Sal 94,1-2.6-9; Lc 11,14-23.
  • – Santi di oggi  =  Sante Perpetua e Felicita; Santa Teresa Margherita Redi.

8 marzo  (venerdì) – Colore liturgico viola.

  • Pensiero dalle letture bibliche di oggi  = Io sono il Signore, tuo Dio: ascolta la mia voce.-  Che cosa chiede Dio all’uomo? “Amerai!.”. Null’altro che questo. Per questo è stato creato. Amore unico e duplice: verso Dio con tutto se stessi e verso il prossimo come se stessi.
  • – Letture bibliche alla Messa di oggi  =  Os 14,2-10; Sal 80,6c-11.14.17; Mc 12,28b-34.
  • – Santi di oggi  =  San Giovanni di Dio; San Ponzio; San Provino.

9 marzo  (sabato) – Colore liturgico viola.

  • Pensiero dalle letture bibliche di oggi  = Voglio l’amore e non il sacrificio. – La preghiera del fariseo – messa a confronto con la preghiera umile e sincera del pubblicano – tesse le lodi a se stesso invece che a Dio, è piena di giudizio verso gli altri, non è animata dall’amore. A quale dei due modelli assomiglia la nostra preghiera?
  • – Letture bibliche alla Messa di oggi  =  . Os 6,1-6; Sal 50,3-4.18-21; Lc 18,9-14.
  • – Santi di oggi  =  Santa Francesca Romana; San Paciano; San Domenico Savio.

5. Santi calabresi del passato o venerati in Calabria
San Leoluca da Corleone, abate (1 marzo)
Nacque a Corleone nell’anno 815 da Leone e Teofisti coniugi molto pii, che al battesimo gli imposero il nome di Leone. Dagli stessi venne avviato allo studio della Sacra Scrittura, dedicandosi contemporaneamente all’agricoltura e all’allevamento del bestiame.
A vent’ anni perse i genitori; dopo aver distribuito tutti i suoi averi ai poveri, entrò nel monastero di San Filippo di Argirò con a capo l’abate Filippo cambiando il nome Leone in Luca, a cui derivò il nome composto Leoluca con cui è popolarmente conosciuto.
Per un certo seguì la spiritualità del superiore, che gli consigliò di recarsi in pellegrinaggio a Roma sulla tomba degli Apostoli; in seguito si trasferì in Calabria in un monastero presso San Sosti con a capo l’egumeno Cristoforo. Insieme a questi passarono nella regione del Mercurion abitata da grandi eremiti; qui rimasero per sette anni.
A causa dell’invasione dei saraceni, Leoluca e Cristoforo dovettero cambiare dimora stabilendosi nella diocesi di Cassano Ionio, in contrada Vena dove organizzarono un nuovo monastero fermandosi per ben dieci anni, durante i quali purtroppo morì Cristoforo.
Come suo successore fu eletto Leoluca, il quale guidò il monastero con tale sapienza da far superare ai monaci le cento unità.
Qui, ricco di meriti e di tanta carità, morì centenario il primo marzo a mezzogiorno del 910.
Il suo corpo venne sepolto nella cattedrale di Vibo Valentia che lo ha eletto suo patrono.
Anche la diocesi di Mileto festeggia solennemente San Leoluca con celebrazioni proprie il 1 marzo.
(da Calabriaecclesia2000.it).

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