La bisaccia del pellegrino

Rubrica religiosa settimanale

a cura di P. Salvatore Brugnano


Gennaio 2011, terza settimana: 16-22 gennaio
1. Vangelo della domenica 16 gennaio – Seconda Domenica del Tempo Ordinario – Anno A – «Ecco l’agnello di Dio, colui che toglie il peccato del mondo».
2. Aspetti della vita – La voce di Giobbe, la voce del sofferente.
3. Un incontro con S. Alfonso –  Fortezza di S. Alfonso in sopportare le ingiurie.
4. Vivere la settimana con la liturgia =  10-15 gennaio.
5.  Curiosità calabresi del passato = La Calabria, meta temuta dei viaggi.

1. Vangelo della domenica –    Gv 1,29-34
Ecco l’agnello di Dio, colui che toglie il peccato del mondo.
In quel tempo, Giovanni, vedendo Gesù venire verso di lui, disse: «Ecco l’agnello di Dio, colui che toglie il peccato del mondo! Egli è colui del quale ho detto: “Dopo di me viene un uomo che è avanti a me, perché era prima di me”. Io non lo conoscevo, ma sono venuto a battezzare nell’acqua, perché egli fosse manifestato a Israele».  Giovanni testimoniò dicendo: «Ho contemplato lo Spirito discendere come una colomba dal cielo e rimanere su di lui. Io non lo conoscevo, ma proprio colui che mi ha inviato a battezzare nell’acqua mi disse: “Colui sul quale vedrai discendere e rimanere lo Spirito, è lui che battezza nello Spirito Santo”. E io ho visto e ho testimoniato che questi è il Figlio di Dio».

Il Dio che viene ad incontrarci nella Bibbia non regna, indifferente alla sofferenza umana, in una lontananza beata. E’ un Dio che, al contrario, si prende a cuore tutta questa sofferenza. Lui la conosce (Es 3,7). La notizia di Dio che si fa uomo in Gesù non ci lascia di sasso: Dio viene nel cuore della nostra vita, si lascia toccare dalla nostra sofferenza umana, si pone con noi le nostre domande, si compenetra della nostra disperazione: “Mio Dio, perché mi hai abbandonato?” (Mc 15,34). Giovanni Battista dice di Gesù: “Ecco l’Agnello di Dio, che toglie il peccato del mondo”. Ecco questo Dio che si lascia ferire dalla cattiveria dell’uomo, che si lascia commuovere dalla sofferenza di questa terra. Egli ha voluto avvicinarsi il più possibile a noi, è nel seno della nostra vita, con i suoi dolori e le sue contraddizioni, le sue falle e i suoi abissi.
È in questo che la nostra fede cristiana si distingue da qualsiasi altra religione. Gesù sulla croce è Dio nel mezzo della sofferenza umana: una notizia che per noi è un’incredibile consolazione. È vicino al mio dolore, egli mi capisce, sa come mi sento. Questa notizia implica allo stesso tempo un’esistenza scomoda: dobbiamo impegnarci per coloro che, nel nostro mondo, stanno affondando, che naufragano nell’anonimato, che sono torturati, che vengono assassinati, che muoiono di fame o deperiscono… Sono tutti nostri fratelli e nostre sorelle!  (cf LaChiesa.it)

La testimonianza del Battista ci invita a riconoscere in Cristo l’agnello di Dio, che toglie il peccato del mondo perché lo prende su di sé. Gesù è il vero agnello immolato che ci libera dal peccato. Grazie a lui la salvezza può raggiungere l’estremità della terra (Luca Fallica in “La Domenica”).

2. Aspetti della vita
La voce di Giobbe, la voce del sofferente
Nella sofferenza l’uomo è capace di trovare la via di uscita. Unico tra esseri viventi, l’uomo inventa quel suo particolare atteggiamento: ripiega il corpo sopra una tavoletta di cera, su di un rotolo vegetale, un foglio, quasi a rendere minima la propria superficie fisica su cui il mondo doloroso del reale possa agire: e scrive. Ha inventato l’«utopia», il suo «essere altrove».
Ma talvolta una voce colma di dolore ci raggiunge attraverso i secoli, spoglia di ogni illusione. Allora l’uomo torna ad essere presente a se stesso: è la voce di Giobbe che rifiuta ogni consolazione, l’ostinata negazione di ogni disegno utopico, fosse pure quello religioso. «Non sarò mai un homo religiosus», scrive Dietrich Bonhoeffer alle soglie del patibolo nazista. Nella sua aderenza alla realtà Giobbe rifiuta proprio quella consolazione che i suoi religiosi confutatori vorrebbero imporgli.
«Se l’anima è orientata verso l’amore – sono parole di Simone Weil – quanto più da vicino si contempla la necessità, quanto più stretta la si tiene a sé, dura e fredda come metallo sulla pelle nuda, tanto più ci si avvicina alla bellezza del creato. È quanto prova Giobbe. Dio scese verso di lui e gli rivelò la bellezza del creato, proprio perché era stato così onesto nella sofferenza, perché aveva respinto ogni pensiero che potesse alterare la verità». (Ferruccio Parazzoli in Avvenire del 11/03/2010)
3. Un incontro con S. Alfonso
Catechismo per piccoli e grandi
Ancora Don Felice Verzella, segretario di S. Alfonso, vescovo a S. Agata, è la seguente  testimonianza: “Era grande lo zelo del Servo di Dio, acciò tutti gli uomini, e donne della sua Diocesi fossero appieno istruiti de’ Misteri di nostri Fede. A tal fine egli ordinòo alli Parrochi d’istruire nella Dottrina Cristiana coloro di età fanciullesca; ed informandosi bene dell’ignoranza degli Adulti, e prevedendo che costoro si sarebbero vergognati di mescolarsi con ragazzi per apprendere le cose necessarie a sapersi per la loro eterna salvezza emanò un rigoroso editto, col quale comandò, che tanto nelle Parrochie, quanto in tutte le chiese anche rurali nella messa, che si celebrava ne’ giorni festivi, il Sacerdote celebrante, fosse Parroco o semplice prete, leggesse con posatezza e chiarezza al popolo un compendio delle Materie di fede necessarie a sapersi da ogni fedele per potersi salvare. Questo compendio lo compose egli stesso ed a sue spese lo diede alle stampe e mandò a tutti i Parrochi, e Preti le copie di detto compendio, affinché coll’uniformità delle parole più facilmente il Popolo le ritenesse a memoria (dai Processi).

4. Vivere la settimana con la liturgia =  17-22 gennaio – Seconda settimana del Tempo Ordinario – Liturgia delle Ore: II settimana

17 gennaio  (lunedì)
– Pensiero dalle letture bibliche di oggi   = Tu sei sacerdote per sempre, Cristo Signore.  – Le parabole del vino e del vestito indicano la novità che è Gesù, anche nelle osservanze religiose e nelle pratiche devozionali.
– Letture bibliche alla Messa di oggi  = Ebrei 5,1-10; Salmo 109,1-4; Marco 2,18-22. – Oggi è  la 22a Giornata di approfondimento e di sviluppo del dialogo tra cattolici ed ebrei.
– Santi di oggi  =  SantAntonio abate; Santa Rosellina.

18 gennaio  (martedì) Letture dall’ottavario di preghiere per l’Unità dei Cristiani, che inizia oggi.
– Pensiero dalle letture bibliche di oggi
  =  La Chiesa di Gerusalemme. – L’attuale Chiesa di Gerusalemme vive in continuità con la Chiesa apostolica di Gerusalemme, in modo particolare nella sua testimonianza alla verità, spesso resa acaro prezzo.
– Letture bibliche alla Messa di oggi  = Gioele 2,21b-22.3,1-2; Salmo 46/45,1-11; Atti 2,1-12; Giovanni 14,15-21.
– Santi di oggi  =  S. Margherita d’Ungheria; Santa Prisca; Beata Beatrice d’Este.

19 gennaio  (mercoledì) Letture dall’ottavario di preghiere per l’Unità dei Cristiani,  secondo giorno
– Pensiero dalle letture bibliche di oggi secondo giorno  =  Molte membra in un corpo solo. – La chiesa di Gerusalemme negli Atti è il modello dell’unità che, fin dal principio, è stata caratterizzata da una ricca diversità, che non può essere uniformità.
– Letture bibliche alla Messa di oggi  =  Isaia 55,1-4; Salmo 85/84, 8-14;1Corinzi 12,12-27; Giovanni 15,1-13.
– Santi di oggi  =   Santi Mario e Marta, San Bassiano, Sante Liberata e Faustina.

20 gennaio  (giovedì)Letture dall’ottavario di preghiere per l’Unità dei Cristiani, terzo giorno
– Pensiero dalle letture bibliche di oggi  =  La fedeltà all’insegnamento degli apostoli ci unisce. – L’insegnamento degli apostoli era il centro dell’unità nella diversità della chiesa di Gerusalemme. Tale fedeltà si riflette nell’apostolo Paolo, quando identifica il vangelo come “potenza di Dio per la salvezza” (Rom 1,16).
– Letture bibliche alla Messa di oggi  =   Isaia 51,4-8; Salmo 119/118,105-112; Romani 1,15-17; Giovanni 17,6-19.
– Santi di oggi  =  San Fabiano e San Sebastiano.

21 gennaio  (venerdì) – Letture dall’ottavario di preghiere per l’Unità dei Cristiani, quarto giorno
– Pensiero dalle letture bibliche di oggi  = La condivisione come espressione di unità. – Esistono vari modi di condivisione. Vi è la condivisione reciproca dei pesi, delle lotte, della sofferenza . C’è la condivisione dei doni e delle prospettive di ogni tradizione, anche nell’attuale situazione di separazione.
– Letture bibliche alla Messa di oggi  =  Isaia 58,6-10; Salmo 37/36,1-11; Atti 4,32-37; Matteo 6,25-34.
– Santi di oggi  =  Sant’Agnese

22 gennaio (sabato) Letture dall’ottavario di preghiere per l’Unità dei Cristiani, quinto giorno
– Pensiero dalle letture bibliche di oggi  = Spezzare il pane nella speranza.  – L’apostolo Paolo attesta che lo spezzare il pane significa non solo celebrare l’Eucaristia, ma essere un popolo eucaristico, diventare il corpo di Cristo nel mondo.
– Letture bibliche alla Messa di oggi  = Esodo 16,13b-21a; Salmo 116/115,12-14.16-18; 1Corinzi 11,17-18.23.26; Giovanni 6,53-58.
– Santi di oggi  =   San Vincenzo, diacono e martire.

5. Curiosità calabresi del passato

La Calabria, meta temuta dei viaggi

Più isolata di un’isola: così in quel Settecento che vide tante altre regioni d’Italia percorse in lungo e in largo dai grandi viaggiatori era considerata la Calabria, priva di strade che non fossero sentieri di capre, carente di buoni porti, infestata dalla malaria e ancor più dalla nomea esagerata d’essere in balia di temibilissimi briganti. Ma i pochi che non si lasciarono scoraggiare da questa fama negativa e scesero a scoprirla con lo stesso spirito degli esploratori di terre incognite, come l’inglese Henry Swinburne (1743-1803) che lasciò il resoconto dei suoi viaggi nei “Travels in the Two Sicilies 1783-1785”, si trovarono in un paese che li affascinò col suo cuore segreto di antica civiltà classica nascosto sotto uno strato di rustica selvatichezza. (“Le vie del Mondo: Calabria”, a cura di Gianni Guadalupi, 2000 Touring Editore, pp. 4).

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