La forza del seme

Rubrica quotidiana a cura di P. Salvatore Brugnano

Storie belle… per vivere meglio

La forza del seme.

La cosa più importante che possiamo imparare dalla vita, a volte dolorosamente, è che tutto quello che riusciamo a realizzare avrà sempre il valore del seme destinato a portare ancora ulteriore sviluppo.
– Quando ci sembra di essere arrivati a quello che desideravamo constatiamo poi che desideriamo ancora qualcosa di più. S. Agostino lo descriveva bene questo movimento inappagato del cuore e della vita: “O Signore, tu hai fatti per Te e inquieto è il nostro cuore finché non riposa in te”.
– E allora lungi da noi l’esaltazione prometeica di sentirci realizzatori del presente e del futuro, perché il futuro è nelle mani di Dio, e noi siamo solo un seme destinato a crescere in Lui. – E lungi da noi l’avvilimento di non veder realizzato nella vita quanto avevamo desiderato: ci conforti la speranza che abbiamo seminato un seme destinato a crescere, anche se non lo vedremo.
– Pertanto le cose belle che fa e farà l’uomo non lo devono insuperbire, ma invitarlo a fare sempre meglio. I Mondiali di calcio 2018 che stiamo vivendo ci insegnano che se tanto è stato già fatto, tanto rimane ancora da compiere per l’umanità.

Dal vangelo di questa domenica (Mc 4,26-34)
In quel tempo, Gesù diceva [alla folla]: «Così è il regno di Dio: come un uomo che getta il seme sul terreno; dorma o vegli, di notte o di giorno, il seme germoglia e cresce. Come, egli stesso non lo sa. Il terreno produce spontaneamente prima lo stelo, poi la spiga, poi il chicco pieno nella spiga; e quando il frutto è maturo, subito egli manda la falce, perché è arrivata la mietitura».
Diceva: «A che cosa possiamo paragonare il regno di Dio o con quale parabola possiamo descriverlo? È come un granello di senape che, quando viene seminato sul terreno, è il più piccolo di tutti i semi che sono sul terreno; ma, quando viene seminato, cresce e diventa più grande di tutte le piante dell’orto e fa rami così grandi che gli uccelli del cielo possono fare il nido alla sua ombra».
Con molte parabole dello stesso genere annunciava loro la Parola, come potevano intendere. Senza parabole non parlava loro ma, in privato, ai suoi discepoli spiegava ogni cosa.

♦ Questa parabola del granellino di senape che diventa un grande arbusto, ci insegna che anche noi, se vogliamo che il seme della Parola di Dio ci cresca dentro, dobbiamo lasciarci maturare dalla sua forza più che dalla nostra bravura, ben sapendo che è sempre Dio a prendere l’iniziativa: è lui che decide dove e quando tagliare, piantare, seminare e far crescere.
Noi possiamo liberamente collaborare accogliendo il seme della sua parola di salvezza e permettere che cresca nel nostro cuore. Solo così gli uccelli, cioè il nostro prossimo, vi troveranno accoglienza e solidale riparo.
E intanto chiediamo a Dio di farci sempre riconoscere i segni della sua presenza in mezzo a noi, affinché possiamo rendergli la lode per la sua fedeltà e collaborare con Lui per il bene dell’umanità.

  Il saluto di Papa Francesco per i Mondiali di Calcio in Russia: “Desidero inviare il mio cordiale saluto ai giocatori e agli organizzatori, come pure a quanti seguiranno tramite i mezzi di comunicazione sociale questo evento che supera ogni frontiera. Possa questa importante manifestazione sportiva diventare occasione di incontro, di dialogo e di fraternità tra culture e religioni diverse, favorendo la solidarietà e la pace tra le nazioni”.

Il saluto di Papa Francesco per i Mondiali di Calcio in Russia: “Desidero inviare il mio cordiale saluto ai giocatori e agli organizzatori, come pure a quanti seguiranno tramite i mezzi di comunicazione sociale questo evento che supera ogni frontiera. Possa questa importante manifestazione sportiva diventare occasione di incontro, di dialogo e di fraternità tra culture e religioni diverse, favorendo la solidarietà e la pace tra le nazioni”.

Condividi l'articolo