La gioia può abitare i nostri deserti

Rubrica quotidiana a cura di P. Salvatore Brugnano

Storie belle… per vivere meglio

La gioia può abitare i nostri deserti.

Questa terza domenica dell’Avvento si chiama “Domenica Gaudete” (Dominica Gaudete, in latino) e il motivo è tratto dalla Lettera ai Filippesi: “Rallegratevi sempre nel Signore, ve lo ripeto, rallegratevi, il Signore è vicino (Fil 4,4.5) e rafforzato dal versetto del salmo responsoriale “Canta ed esulta, perché grande in mezzo a te è il Santo d’Israele (Isaia, 12). – Colui che attendiamo nel Natale può colmare tutti i nostri vuoti e far rifiorire ogni deserto umano.
– Il Bambino di Betlemme è il nostro Salvatore e sarà anche il nostro Giudice. Egli da noi si aspetta una testimonianza di fede e di fedeltà al suo messaggio e al suo esempio, secondo gli impegni assunti nel battesimo. «E noi che cosa dobbiamo fare?» Giovanni Battista ci dà le prime risposte ricordandoci che: «Io vi battezzo con acqua; ma viene colui che è più forte di me. Egli vi battezzerà in Spirito Santo e fuoco». Il Battesimo ci è stato già donato, lo Spirito ha già acceso il suo fuoco: da parte nostra occorre solo fedeltà e coerenza e tutto diventerà nuovo nella nostra vita.

Dal Vangelo di questa domenica (Lc 3,10-18)
♦ In quel tempo, le folle interrogavano Giovanni, dicendo: «Che cosa dobbiamo fare?». Rispondeva loro: «Chi ha due tuniche, ne dia a chi non ne ha, e chi ha da mangiare, faccia altrettanto».
Vennero anche dei pubblicani a farsi battezzare e gli chiesero: «Maestro, che cosa dobbiamo fare?». Ed egli disse loro: «Non esigete nulla di più di quanto vi è stato fissato».
♦ Lo interrogavano anche alcuni soldati: «E noi, che cosa dobbiamo fare?». Rispose loro: «Non maltrattate e non estorcete niente a nessuno; accontentatevi delle vostre paghe».
Poiché il popolo era in attesa e tutti, riguardo a Giovanni, si domandavano in cuor loro se non fosse lui il Cristo, Giovanni rispose a tutti dicendo: «Io vi battezzo con acqua; ma viene colui che è più forte di me, a cui non sono degno di slegare i lacci dei sandali. Egli vi battezzerà in Spirito Santo e fuoco. Tiene in mano la pala per pulire la sua aia e per raccogliere il frumento nel suo granaio; ma brucerà la paglia con un fuoco inestinguibile».
Con molte altre esortazioni Giovanni evangelizzava il popolo.

♥ È la domenica della gioia, poiché si avvicina il santo Natale. Il profeta Sofonia ci esorta a rallegrarci perché il Signore, che nasce dalla vergine Maria, è il Salvatore che ci rinnova con il suo amore. L’apostolo Paolo ci invita ad essere gioiosi nel Signore, che è sempre vicino a noi, custodendo la nostra vita con la sua pace.
Perciò, siamo amabili, non angustiamoci per nulla, ma preghiamo presentando al Signore le nostre richieste. Non lasciamoci cadere le braccia, ma cantiamo ed esultiamo perché il Signore è nostra forza e nostro canto.
♥ L’evangelista Luca ci presenta la predicazione di Giovanni Battista, che ci invita a convertirci, a prepararci ad accogliere il Messia, che è la nostra gioia. Egli indica che cosa fare concretamente: condividere i beni con i poveri, praticare la giustizia, rispettare tutti. Mentre Giovanni battezza con acqua, Gesù battezza in Spirito Santo e fuoco per purificare i cuori, bruciando la paglia, cioè le opere del male. Attingiamo con gioia alla sorgente della salvezza, l’Eucaristia, mistero di amore. (Francesco Dell’Orco, in la domenica.it).

Una preghiera per chiedere la vera gioia
Signore, donaci la gioia di una vera conversione.
Sostieni la tua Chiesa, perché continui la sua missione di annunciare il Vangelo ad ogni uomo, usando il linguaggio della misericordia e la testimonianza nell’amore.
Aiuta i responsabili delle istituzioni civili, perché nel loro impegno a favore del bene comune, sappiano porre in opera azioni concrete per le comunità.
Benedici le nostre famiglie, perché diventino segno visibile di gioia vivendo in modo autentico l’amore coniugale e filiale.
Conserva la pace in tutti gli uomini di buona volontà perché esprimano la solidarietà verso i poveri, i bisognosi e gli emarginati della vita. Amen.

Cantare la gioia con le antifone maggiori in preparazione al Natale

  • 16 dicembre: «Ecco, verrà il Re, Signore della terra, e toglierà il giogo della nostra schiavitù».
  • 17 dicembre: «O Sapienza, che esci dalla bocca dell’Altissimo, ti estendi ai confini del mondo, e tutto disponi con soavità e con forza, vieni, insegnaci la via della saggezza».
  • 18 dicembre: «O Signore, guida della casa d’Israele, che sei apparso a Mosè nel fuoco del roveto, e sul monte Sinai gli hai dato la legge: vieni a liberarci con braccio potente».
  • 19 dicembre: «O Germoglio di Jesse, che ti innalzi come segno per i popoli: tacciono davanti a te i re della terra, e le nazioni t’invocano: vieni a liberarci, non tardare».
  • 20 dicembre: «O Chiave di Davide, scettro della casa d’Israele, che apri, e nessuno può chiudere, chiudi, e nessuno può aprire: vieni, libera l’uomo prigioniero, che giace nelle tenebre e nell’ombra di morte».
  • 21 dicembre: «O Astro che sorgi, splendore della luce eterna, sole di giustizia: vieni, illumina chi giace nelle tenebre e nell’ombra di morte».
  • 22 dicembre: «O Re delle genti, atteso da tutte le nazioni, pietra angolare che riunisci i popoli in uno, vieni, e salva l’uomo che hai formato dalla terra».
  • 23 dicembre: «O Emmanuele, nostro re e legislatore, speranza e salvezza dei popoli: vieni a salvarci, o Signore nostro Dio».
  • 24 dicembre: «Quando sorgerà il sole, vedrete il Re dei re: come lo sposo dalla stanza nuziale egli viene dal Padre». Con la sua nascita Cristo diventa lo sposo della Umanità, della Chiesa, unito indissolubilmente a tutti noi. 
Questa terza domenica dell’Avvento si chiama “Domenica Gaudete” (Dominica Gaudete, in latino) e il motivo è tratto dalla Lettera ai Filippesi: “Rallegratevi sempre nel Signore, ve lo ripeto, rallegratevi, il Signore è vicino (Fil 4,4.5) e rafforzato dal versetto del salmo responsoriale “Canta ed esulta, perché grande in mezzo a te è il Santo d’Israele (Isaia, 12). – Colui che attendiamo nel Natale può colmare tutti i nostri vuoti e far rifiorire ogni deserto umano. Il Bambino di Betlemme è il nostro Salvatore.

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