La nona edizione del Tamburello Festival

Tra strumenti etnici, ballate e tarantelle l’evento richiama la storia degli zambronesi.

Il centro studi Aramonesi vuole ricordare, attraverso musica e cultura, elementi di coesione del popolo calabrese per più di duemillenni.

A Zambrone anche quest’anno nel giorno 18 di agosto 2012 il “CENTRO STUDI UMANISTICI E SCIENTIFICI ARAMONI” ha promosso in un clima di cordialità, cultura e divertimento il tamburello festival che è arrivato alla nona edizione dal titolo “ PASSATE DALLA MEMORIA”.
Il Centro studi è sorto con l’obiettivo di fare si che gli zambronesi si riappropriassero in maniera partecipativa della storia locale e per contribuire a delineare l’identità culturale di Zambrone. Ed in questo contesto il Tamburello festival contribuisce, oggettivamente, a delineare l’identità culturale di Zambrone e far conoscere, divulgare e preservare cultura e usanze locali importanti risorse. L’iniziativa unisce la comunità zambronese rendendola partecipe dei momenti più salienti della sua storia, anche di quelli non scritti nei libri scolastici che rischiano di essere dimenticati e quindi di essere cancellati per sempre. Le cosiddette tarantelle calabresi pregne di forti emozioni, sono uno strumento appropriato per contribuire a legare e far rivivere memorie, usanze e costumi della comunità. La manifestazione diventa, quindi, un mezzo per fare conoscere gli strumenti più tipici della tradizione musicale calabrese. La Calabria, infatti, è la terra delle zampogne nelle sue numerose varianti della pipita (o ciaramella), della lira (antenato del violino), dell’organetto, del tamburo a frizione, della chitarra battente, ma soprattutto del tamburello, che è quello più antico (esistente già nel VI secolo a.C.) di cui, fino a pochi anni addietro, si erano perse le tracce.
Il Tamburello festival, si inserisce in questo contesto, diventando un vero e proprio festival di musica etnica calabrese, in cui la tarantella diventa allegria e gioia sentita, partecipata e contagiosa.
Al Tamburello ha primeggiato la tradizione di gastronomia locale con: fileja al sugo e fagioli, frittata di cipolle, porchetta locale, pecorino del poro, zeppole con alici, vino rosso locale, vino di zibibbo, a ciciarata, pitte pie, nacatule, cannoli, Crostata con marmellata al peperoncino, crostata con marmellate casarecce, torte al cioccolato, torte al limone e paste alla crema.


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Molti, anche, gli artisti e i maestri artigiani che hanno ornato i luoghi del tamburello festival esponendo le loro creazioni: zampogne e pipite del maestro Pasquale Lorenzo, i tamburelli di Bruno Pitasi e Andrea Anghelone, i saponi all’olio di Fiorella Restuccia, i cesti in vimini di Antonio Cosentino, le produzioni in terracotta di Rocco Cunsolo, i velieri di Antonio Varrà e i dipinti di Antonietta Mamone le sculture di Tonino Gaudioso, i manufatti dell’associazione “Calabria etnica”.
Il tutto condito dalla musica dei famosi e originali gruppi: Officina Kalabra (fuori programma della band di musica popolare composta da musicisti dell’area di Tropea e dintorni), Dericati (radici), Salvatore Megna (maestro cantore del crotonese), Lisarusa (gruppo etnico calabrese che mescola i ritmi dell alle continue evoluzioni della musica moderna), Radici Calabre (gruppo nato nel 2007 composto di giovanissimi suonatori provenienti dalle cinque provincie calabresi). Non sono mancati i richiami alla memoria per le giovanissime generazioni attraverso gli spettacoli dei giocolieri (mangiafuoco Dodoydudupromo), la danza amorosa dei giganti di cartapesta Mata e Grifone.e della camejuzza. Al termine della serata l’avv. Corrado L’Andolina è intervenuto per i ringraziamenti e per ricordare due sostenitori di tutte le iniziative dell’associazione scomparse di recente: Rosa Morello e Domenico Varrà (sostenitore di tutte le iniziative del Centro studi Aramoni).
Insomma un successo senza precedenti, per il festival, stando alle dichiarazioni dell’avv. L’Andolina che ha dichiarato: “Nell’arco dell’intera serata si sono registrati circa 14 mila contatti complessivi con una punta massima intorno alle 24.00 e con circa 8 mila presenze simultanee.” Anche le aree di parcheggio, otto in tutto, hanno ben funzionato. L’ordine pubblico è stato assicurato, nella serata, dai vigili urbani con l’ausilio dei carabinieri di Zungri e della Protezione civile. Presente anche la Croce rossa di Vibo Valentia.

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