La politica, il servizio, la croce

Rubrica quotidiana a cura di P. Salvatore Brugnano

Storie belle… per vivere meglio

La politica, il servizio, la croce.

I discorsi sulla possibilità di una politica sana chi li conta più? Quanti discorsi programmatici pieni di buona volontà che prima incantano e fanno sperare e poi naufragano dinanzi alle mille tentazioni di un mondo egoista disposto a comprare tutto, anche la dignità di chi si mette in politica, pur di realizzare i propri affari.  – La risposta cristiana c’è, ma esige una vera conversione interiore. Non mancano esempi di uomini “santi” anche nell’ambito della politica; ma diventa sempre più raro trovare chi affronta la politica con lo spirito di un missionario, lo spirito del servizio e… della croce. – Come ai discepoli, così anche a noi Gesù insegna a pensare e ad agire secondo la logica del servizio e della croce. E mentre noi ci attardiamo a discutere su chi fra noi deve essere il più grande, Gesù ci esorta a conformare i nostri comportamenti secondo i modelli del “servo” e del “bambino”.

Dal Vangelo di questa domenica (Mc 9,30-37)
Se uno vuole essere il primo, sia il servitore di tutti.
In quel tempo, Gesù e i suoi discepoli attraversavano la Galilea, ma egli non voleva che alcuno lo sapesse. Insegnava infatti ai suoi discepoli e diceva loro: «Il Figlio dell’uomo viene consegnato nelle mani degli uomini e lo uccideranno; ma, una volta ucciso, dopo tre giorni risorgerà». Essi però non capivano queste parole e avevano timore di interrogarlo.
♦ Giunsero a Cafàrnao. Quando fu in casa, chiese loro: «Di che cosa stavate discutendo per la strada?». Ed essi tacevano. Per la strada infatti avevano discusso tra loro chi fosse più grande. Sedutosi, chiamò i Dodici e disse loro: «Se uno vuole essere il primo, sia l’ultimo di tutti e il servitore di tutti».
♦ E, preso un bambino, lo pose in mezzo a loro e, abbracciandolo, disse loro: «Chi accoglie uno solo di questi bambini nel mio nome, accoglie me; e chi accoglie me, non accoglie me, ma colui che mi ha mandato».

♦ L’evangelista Marco ci presenta il secondo annuncio della passione che il Maestro dà ai suoi discepoli. Egli sta per essere consegnato nelle mani degli uomini che lo uccideranno, ma il terzo giorno risorgerà. Rivive il destino del giusto perseguitato che si abbandona fra le braccia del Padre, il quale lo ascolta, viene in suo aiuto e lo libera dai suoi avversari.
♦ Chi segue Gesù, è chiamato a condividere il suo stile di vita all’insegna dell’umile servizio, diventando servitore di tutti senza pretese, accogliendolo nella persona dei suoi fratelli più piccoli, rinunciando ad essere considerato il primo della classe, il migliore e il più grande nel mondo.
  Chi resta unito al Signore riceve da Lui la forza del suo Santo Spirito per vincere le passioni che fanno guerra dentro al cuore, e lo configura a lui, mite ed umile di cuore. E sarà abilitato a donare la sua vita per amore del Padre e dei fratelli, abbracciando la sua croce quotidiana con la tenerezza di un bambino. (Francesco Dell’Orco).

I parroci di Tropea richiamano le parole di Papa Francesco
Tra circa un mese a Tropea (VV) avranno luogo le votazioni per scegliere la nuova Amministrazione comunale che dovrebbe chiudere il periodo di condizione commissariale, dopo il ripetuto scioglimento del Consiglio comunale per infiltrazione mafiosa. La bella cittadina sta vivendo ancora il trauma di questa ferita, e spera che le nuove votazioni imbocchino una strada più sicura. per raggiungerla occorrerebbe un corale impegno civile, morale e perché no? anche di un genuino senso religioso per fare onore alla sua storia.

♦ Il 21 ottobre nella nostra Tropea, dopo un lungo periodo di gestione comunale commissariale, saremo chiamati alle urne per eleggere il Sindaco e il nuovo Consiglio Comunale.
Sarà una scelta importante per il futuro prossimo della nostra città, una scelta che avrebbe quindi bisogno di un criterio capace di collegarla non ad interessi particolari, ma ad un ideale di bene comune.

♦ Nel discorso in piazza del Popolo a Cesena, Papa Francesco ha offerto un punto di vista sulla politica che riteniamo decisivo nell’individuazione di questo criterio.

  • Abbiamo infatti la necessità, per la vita della comunità, della buona politica; non di quella asservita alle ambizioni individuali o alla prepotenza di fazioni o centri di interessi.
  • Una politica che non sia né serva né padrona, ma amica e collaboratrice; non paurosa o avventata, ma responsabile e quindi coraggiosa e prudente nello stesso tempo; che faccia crescere il coinvolgimento delle persone, la loro progressiva inclusione e partecipazione; che non lasci ai margini alcune categorie, che non saccheggi e inquini le risorse naturali…
  • Una politica quindi che sappia armonizzare le legittime aspirazioni dei singoli e dei gruppi tenendo il timone ben saldo sull’interesse dell’intera cittadinanza.
  • Vi invito ad esigere dai protagonisti della vita pubblica coerenza d’impegno, preparazione, rettitudine morale, capacità d’iniziativa… Vorrei dire a voi e a tutti: riscoprite anche per l’oggi il valore di questa dimensione essenziale della convivenza civile pronti a far prevalere il bene del tutto rispetto a quello di una parte.
  • La politica è sembrata in questi anni a volte ritrarsi di fronte all’aggressività e alla pervasività di altre forme di potere.
  • Occorre rilanciare i diritti della buona politica, la sua indipendenza, la sua idoneità specifica a servire il bene pubblico respingendo ogni minima forma di corruzione.
  • La corruzione è il tarlo della vocazione politica.

Il momento che stiamo vivendo manda dunque il messaggio che è essenziale lavorare tutti insieme per il bene comune. È questa la base del buon governo della città che la rende bella, sana ed accogliente, crocevia di iniziative e motore dello sviluppo sostenibile ed integrale.
Riproponendo questi pensieri del Papa, in questo momento particolare per la nostra città, ci auguriamo che essi possano essere spunti di riflessione per chi decide di candidarsi e per tutti coloro che saranno chiamati a scegliere; sperando che il confronto tra le parti sia sereno e rispettoso, ricco di idee e di progetti e non uno scontro sterile di personalismi.

I Parroci di Tropea

Servire la propria comunità, civile o religiosa, richiede lo spirito di Gesù che porta la croce della umanità. Come ai discepoli di allora, così anche a noi Gesù insegna a pensare e ad agire secondo la logica del servizio e della croce. E mentre noi ci attardiamo a discutere su chi fra noi deve essere il più grande, Gesù ci esorta a conformare i nostri comportamenti secondo i modelli del “servo” e del “bambino”: due atteggiamenti genuinamente evangelici. Perciò, da cristiani: chi vuole comandare, deve essere pronto a servire la comunità.

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