Piangere e ridere allo stesso tempo

Rubrica quotidiana a cura di P. Salvatore Brugnano

Storie belle… per vivere meglio

Piangere e ridere allo stesso tempo.

Il titolo non è un invito a considerazioni patologiche del fenomeno, ma solo alla costatazione che spesso ci si trova in situazioni in cui il sorriso si mischia alle lacrime, perché ambedue sgorgano da un cuore che ama. E si può amare in diversi modi.
– Le donne, poi, essendo più sensibili degli uomini, lo sperimentano spesso. “Donna è ridere e piangere allo stesso tempo. E’ amare come solo una donna sa fare” è una frase da cartolina, che trova riscontro nella realtà, soprattutto quando la donna è mamma, e ancora di più se è in stato di vedovanza.
– Le lacrime si impreziosiscono di gioia quando specialmente quando provengono dalla visione della fede: ricevere un dono che riscatta una vita e le dà senso.

La madre che piangeva e rideva.

♥ C’era una volta una madre vedova che era molto vicina alla Chiesa.
Un giorno suo figlio gli disse che voleva entrare in seminario: aveva già preso i contatti.
La donna preparò il corredo con la più grande gioia, evitando però di dimostrarla per non influenzare la decisione del giovane figlio.
♥ Questi aveva scelto un seminario di religiosi missionari, distante due giorni di viaggio.
Quando tutto fu pronto, il figlio andò alla stazione degli autobus per prendere il suo bus e la mamma era con lui; ma non vi salì.
Alla stazione degli autobus accadde una scena curiosa: quando suo figlio era già sull’autobus, guardò fuori dal finestrino e vide sua madre che piangeva e rideva allo stesso tempo.
Piangeva a causa della separazione dal suo caro figlio, e rideva di gioia perché egli entrava in seminario, e anche per sostenerlo, perché anche il ragazzo stava soffrendo per il distacco.
Erano comparsi entrambi i sentimenti: quello umano e quello che nasce dalla fede e dall’amore per Dio.

Seguendo l’esempio di quella madre, lasciamo che la fede prevalga sul sentimento umano.
La Madonna, ai piedi della croce, ebbe una sensazione simile: piangeva nel vedere suo figlio soffrire, ma si rallegrava perché egli stava portando a compimento la sua missione di salvare l’umanità.
Madre Addolorata, prega per noi.
(Fonte: Historinhas do Padre Queiroz, redentorista brasiliano).

 San Gerardo Maiella (1726-1755), quando sentì la chiamata del Signore a seguire i Missionari Redentoristi, giunti al suo paese per la missione, non ebbe esitazione. Aveva 23 anni. Scrisse un biglietto a mamma Benedetta, vedova e con altre figlie femmine: “Mamma, vado a farmi santo!”
 Si calò dalla finestra con le lenzuola e andò di corsa dietro alla vettura che porta via i missionari. Mamma Benedetta l’aveva chiuso in casa, prevedendo qualche sorpresa da parte di Gerardo. Un po’ ne pianse e molto ne sorrise per quel suo figlio che già tutti chiamavano santo.

“Ridere e piangere allo stesso tempo è amare come solo una donna sa fare”: una frase da cartolina, che trova riscontro nella realtà, soprattutto quando la donna è mamma, e ancora di più se è in stato di vedovanza. – Le lacrime si impreziosiscono di gioia specialmente quando provengono dalla visione della fede: ricevere da Dio un dono che riscatta una vita e le dà senso.

Condividi l'articolo