Prepararsi bene al Natale

Rubrica quotidiana a cura di P. Salvatore Brugnano

Storie belle… per vivere meglio

Prepararsi bene al Natale.

– E’ iniziata la Novena di Natale. Ma il Natale di chi? Papa Francesco all’Angelus di ieri, domenica 15 dicembre 2019, terza di avvento, ha esortato tutti i fedeli presenti in Piazza San Pietro e quelli in ascolto in tutto il mondo: “Non lasciamoci distrarre dalle cose esteriori , facciamo spazio a Gesù... Accogliamo il Dio che ci interpella” e che vuole darci la sua gioia”.
– Benedicendo le statuine di Gesù Bambino per il presepe ha detto: “Le benedico di cuore. Il presepe è come un Vangelo vivo. Mentre contempliamo la scena del Natale, siamo invitati a metterci spiritualmente in cammino, attratti dall’umiltà di Gesù, Colui che si è fatto uomo per incontrare ognuno di noi”.
Senza Gesù non c’è Natale. Se non accogliamo chi sta nel bisogno. non avremo la vera gioia del Natale.
– Una bella e severa riflessione sul vero significato del Natale nella storia di oggi: “Il sogno di Maria”. Tutti siamo beneficiari di questo evento unico nella storia dell’umanità; ma non tutti neo godiamo alla stessa maniera.

Il sogno di Maria
«Giuseppe, ieri notte ho fatto un sogno molto strano, come un incubo. La verità è che non lo capisco. Si trattava di una festa di compleanno di nostro figlio. Una famiglia si era preparata per settimane decorando la sua casa. Andava di negozio in negozio comprando ogni genere di regali. Sembrava che tutta la città era nella stessa ansia, perché tutti i negozi erano affollati.
Ma qualcosa mi ha colpito molto: nessuno dei regali era per nostro figlio. Avvolgevano i regali in carte meravigliose e vi mettevano nastri e fiocchi molto belli. E li mettevano sotto un albero. Sì, un albero, Giuseppe, proprio lì, all’interno della loro casa. Addobbavano anche l’albero: i rami pieni di palline colorate e ornamenti brillanti.
C’era una figura in cima all’albero. Sembrava un angioletto. Era bellissimo.
♦ Finalmente arrivò il giorno del compleanno di nostro figlio. Tutti ridevano e sembravano molto felici con i regali che davano e ricevevano. Ma guarda, Giuseppe: non hanno dato niente a nostro figlio. Io credo che neanche lo conoscessero. In nessun momento pronunciarono il suo nome.
  Non ti sembra strano, Giuseppe, che la gente faccia tanto lavoro per festeggiare il compleanno di qualcuno che nemmeno conosce?
A me sembrava che Gesù si sarebbe sentito come un intruso, se avesse assistito alla sua festa di compleanno.
♦ Tutto era bellissimo, Giuseppe, e tutto il mondo era così felice, ma tutto si è fermato alle apparenze, il piacere dei regali.
Mi veniva voglia di piangere che quella famiglia non conoscesse Gesù.
Che grande tristezza per Gesù non essere invitato alla sua festa!
Ma sono tanto contenta che era tutto un sogno, Giuseppe. Che cosa terribile se questo sogno fosse realtà!

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All’improvviso una moltitudine di esseri celestiali apparve accanto all’angelo, e lodavano Dio con queste parole: “Gloria a Dio nell’alto dei cieli e pace in terra agli uomini : questa è l’ora della sua grazia“.
Noi, i beneficiari di questo evento, abbiamo non solo alcuni motivi, ma un vero e proprio obbligo di festeggiare Lui, nostro Signore, che ha lasciato il suo regno per venire a nascere in una capanna, tra animali, povero tra i poveri, il più umile di tutti.
La sua Famiglia chiedeva alloggio e nessuno l’accolse; Egli si sacrificò per la salvezza degli uomini, e noi così ingrati, che ci ricordiamo di lui solo quando abbiamo dei problemi.
(fonte: dal web spagnolo: traduzione p.SB).

Arriva il Natale! E noi, i beneficiari del Natale, abbiamo un vero e proprio obbligo di festeggiare Lui, Gesù, nostro Signore, che ha lasciato il suo regno per venire a nascere in mezzo a noi, in una capanna, tra animali, povero tra i poveri, il più umile di tutti. Rallegriamoci e facciamo vera festa: questa è l’ora della sua grazia.

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