Sopportare le persone fastidiose

Rubrica quotidiana a cura di P. Salvatore Brugnano

Storie belle… per vivere meglio

Sopportare le persone fastidiose.

Sopportare pazientemente le persone moleste è un opera di misericordia che tutti conosciamo molto bene, ma che forse non mettiamo in pratica come dovremmo, disse Papa Francesco in una catechesi del 2016. Siamo tutti bravi nell’identificare una presenza che può dare fastidio: qualcuno per la strada, quando riceviamo una telefonata… Scatta subito l’autodifesa: “Per quanto tempo dovrò sentire le lamentele, le chiacchiere, le richieste o le vanterie di questa persona?”.
– Succede anche, a volte, che le persone fastidiose sono quelle più vicine a noi: tra i parenti c’è sempre qualcuno; sul posto di lavoro non mancano; e neppure nel tempo libero ne siamo esenti. Cosa possiamo fare con le persone moleste?
– Certamente partendo da questo: anche noi tante volte siamo fastidiosi per gli altri. E poi metterci un po’ di amore, quello vero, perché l’amore è paziente, benigno, non si altera, come dice San Paolo e come possiamo vedere in questa bella testimonianza.

Santa Teresina e la suora fastidiosa.
♦ Nel monastero del Carmelo in Francia, dove viveva Santa Teresa del Bambino Gesù, c’era una suora molto fastidiosa.
Era fastidiosa in cappella, facendo sbattere continuamente la corona del rosario al banco, e il rumore distraeva e irritava le sue consorelle.
Anche Teresina aveva qualche difficoltà a guardare serenamente in faccia questa consorella, ma cercava sempre di non manifestarlo. Quando la incontrava nel corridoio, ella era tentata di entrare in una stanza, evitando d’incontrarla; ma si dominava, la guardava e le sorrideva.
♥ Al lavatoio comune, quella suora piuttosto distratta lavando le sue cose spruzzava acqua sulle consorelle che erano di fronte, intente anch’esse a lavare la biancheria. Teresina non si asciugava gli spruzzi d’acqua che riceveva, per non mostrare malcontento. “Faccio conto di ricevere spruzzi di acqua santa”, diceva a se stessa.
♥ Così, Teresina andava invertendo i suoi sentimenti verso quella sorella. Il rumore della corona del rosario nella cappella le sembrava ormai una musica che l’aiutava a pregare e lodare Dio. Col tempo, cominciò anche ad amare quella sorella.
♥ E un giorno, con sua grande sorpresa, la suora le chiese: “Suor Teresa, perché ti piaccio tanto?”

L’amore di Dio, che è stato riversato nei nostri cuori nel battesimo, ci spinge ad amare il nostro prossimo senza distinzione. “Dio è amore: chi rimane nell’amore rimane in Dio e Dio dimora in lui” (1 Giovanni 4,16).
“Sappiamo che siamo passati dalla morte alla vita perché amiamo i nostri fratelli” (1 Giovanni 3,14).
Chiediamo alla Madonna e a S. Teresina di aiutarci ad accettare con amore le persone fastidiose e di andare d’accordo con le persone che vivono, lavorano o studiano con noi e non ci sono gradite.

(Fonte: Historinhas do Padre Queiroz, redentorista brasiliano).

Papa Francesco concluse la catechesi, citata sopra, con queste parole:
♥ “L’esigenza di consigliare, ammonire e insegnare non ci deve far sentire superiori agli altri, ma ci obbliga anzitutto a rientrare in noi stessi per verificare se siamo coerenti con quanto chiediamo agli altri. Perciò, prima poniamoci una domanda: “Facciamo mai l’esame di coscienza per vedere se anche noi, a volte, possiamo risultare molesti agli altri? È facile puntare il dito contro i difetti e le mancanze altrui, ma dobbiamo imparare a metterci nei panni degli altri.
E Non dimentichiamo le parole di Gesù: «Perché guardi la pagliuzza che è nell’occhio del tuo fratello e non ti accorgi della trave che è nel tuo occhio?» (Lc 6,41).
Lo Spirito Santo ci aiuti ad essere pazienti nel sopportare e umili e semplici nel consigliare.

Sopportare pazientemente le persone moleste è un opera di misericordia che tutti conosciamo molto bene, ma che forse non mettiamo in pratica come dovremmo. Poniamoci una domanda: “Facciamo mai l’esame di coscienza per vedere se anche noi, a volte, possiamo risultare molesti agli altri? Occorrerà allora metterci tanta pazienza e un po’ di amore, quello vero, perché l’amore è paziente, benigno, non si altera e porta gioia.

Condividi l'articolo