Trasfigurazione: recuperare la bellezza

Rubrica quotidiana a cura di P. Salvatore Brugnano

Storie belle… per vivere meglio

Trasfigurazione: recuperare la bellezza.

– Oggi è la domenica della Trasfigurazione. Il Cristo, vincitore delle tentazioni nel deserto, viene trasfigurato davanti ai discepoli e davanti a noi, che abbiamo deciso di seguirlo.
– Nella gloriosa manifestazione del monte Tabor, il Padre ci assicura che colui che cammina verso la croce, è il suo amatissimo Figlio, e in lui è racchiusa tutta la promessa di gloria e di pace della Pasqua.
– La Quaresima può apparire ad alcuni come un periodo cupo, in cui la Chiesa impone ai credenti sacrifici che ormai sembrano anacronistici, se non addirittura inopportuni. Ma non è così.
– Questo tempo, infatti, è un cammino verso la luce della risurrezione, che passa certamente attraverso il grigiore delle difficoltà umane ed è segnato dal peccato, ma è pur sempre guidato dalla colonna luminosa della grazia del Signore. – Rinfrancati dalla luce della Trasfigurazione noi possiamo riprendere il nostro cammino, certi che il Signore non ci abbandonerà, mentre testimoniamo al mondo il suo amore, la sua salvezza e la bellezza.

Dal vangelo di questa domenica (Mt 17,1-9).
♦ In quel tempo, Gesù prese con sé Pietro, Giacomo e Giovanni suo fratello e li condusse in disparte, su un alto monte. E fu trasfigurato davanti a loro: il suo volto brillò come il sole e le sue vesti divennero candide come la luce. Ed ecco apparvero loro Mosè ed Elia, che conversavano con lui.
Prendendo la parola, Pietro disse a Gesù: «Signore, è bello per noi essere qui! Se vuoi, farò qui tre capanne, una per te, una per Mosè e una per Elia».
Egli stava ancora parlando, quando una nube luminosa li coprì con la sua ombra. Ed ecco una voce dalla nube che diceva: «Questi è il Figlio mio, l’amato: in lui ho posto il mio compiacimento. Ascoltatelo». All’udire ciò, i discepoli caddero con la faccia a terra e furono presi da grande timore. Ma Gesù si avvicinò, li toccò e disse: «Alzatevi e non temete». Alzando gli occhi non videro nessuno, se non Gesù solo.
♦ Mentre scendevano dal monte, Gesù ordinò loro: «Non parlate a nessuno di questa visione, prima che il Figlio dell’uomo non sia risorto dai morti».

Salire sul monte.
Se vogliamo migliorare, occorre fare qualcosa: dobbiamo salire sul monte, per appartarci, uscire dal tran tran quotidiano per poter più facilmente pensare e percepire altre voci; salire in alto per vedere meglio, vedere più lontano.
Sul monte Mosè riceve le “10 Parole” di vita.
Sul monte il profeta Elia incontra Dio.
Sul monte  Gesù proclama le Beatitudini.
Sul monte Gesù si trasfigura.
Sul monte Gesù opera la sua Ascensione.
Zaccheò salì sull’albero per poter vedere Gesù.
Occorre dunque appartarsi e pensare, decidersi per qualcosa dl meglio.

La Trasfigurazione di Gesù.
Gesù si trasfigura e il suo volto brilla più del sole: non è una luce riflessa, è Lui stesso la luce; un volto bellissimo!
E’ il più bello tra ì figli degli uomini. Teniamolo ben presente, perché presto gli uomini sfigureranno quel volto. Il venerdì santo Gesù non avrà più l’aspetto di un uomo, tanto gli uomini l’avranno sfigurato! (Mosè ed Elia infatti parlavano con Gesù della sua andata a Gerusalemme).
Gesù è il Figlio di Dio, il Figlio prediletto del Padre, come fu proclamato al battesimo al fiume Giordano e ribadito sul Tabor, che noi dovremmo ascoltare.

La nostra Trasfigurazione.
♦ Viene spontaneo pensare alla creazione allorché Dio vide che tutto era buono e dopo aver creato l’uomo e la donna a sua immagine vide che era una meraviglia!
♦ C’è stato però il peccato, e l’uomo, abbrutito dal male, è divenuto irriconoscibile, proprio come il Gesù del Venerdì Santo che non aveva più l’aspetto di un uomo, tanto lo avevano sfigurato.
Ma proprio il Gesù del Venerdì Santo e del mattino di Pasqua, il Gesù trasfigurato e risorto può ridarci quel candore che abbiamo perduto.
“Dove abbondò il peccato, sovrabbondò la Grazia”.
Ascoltando la parola di Gesù e mediante í Sacramenti noi possiamo morire come uomini-vecchi di peccato e rinascere “creature nuove”, vivendo nella giustizia e nella santità, splendenti di bellezza.

A nostro supporto vogliamo ricordare personaggi i cui nomi oggi riecheggiano nella proclamazione della Parola di Dio: Abramo, Mosè ed Elia, Pietro, Giacomo e Giovanni, l’apostolo Paolo.
Sappiamo chi erano, cosa facevano e quale cambiamento è avvenuto in loro.
Anche per noi tutto è possibile se realmente lo vogliamo. Amen.
(P. Nicola Fiscante, redentorista).

Il Cristo, vincitore delle tentazioni nel deserto, viene trasfigurato davanti ai discepoli e davanti a noi, che abbiamo deciso di seguirlo. Il Padre ci assicura che egli, pur camminando verso la croce, è il suo amatissimo Figlio. La Quaresima è il tempo del cammino verso la luce della risurrezione. Rinfrancati dalla luce della Trasfigurazione noi possiamo riprendere il nostro cammino, certi che il Signore non ci abbandonerà, mentre testimoniamo al mondo il suo amore, la sua salvezza e la bellezza.

Condividi l'articolo