Articoli simili
“La parola ai cittadini”
La rubrica che dà voce ai lettori Le vostre considerazioni, le vostre opinioni e gli spunti di riflessione potranno rivelarsi preziosissimi per aprire un confronto con le Istituzioni Gentili lettrici/Gentili lettori, RingraziandoVi anticipatamente per l’interesse e l’affetto che quotidianamente dimostrate e avete sempre dimostrato per il nostro lavoro, dato che ad oggi siete più di […]
I Redentoristi in Calabria /3
All’inizio del 1790 la Congregazione si trovava ancora sotto il peso dei contrasti che nel decennio precedente, causati dal Regolamento[1], avevano lacerato l’unione e gli animi dei congregati. Divisa in due rami, essa contava 150 religiosi distribuiti in quindici comunità, otto delle quali si trovavano nello Stato Pontificio[2], quattro nel Regno di Napoli[3], due in Sicilia[4], dove peraltro vantavano una certa autonomia, e una a Varsavia in Polonia[5]. Era stato per indubbio merito di p. Francesco Antonio De Paola se nell’Italia centrale si erano moltiplicate rapidamente le fondazioni, dopo quella di Scifelli, voluta da s. Alfonso nel 1773, come era da ascriversi all’iniziativa di p. Pietro Paolo Blasucci la fondazione della seconda casa in Sicilia, nel 1787 a Sciacca. Solo i confratelli del Regno di Napoli, inizialmente impegnati nel consolidamento delle quattro case esistenti, e successivamente piombati nel ciclone del Regolamento, per oltre quarant’anni non avevano fondato altre case.
L’editoriale di novembre
Questo mese dobbiamo fare i conti con i danni causati dal maltempo. Per fortuna, anche se il resoconto è lungo, la situazione non ha raggiunto un epilogo tragico. C’è da chiedersi se, per vedere interventi adeguati, debba scapparci per forza il morto. Il fatto è che non possiamo dare la colpa ai politici (che, in momenti come questi, si limitano a fare qualche passerella), perché la responsabilità è solo nostra.





