La bisaccia del pellegrino 19-2013

Rubrica religiosa settimanale a cura di P. Salvatore Brugnano

Pensieri sparsi per nutrire la mente e l’anima durante la settimana10ott

 

 

Maggio 2013, seconda settimana: 5-11 maggio.

1. Vangelo della domenica 5 maggio – « Lo Spirito Santo vi ricorderà tutto ciò che io vi ho detto».
2. Aspetti della vita  – Due Papi? Due Fratelli nella Fede! Il sostegno della preghiera.
3. Le Opere di S. Alfonso = 1758: Desiderio di pace.
4. Vivere la settimana con la liturgia =  6-11 maggio2013.
5. Santi calabresi del passato  =  San Leo di Africo (5
maggio) – S. Agazio, soldato e martire (8 maggio).
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1. Vangelo della domenica –  (Gv 14,23-29)
«Lo Spirito Santo vi ricorderà tutto ciò che io vi ho detto».
In quel tempo, Gesù disse [ai suoi discepoli]:  «Se uno mi ama, osserverà la mia parola e il Padre mio lo amerà e noi verremo a lui e prenderemo dimora presso di lui. Chi non mi ama, non osserva le mie parole; e la parola che voi ascoltate non è mia, ma del Padre che mi ha mandato.
Vi ho detto queste cose mentre sono ancora presso di voi. Ma il Paràclito, lo Spirito Santo che il Padre manderà nel mio nome, lui vi insegnerà ogni cosa e vi ricorderà tutto ciò che io vi ho detto.
Vi lascio la pace, vi do la mia pace. Non come la dà il mondo, io la do a voi. Non sia turbato il vostro cuore e non abbia timore.
Avete udito che vi ho detto: “Vado e tornerò da voi”. Se mi amaste, vi rallegrereste che io vado al Padre, perché il Padre è più grande di me. Ve l’ho detto ora, prima che avvenga, perché, quando avverrà, voi crediate».

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Un’antica leggenda racconta che san Giovanni evangelista, vecchio e ormai sul suo letto di morte, continuava a mormorare: “Figli miei, amatevi gli uni gli altri, amatevi gli uni gli altri…”. Questo testamento di Gesù, che egli ci ha trasmesso, era per lui molto importante. E, certamente, questo amore non era facile nemmeno in quei tempi. Non è mai così necessario parlare d’amore come là dove non ce n’è. È la stessa cosa che succede per la pace: non si è mai parlato tanto di pace come oggi, e intanto si continua a fare la guerra in moltissimi luoghi.
Ma, proprio su questo punto, il Vangelo di Giovanni pone un’importante distinzione: c’è una pace di Gesù e un’altra pace, data dal mondo. San Giovanni attira la nostra attenzione sul fatto che noi non dobbiamo lasciarci accecare dalle parole, dobbiamo tenere conto soprattutto dello spirito nel quale esse sono dette. Dio ci ha mandato lo Spirito Santo per insegnarci la sua volontà. Il suo Spirito ci insegna anche a penetrare il senso delle parole. Possiamo allora rivolgerci a lui quando siamo disorientati, quando ci sentiamo deboli, quando non sappiamo più cosa fare. È un aiuto al quale possiamo ricorrere quando ci aspettano decisioni difficili da prendere. Egli ci aiuta!  
(da Chiesa.it)

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Credere: porre in Dio ogni speranza  – L’angelo mi trasportò in spirito su di un monte grande e alto, e mi mostrò la città santa, Gerusalemme, che scendeva dal cielo.
La prima comunità cristiana affronta un grave dilemma: occorre essere ebrei per diventare cristiani? Giacomo e la comunità di Gerusalemme spingono in questa direzione, Paolo e Barnaba, al contrario affermano che Gesù è venuto per ogni uomo, e lo dimostra il fatto di vedere la Parola convertire il cuore dei pagani.
Lo scontro è duro, ma leale: a Gerusalemme gli apostoli, danno ragione a Paolo. (I Lettura). Il brano del Vangelo ci riporta alla Cena Pasquale. È un momento di grande intimità tra Gesù e i discepoli. Gesù annuncia il suo ritorno al Padre, riassume il senso della sua missione e prepara i discepoli all’impegno che li attende.
Gesù anticipa che non sarà più presente tra i suoi in modo fisico, ritornerà con una presenza nuova che è quella dello Spirito. La prova d’amore nei confronti di Gesù è ascoltare la sua Parola e metterla in pratica, custodirla e non confonderla con altre parole. Osservare la Parola è renderla efficace con la forza dello Spirito, a cui vengono attribuite due funzioni fondamentali: “insegnare e ricordare”. Fare memoria di ciò che è stato detto, di ogni parola uscita dalla bocca di Dio, e talvolta dimenticata per il fatto che è passato del tempo
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(Filippo Rappa ssp in La Domenica).

Una preghiera per restare vigili
Ti adoro e ti amo, Dio di infinita tenerezza, che ti degni di abitare nella tua piccola creatura. Spirito Paraclito, vieni e santifica la mia mente con la luce sfolgorante della Parola, fa’ che diventi vita in tutto il tempo del mio pellegrinaggio. Figlio amato, donami ancora la tua pace e rendimi strumento di pace mentre attendo con gioia il tuo ritorno glorioso. Padre, ogni dono proviene da te: da ora e per sempre la mia vita diventi un continuo e riconoscente grazie. (Agatino Gugliara, ssp.).

 2. Aspetti della vita
Due Papi? Due Fratelli nella Fede! Il sostegno della preghiera
Con grande e fraterna cordialità Papa Francesco ha accolto giovedì 2 maggio pomeriggio, Benedetto XVI rientrato in Vaticano dopo una permanenza di poco più di due mesi a Castel Gandolfo. L’incontro è avvenuto all’ingresso del ristrutturato monastero Mater Ecclesiae, dove come è noto, risiederà Benedetto XVI. Lontani dai riflettori, i due hanno pregato insieme, inginocchiati uno accanto all’altro nella cappella del monastero.
Il Papa emerito è giunto in elicottero da Castel Gandolfo poco dopo le 16.45, accompagnato da monsignor Georg Gaenswein, Prefetto della Casa Pontificia e suo segretario.
Benedetto XVI si è quindi trasferito in automobile presso la sua nuova residenza, sottoposta a due mesi e mezzo di ristrutturazione per permettere di ospitare il Pontefice emerito.
Presso il “Mater Ecclesiae” è avvenuto il nuovo incontro tra i due pontefici. Papa Francesco ha dato il benvenuto al suo predecessore “con grande e fraterna cordialità”.
Ad alcuni (ma quanti?) no va giù l’idea di vedere insieme i due Papi: certamente è una cosa insolita, addirittura unica, potremmo dire. Ma perché continuare ad avere certe riserve sull’evento? Non basta la testimonianza di sincera fraternità espressa già nel primo incontro a Castel Gandolfo?
Papa Francesco ha chiesto e continua a chiedere di pregare per lui: il primo di tutti a sostenerlo con la sua preghiera è Benedetto XVI. E che ci sia tanto bisogno di preghiera basta osservare i primi passi intrapresi circa la riforma della Curia Vaticana che dovrà  assumere un vero aspetto di “cattolicità”, cioè di rappresentanza universale.

3. Le Opere di S. Alfonso
1758: Desiderio di pace
Tutti gli uomini in questa vita faticano per trovare la pace. Fatica quel mercante, quel soldato, quel litigante, perché pensa con quel guadagno, con quel posto, o col vincer quella lite di far la sua fortuna e così trovare la pace.
Ma poveri mondani, che cercano la pace nel mondo, il quale non può darla! Dio solo può dare a noi la pace. No, non può il mondo con tutt’i suoi beni contentare il cuore dell’uomo, perché l’uomo non è creato per questi beni, ma solo per Dio; ond’è che solo Dio può contentarlo.
Le bestie che son create per li diletti de’ sensi, queste trovano la pace nei beni della terra; date ad un giumento un fascio d’erba, date ad un cane un pezzo di carne, eccoli contenti, niente più desiderano.
Ma l’anima, ch’è creata solo per amare e star unita con Dio, con tutt’i piaceri sensuali non potrà mai trovar la sua pace; solo Dio può renderla appieno contenta.
Ah mio Dio, e che mi trovo delle offese che ti ho fatte, se non pene, amarezze e meriti per l’inferno? Non mi dispiace l’amarezza che ora ne sento, anzi questa mi consola, mentre ella è dono della tua grazia e mi fa sperare (giacché tu me la dai) che vuoi perdonarmi.
Ciò che mi dispiace, è il disgusto e l’amarezza che ho dato a te, mio Redentore, che mi hai tanto amato. Io meritavo, mio Signore, che tu mi abbandonassi; ma invece di abbandonarmi vedo che mi offri il perdono, anzi sei il primo a domandarmi la pace. Sì, Gesù mio, voglio far pace, e desidero la tua grazia più d’ogni bene.
(da Apparecchio alla Morte, Vita felice di chi ama Dio – Punto I)
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4. Vivere la settimana con la liturgia = VI Settimana di Pasqua
(6-11 maggio) – Liturgia delle Ore: II Settimana. 

6  maggio (lunedì) – Colore liturgico bianco

  • Pensiero dalle letture bibliche di oggi  = Il Signore ama il suo popolo. – Il Consolatore che il Padre ci manda, primo dono del Risorto ai credenti, ci aiuta a rendergli testimonianza anche di fronte alle persecuzioni.
  • – Letture bibliche alla Messa di oggi  =  At 16,11-15; Sal 149,1-6a.9b; Gv 15,26 – 16,4a.
  • – Santi di oggi  =  San Pietro Nolasco; San Domenico Savio.

7  maggio (martedì) – Colore liturgico bianco.

  • Pensiero dalle letture bibliche di oggi  =  La tua destra mi salva. – Lo Spirito, dono del Risorto, permetterà ai discepoli di continuare la missione di Gesù. Egli metterà in luce la giustizia del Signore e il peccato di chi rifiuta di accogliere il suo insegnamento.
  • – Letture bibliche alla Messa di oggi  =  At 16,22-34; Sal 137,1-3.7-8; Gv 16,5-11.
  • – Santi di oggi  =  Santa Flavia Domitilla; Santa Rosa Venerini.

8  maggio (mercoledì) – Colore liturgico bianco

  • Pensiero dalle letture bibliche di oggi  = I cieli e la terra sono pieni della tua gloria. – Gesù parla per l’ultima volta ai suoi discepoli, essi non sono in grado di portare il peso della sua passione e morte. Sarà lo Spirito che li illuminerà e li guiderà alla verità tutta intera, Gesù Cristo che è via, verità e vita.
  • – Letture bibliche alla Messa di oggi  =  At 17,15.22 – 18,1; Sal 148,1-2.11-14; Gv 16,12-15.
  • – Santi di oggi  =  B. Maria Vergine di Pompei; San Vittore.

9  maggio (giovedì) – Colore liturgico bianco.

  • Pensiero dalle letture bibliche di oggi  = Il Signore ha rivelato ai popoli la sua giustizia. – Gesù prepara i discepoli, perché la sua “ora” si avvicina. Egli sa che tra poco saranno dispersi come pecore senza pastore. Ma egli cambierà il loro pianto in gioia, la loro disperazione in speranza che non delude.
  • – Letture bibliche alla Messa di oggi  =  At 18,1-8; Sal 97,1-4; Gv 16,16-20.
  • – Santi di oggi  =  San Pacomio; Sant’Isaia.

10 maggio (venerdì) – Colore liturgico bianco

  • Pensiero dalle letture bibliche di oggi  = Dio è re di tutta la terra. – Gesù promette che il nostro cuore si rallegrerà, anche se ora siamo nel pianto, e nessuno potrà toglierci la gioia sperimentata con Lui. Il Consolatore gioia del Padre e del Figlio ci scalderà il cuore.
  • – Letture bibliche alla Messa di oggi  =  At 18,9-18; Sal 46,2-7; Gv 16,20-23b.
  • – Santi di oggi  =  San Gordiano; San Cataldo; B. Beatrice d’Este.

11  maggio (sabato) – Colore liturgico bianco.

  • Pensiero dalle letture bibliche di oggi  = Dio è re di tutta la terra. – Gesù lascia un ultimo messaggio ai discepoli. Egli ritorna al Padre, glorificato sulla croce ci ha manifestato l’amore del Padre. Gesù si è incarnato per amore e ritorna al Padre per amore.
  • – Letture bibliche alla Messa di oggi  =  At 18,23-28; Sal 46,2-3.8-10; Gv 16,23b-28.
  • – Santi di oggi  =  Sant’Ignazio da Làconi; San Gualterio.

 

5. Santi calabresi del passato o venerati in Calabria
San Leo di Africo (5 maggio).
Nacque da umili boscaioli in un paese lambito dal torrente Aposcipo, presso l’attuale Africo Nuovo.
La sua infanzia trascorse a diretto contatto con la natura: pascolava il gregge e contemporaneamente lodava Dio per le meraviglie che aveva creato. L’Aspromonte, in quel tempo, era popolato, in parte, da alcuni monaci, desiderosi di condurre vita eremitica. Leo rimase così tanto colpito dal loro modo di vivere, da chiedere ai genitori di potersi aggregare a loro.
Visitò gli eremi presso Polsi ove venerava la Santa Croce; ed una croce sistemò nel luogo ove svolgeva la sua attività: quella cioè di raccogliere la resina dai pini dentro recipienti di legno, che poi portava a Messina, dove vi erano ottimi acquirenti. Il ricavato poi veniva distribuito da Leo con molta felicità ai poveri. Ma questo non gli sembrava sufficiente; si recava a raccogliere ogni genere di fiori, che sistemava ai piedi della grande croce e nella chiesetta dell’Annunziata eretta non lontano dal paese; divideva il suo pane con gli uccellini, che accorrevano numerosi, posandosi finanche sulle sue braccia.
Desideroso di penitenza, Leo, nelle notti invernali, si immergeva nelle acque gelide di pantani o laghetti. Accanto alla chiesa dell’Annunziata, per opera del Santo, sorse un eremo che rapidamente si riempì di persone desiderose di condurre vita eremitica. Leo ne fu il superiore; i monaci lavoravano di giorno e pregavano di notte offrendo aiuto a tutti sia materialmente che spiritualmente.
Ormai sfinito dal lavoro e dalle continue penitenze, Leo si ritirò nel monastero, dedicandosi esclusivamente alla preghiera ed alla contemplazione della natura. Partecipava con particolare fervore alla recita dei salmi che trattavano di sole, acqua, neve, alberi. Anche il Vescovo di Bova, da lui beneficato, si recò dal Santo per visitarlo. Era così giunto il 5 maggio, alla cui alba Leo morì. Il suo corpo venne sepolto nella chiesa del Cenobio, da dove poi una parte delle reliquie venne trasferita a Bova, ove venne costruita una chiesa elevata poi a Santuario, che ne custodisce anche le ossa in un’urna argentea. Il resto delle reliquie, rimaste ad Africo Vecchio, furono portate dagli abitanti in quello che prese nome di Africo Nuovo dopo l’alluvione del 1951.
Di San Leo rimangono dei cimeli: sulla via tra Africo e Polsi, vi è un cumulo di pietre chiamato la “croce di S. Leo”; nella pineta di Bova vi è una cappella, benedetta nel 1986, dedicata al Santo, che viene festeggiato il 5 maggio dall’Arcidiocesi di Reggio Calabria-Bova, di cui è patrono principale.

S. Agazio, soldato e martire (8 maggio).
Sulla vita di questo Santo sappiamo pochissimo; era originario della Cappadocia ed era centurione dell’esercito romano. Morì a motivo della sua fede cristiana durante la persecuzione di Diocleziano e Massimiano.
Il culto di Sant’Agacio si diffuse rapidamente sia in Oriente che in Occidente; a Costantinopoli gli furono dedicate due chiese, una delle quali venne fatta costruire da Costantino e venne chiamata “chiesa del noce” perché un albero di noce al quale era stato legato Sant’Agacio per essere flagellato venne trapiantato al suo interno.
Le sue reliquie si trovano probabilmente a Squillace, arrivate miracolosamente dal mare. Sant’Agacio è uno dei Santo Ausiliatori, cioè invocati in determinate necessità, particolarmente nelle epidemie.
In Calabria è venerato nella diocesi di Catanzaro- Squillace.
(da Calabriaecclesia2000.it).

Vedere due Papi insieme non è cosa di tutti i giorni, ma riempie il cuore di gioia e di speranza vedere la fraternità che si scambiano e la forza della preghiera che li unisce nel servizio della Chiesa. - Un esempio per i potenti della terra.
Benedetto XVI è ritornato in Vaticano, nel Monastero “Mater Ecclesiae”. – Vedere due Papi insieme non è cosa di tutti i giorni, ma riempie il cuore di gioia e di speranza vedere la fraternità che si scambiano e la forza della preghiera che li unisce nel servizio della Chiesa. – Un esempio per i potenti della terra.
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