L’organetto

Rubrica quotidiana a cura di P. Salvatore Brugnano

Storie belle… per vivere meglio

L’organetto.

Nessuno è così povero o sprovvisto al punto da non avere un qualche dono o talento. Dio ne ha dato a tutti: fantasia, intelligenza e volontà di bene. Il mondo sa apprezzare e monetizzare la qualità dei doni e talenti. Ma tanti doni e talenti ricevuti rischiano di non essere messi in “circolazione gratuita” per una sorta di pigrizia esistenziale oppure per timidezza o diffidenza. I doni e talenti ricevuti da Dio vanno accompagnati da un corredo morale e religioso, che aiuti ad evitare forme di egoismo, a superare la solitudine con la solidarietà e la condivisione, fino a giungere a condividere anche i benefici della ricchezza a favore di altre persone meno fortunate di noi. Così ogni dono ricevuto e donato può diventare un investimento per una umanità nuova.

♦ Una volta, un signore che viveva in periferia e lavorava nel centro di una grande città stava ritornando a casa nel pomeriggio.
Passando per una strada di un quartiere ricco, vide, in un bidone della spazzatura, una grande scatola nera, simile alla scatola di un organetto.
Incuriosito, aprì la scatola. Era proprio un organetto. Lo provò e vide che era in perfette condizioni.
Si ricordò di un vicino che sapeva suonare l’organetto, ma non aveva lo strumento. Lo prese per lui.
Il vicino fu molto contento del dono e iniziò a suonare le belle canzoni che conosceva.
Tutti nella casa diventarono allegri. Alcuni bambini del vicinato si presentarono subito alla porta.
A sera alcune persone si riunirono nella casa e ci fu festa.
  Da quel momento in poi, di tanto in tanto il suonatore di organetto fu invitato a suonare a compleanni, recite, ecc.
E così l’organetto rese più felice il quartiere.

  Papa Pio XII disse una volta: “Se chi avrà dato da bere anche un solo bicchiere d’acqua fresca al fratello, non perderà la sua ricompensa (cf Mt. 10,42), chi fa sorridere un fratello darà più di cento bicchieri d’acqua”.
Approfittiamo di tutte le opportunità che abbiamo per rallegrare, rilassare e rendere felice ogni nostro prossimo.

  Ci possiamo ora chiedere: a quale di questi personaggi che appaiono in questa storia rassomigliamo noi? A chi ha buttato la fisarmonica nella spazzatura? All’uomo che l’ha trovata e l’ha portata al vicino? A chi sa suonare e non ha una fisarmonica? Ai vicini che si sono riuniti per fare festa?

(Fonte: Historinhas do Padre Queiroz, redentorista brasiliano).

Dio ha dato a tutti doni e talenti: fantasia, intelligenza e volontà di bene. Il mondo sa apprezzare e monetizzare la qualità dei doni e talenti. Ma tanti doni e talenti ricevuti rischiano di non essere messi in “circolazione gratuita” per una sorta di pigrizia esistenziale oppure per timidezza o diffidenza. Impariamo che ogni dono ricevuto e donato diventa un investimento per una umanità nuova.

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