La quiete dopo la tempesta. Si potrebbe racchiudere in questo capolavoro immortale di leopardiana memoria l’attuale situazione riguardante il porto di Tropea.
A Tropea c’è chi si sta adoperando affinché la cittadina tirrenica possa entrare a far parte di quel patrimonio culturale da trasmettere alle generazioni future che l’Unesco tenta di identificare, proteggere e tutelare. Inutile dire che con gli attuali presupposti questa battaglie è persa in partenza. Il motivo è semplice e sotto gli occhi di tutti, contro questo piccolo plotone di galantuomini, di gente innamorata della propria città, esiste un grande esercito che rema nella direzione opposta. Un esercito attrezzato di quelle armi che in questa lotta sono considerate tra le più nocive, le più pericolose.
Massimiliano Maria (Raimondo) Kolbe, fu sacerdote dell’Ordine dei Frati Minori Conventuali, fondatore della Milizia di Maria Immacolata, e martire della carità. Arrestato, fu deportato in diversi luoghi di prigionia e, giunto infine nel campo di sterminio di Auschwitz vicino a Cracovia in Polonia, si consegnò ai carnefici al posto di un compagno di prigionia, offrendo il suo ministero come olocausto di carità e modello di fedeltà a Dio e agli uomini. – Il 10 ottobre 1982, in piazza San Pietro, fu dichiarato Santo per la sua eroica testimonianza della carità. E’ il primo Santo canonizzato per il martirio subito durante il regime nazista. Ma lo seguiranno in molti. Nel campo di Dachau ben 1.034 sacerdoti e religiosi vi hanno trovato la morte nelle baracche della morte.