A scuola da Gesù

Rubrica quotidiana a cura di P. Salvatore Brugnano

Storie belle… per vivere meglio

A scuola da Gesù.

– Gesù promette ai discepoli: «Imparate da me, che sono mite e umile di cuore, e troverete ristoro per la vostra vita».
– Chi è “ingolfato” in sé stesso, sazio della propria sapienza e dei propri pregiudizi, di ciò che possiede e di ciò che controlla, non ha modo di poter conoscere il mistero di Gesù. L’amore e la pienezza di vita che lui offre si rivela solo ai piccoli e agli umili.
– Dio sta al fianco di chi non ce la fa, porta quel pane d’amore di cui ha bisogno ogni cuore umano stanco, perché ogni cuore è stanco. “Venite, vi darò ristoro”. Gesù non ci presenterà un nuovo catechismo, o regole superiori, ma il conforto del vivere. Egli è venuto a portare la rivoluzione della tenerezza.  – Da Lui apprendiamo l’alfabeto della vita; alla scuola del cuore, la sapienza del vivere.

Dal Vangelo di questa domenica (Mt 11,25-30).
In quel tempo Gesù disse:
«Ti rendo lode, Padre, Signore del cielo e della terra, perché hai nascosto queste cose ai sapienti e ai dotti e le hai rivelate ai piccoli. Sì, o Padre, perché così hai deciso nella tua benevolenza. Tutto è stato dato a me dal Padre mio; nessuno conosce il Figlio se non il Padre, e nessuno conosce il Padre se non il Figlio e colui al quale il Figlio vorrà rivelarlo.
  Venite a me, voi tutti che siete stanchi e oppressi, e io vi darò ristoro. Prendete il mio giogo sopra di voi e imparate da me, che sono mite e umile di cuore, e troverete ristoro per la vostra vita. Il mio giogo infatti è dolce e il mio peso leggero».

Dio rivela le sue cose ai piccoli.
♦ Sembra che anche Gesù stesso si stupisca della novità dell’agire misericordioso di Dio nel rivelare le sue cose ai piccoli… Un piccolo, un bambino capisce subito l’essenziale: se gli vuoi bene o no. In fondo è questo il segreto semplice della vita. Non ce n’è un altro, più profondo.
♦ I piccoli, i peccatori, gli ultimi della fila, le periferie del mondo hanno capito che Gesù è venuto a portare la rivoluzione della tenerezza: voi valete più di molti passeri, ha detto l’altra domenica, voi avete il nido nelle sue mani.
   “Venite a me, voi tutti che siete stanchi e oppressi, e io vi darò ristoro”.
Non fa il difficile Dio: sta al fianco di chi non ce la fa, porta quel pane d’amore di cui ha bisogno ogni cuore umano stanco… Ogni cuore è stanco. “Venite, vi darò ristoro”. Non vi presenterò un nuovo catechismo, o regole superiori, ma il conforto del vivere. Due mani su cui appoggiare la vita stanca e riprendere il fiato del coraggio. Il mio giogo è dolce e il mio peso è leggero: parole che sono musica, buona notizia.
  Gesù è venuto a cancellare la vecchia immagine di Dio. Non più un dito accusatore puntato contro di noi, ma due braccia aperte. È venuto a rendere leggera e fresca la religione, a toglierci di dosso pesi e a darci le ali di una fede che libera.
  Gesù è un liberatore di energie creative e perciò è amato dai piccoli e dagli oppressi della terra.
“Imparate da me che sono mite e umile di cuore”, cioè imparate dal mio cuore, dal mio modo di amare delicato e indomito.

  Da Gesù apprendiamo l’alfabeto della vita; alla scuola del cuore, la sapienza del vivere.
Da Lui, impariamo a divenire suoi discepoli, ad avere lo spirito di Cristo, impegnandoci per l’avvento della giustizia e l’allontanamento di ogni forma di violenza.
♦ Tenere fisso lo sguardo su Gesù ci fa capire quanta strada dobbiamo ancora fare; ma al tempo stesso ci infonde la gioia di sapere che stiamo camminando con Lui e non siamo mai soli. Coraggio, dunque, coraggio! Non lasciamoci togliere la gioia di essere discepoli del Signore. “Ma, Padre, io sono peccatore, come posso fare?” – “Lasciati guardare dal Signore, apri il tuo cuore, senti su di te il suo sguardo, la sua misericordia, e il tuo cuore sarà riempito di gioia, della gioia del perdono, se tu ti avvicini a chiedere il perdono”. Non lasciamoci rubare la speranza di vivere questa vita insieme con Lui e con la forza della sua consolazione.
E allora anche noi con Gesù diremo: “Ti benedico, o Padre …” ! Amen.

Giovani testimoni della fede:
Beato Teresio Olivelli, ribelle per amore.
Dalla forzata adesione al fascismo alla lotta per la liberazione, dalla laurea in Giurisprudenza, alla scelta di lasciare tutto per condividere la drammatica sorte degli alpini nella campagna di Russia.
♦ L’itinerario di Teresio Olivelli, nato a Bellagio (Como) nel 1916, è costellato di scelte radicali.
Formatosi nell’Azione Cattolica, si distingue per la fede profonda e una spiccata generosità, che esercita nella San Vincenzo.
Laureatosi nel 1938, la tragedia della seconda guerra mondiale incombe. Nel 1940, nominato ufficiale degli alpini, chiede di andare volontario in Russia. Sopravvissuto alla tragica ritirata, dopo aver sperimentato l’impossibilità di “convertire” il fascismo, Teresio fa la sua scelta.
♦ Il 9 settembre 1943, essendosi rifiutato di collaborare con i nazifascisti, viene deportato in Austria; riesce a fuggire e diventa una colonna della Resistenza cattolica.
Fonda il giornale clandestino “Il Ribelle”, si spende per i più poveri, scrive la preghiera “Signore, facci liberi”, poi divenuta celebre.
♦ Di nuovo arrestato, finisce nei Lager di Flossenbürg e Hersbruck, dove viene torturato dalle S.S.
Proprio per difendere un compagno, subisce un colpo allo stomaco che lo porta alla morte il 17 gennaio 1945.
Riconosciuto martire, è stato proclamato beato il 3 febbraio 2018.

“Dio che sei Verità e Libertà, facci liberi e intensi:
alita nel nostro proposito, tendi la nostra volontà,
moltiplica le nostre forze, vestici della tua armatura.
(Beato Teresio Olivelli, Preghiera del ribelle).

Gesù promette ai discepoli: «Imparate da me, che sono mite e umile di cuore, e troverete ristoro per la vostra vita». Chi è “ingolfato” in sé stesso, sazio della propria sapienza e dei propri pregiudizi, di ciò che possiede e di ciò che controlla, non ha modo di poter conoscere il mistero di Gesù. L’amore e la pienezza di vita che lui offre si rivela solo ai piccoli e agli umili. – Dio sta al fianco di chi non ce la fa, porta quel pane d’amore di cui ha bisogno ogni cuore umano stanco, perché ogni cuore è stanco. “Venite, vi darò ristoro”. Gesù non ci presenterà un nuovo catechismo, o regole superiori, ma il conforto del vivere. Gesù è venuto a portare la rivoluzione della tenerezza.

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