Assunzioni, superato il 7%

Per Macrì ci sono irregolarità

La denuncia: “I sindacati dovrebbero intervenire”

Avv. Giovanni Macrì Consigliere Provinciale Pdl Componente della Direzione Regionale del Pdl - foto LibertinoInternet è divenuto un mezzo formidabile ed indispensabile nell’effettiva attuazione dell’operazione trasparenza fortemente voluta dall’ottimo Ministro Brunetta. L’albo pretorio online rappresenta, sotto questo punto di vista, un’importantissima conquista e certamente, uno dei nemici più terribili per quegli enti locali, o meglio per quei politici, ostili ai principi costituzionali che dovrebbero sovraintendere l’azione amministrativa. Grazie a questo preziosissimo strumento qualsiasi cittadino, quasi in tempo reale, può monitorare l’attività di un ente locale. Di poi, per chi come il sottoscritto, si dedica alla “vignettistica”, rappresenta una miniera inesauribile di informazioni per mettere in atto il proprio hobby preferito: la celebrazione delle doti manageriali del dott. Repice, già segretario generale del Comune di Torino per meriti.
Ebbene, nelle recenti consultazioni del database mi sono imbattuto, tra l’altro, nella delibera di giunta n. 83 con la quale si invita il responsabile dell’area lavori pubblici–urbanistica ad attivare le procedure “per l’affidamento del servizio di somministrazione lavoro a tempo determinato per n. 7 unità lavorative per la gestione e manutenzione del Porto avvalendosi di una delle Agenzie autorizzate ai sensi del D.lgs, 267/03”. La delibera, datata 5.05.2010, affissa all’albo pretorio curiosamente solo in data 11.05.2011, viene eseguita dal funzionario comunale con determinazione n. 117 del 6.05.2011, pubblicata in pari data, che, al pari del presupposto atto di indirizzo, presenta e ripropone gravi aspetti di illegittimità. Ed infatti, tralasciando ogni disquisizione sulla correttezza del ricorso nel caso specifico al lavoro in affitto, non può sottacersi come siano stati violati una serie di vincoli tassativi con conseguente nullità, per violazione di norme imperative di legge, del contratto di fornitura. In particolare, non si è provveduto alla preventiva e tempestiva informazione dei sindacati (che farebbero bene ad attivarsi) sui motivi, il contenuto, la durata ed il numero dei contratti, quindi, cosa assai più grave, le assunzioni hanno di gran lunga superato il limite del 7%, su base mensile, del personale a tempo indeterminato in servizio presso l’amministrazione utilizzatrice atteso che, a fronte di una forza lavoro di meno di 55 unità, il Comune di Tropea avrebbe potuto assumere al massimo 4 lavoratori interinali e non già 7 per come invece avvenuto. Tale illegittima procedura di reclutamento del personale segue, senza soluzione di continuità, quella altrettanto abusiva del ricorso al lavoro a progetto.
Ancora dell’altro lavoro per l’Ispettorato per la Funzione Pubblica e per la Corte dei Conti.

 

Consigliere Provinciale Pdl
Componente della Direzione Regionale del Pdl

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