Coronavirus, da emergenza a opportunità

Rubrica quotidiana a cura di P. Salvatore Brugnano

Storie belle… per vivere meglio

Coronavirus, da emergenza a opportunità.

– Ci sono opportunità nella crisi che sta mettendo in ginocchio mezzo mondo e l’Italia?  Certamente sì, e ad ogni livello.
– Innanzitutto nella politica: il coronavirus ha messo (quasi) a tacere retrocedere le recenti stucchevoli polemiche sul governo in carica.
– A livello didattico: molti insegnanti di buona volontà stanno sperimentando didattiche a distanza con gli alunni molto interessati.
– A livello economico: appare con chiarezza che bisogna privilegiare il bene comune (e delle persone più deboli) al tornaconto personale o manageriale.
– A livello spirituale: vivendo l’ emergenza come una vera gara di solidarietà.  – A livello antropologico esistenziale: restituendo alla natura e al creato la sua bellezza e la sua purezza sempre più inquinate dagli squilibri del surriscaldamento della terra e dalle polvere sottili. A livello familiare: i genitori, liberi da un “lavoro-schiavista” (per orari e altro) possono dedicarsi finalmente alla propria famiglia. – Dal web arrivano riflessioni che possono aiutarci.

Possiamo diventare più solidali.
Il coronavirus, con le restrizioni a corredo, ci ha portato l’occasione di trasformare un’emergenza di disagi in una gara di solidarietà!
Di cambiare per questo periodo il nostro modo di vedere, di pensare e di agire!
Passare da “io ho paura” o “io me ne frego ” a ” io fermo il contagio! ”
Io mi preoccupo per te.
Io mi tengo a distanza per te.
Io mi lavo le mani per te.
Io rinuncio a quel viaggio per te.
Io non vado al concerto per te.
Io non vado al centro commerciale per te.
Per te…..
Per te che sei dentro una sala di terapia intensiva!
Per te che sei anziano e fragile!
Per te che stai lottando contro una malattia assai più grave del coronavirus!
Alziamo lo sguardo!
Tutto assolutamente necessario e assolutamente possibile senza sentirsi privati della libertà! La vera libertà è non contagiarsi e non contagiare!
Tutto il resto non ha importanza.

Il Coronavirus ci sta istruendo.
Sembra che il cosmo abbia il suo modo di riequilibrare le cose e le sue leggi, quando queste vengono stravolte. Il momento che stiamo vivendo, pieno di anomalie e paradossi, fa pensare…

  • In una fase in cui il cambiamento climatico causato dai disastri ambientali è arrivato a livelli preoccupanti, la Cina in primis e tanti paesi a seguire, sono costretti al blocco; l’economia collassa, ma l’inquinamento scende in maniera considerevole. L’aria migliora; si usa la mascherina, ma si respira…
  • In un momento storico in cui certe ideologie e politiche discriminatorie, con forti richiami ad un passato meschino, si stanno riattivando in tutto il mondo, arriva un virus che ci fa sperimentare che, in un attimo, possiamo diventare i discriminati, i segregati, quelli bloccati alla frontiera, quelli che portano le malattie. Anche se non ne abbiamo colpa. Anche se siamo bianchi, occidentali e viaggiamo in business class.
  • In una società fondata sulla produttività e sul consumo, in cui tutti corriamo 14 ore al giorno dietro a non si sa bene cosa, senza sabati né domeniche, senza più rossi del calendario, da un momento all’altro, arriva lo stop. Fermi, a casa, giorni e giorni. A fare i conti con un tempo di cui abbiamo perso il valore, se non è misurabile in compenso, in denaro. Sappiamo ancora cosa farcene?
  • In una fase in cui la crescita dei propri figli è, per forza di cose, delegata spesso a figure ed istituzioni altre, il virus chiude le scuole e costringe a trovare soluzioni alternative, a rimettere insieme mamme e papà con i propri bimbi. Ci costringe a rifare famiglia.
  • In una fase sociale in cui la regola fondamentale è pensare al proprio orto, il virus ci manda un messaggio chiaro: l’unico modo per uscirne è la reciprocità, il senso di appartenenza, la comunità, il sentire di essere parte di qualcosa di più grande di cui prendersi cura e che si può prendere cura di noi. La responsabilità condivisa, il sentire che dalle tue azioni dipendono le sorti non solo tue, ma di tutti quelli che ti circondano. E che tu dipendi da loro. (Francesca Morelli).

Riscoprire il senso ultimo della vita.
– I più giovani sperimentano che le grandi risorse tecnologiche non bastano per salvarci. Questa crisi in cui siamo affondati nasconde un senso, ancora misterioso, ma già presente. Hanno bisogno di scoprire che il vero compito ora è andare alla ricerca di questo senso. È un compito per cui ci vorrà tutta la vita, ma il cui unico rischio è la salvezza e una trasmissione positiva alle generazione successive.
– Le generazioni passate hanno trascorso stagioni di epidemie, di guerre, di fame… Eppure, durante queste prove, hanno elevato cattedrali, monumenti, memoriali… che superassero il momento contingente e sollevassero il velo dell’eterno.
– Quindi anche questa circostanza del coronavirus ci dice che vale la pena affrontare la partita, perché noi siamo più del rischio di un contagio. Anzi questo tempo del contagio diventa un tempo privilegiato, perché con la sua urgenza fa capire che non si può più perdere tempo. C’è da scoprire chi siamo e cosa sostiene il nostro essere qui ora. “Tempore pestilentiae” non resta solo un tempo di esercitazione.
(cf Osservatore Romano).

Al di là dei disagi e delle sofferenze che comporta, questo tempo del coronavirus diventa per l’umanità una opportunità a purificare le proprie percezioni, idee, convinzioni. Diventa un invito di passare dell’io al noi, per essere solidali e vivere sinceramente la reciprocità. Le inevitabili vittime e sofferenze saranno occasioni per ridare priorità a quei valori che la civiltà dei consumi ha stravolto. L’arcobaleno di un un futuro migliore è davanti ai nostri occhi. “Andrà tutto bene!” (nella foto: Lo stupendo arcobaleno apparso tre giorni fa a Roma, sulla chiesa di S. Alfonso a via Merulana).

Condividi l'articolo