Correzioni, ferite d’amore

Rubrica quotidiana a cura di P. Salvatore Brugnano

Storie belle… per vivere meglio

Correzioni, ferite d’amore.

Le correzioni non piacciono a nessuno, anche se sono ferite di amore. Infatti l’esperienza fa vedere che essere corretti non piace proprio. E la correzione reca più dispiacere quando si è avvisati e corretti da chi non è il superiore. Eppure bisognerebbe pensare con umiltà che la correzione porta salvezza, se la si accoglie docilmente. E’ un dovere morale correggere chi ci sta a cuore. Quelli deputati a correggere gli errori sono, da sempre, i genitori e i maestri, ma, a parti invertite, lo sono anche i figli, i discepoli, gli amici fidati, che hanno il dovere di correggere per amore il genitore invecchiato, il maestro distratto, l’amico imprudente. La correzione deve essere sempre un atto di amore mirato alla salvezza dell’altro e non ridursi ad un atto vendicativo. Così la vera correzione resterà una ferita d’amore. Chi riceve la correzione dovrebbe essere grato e ricambiare con un sorriso. Ma chi si urta facilmente e non accetta una salutare correzione, dà segno di non tenerci alla propria santificazione.

♦ Una volta, un bambino andò a nuotare in un lago. La madre, guardando da lontano, vide che c’era un alligatore nel lago. Cominciò ad urlare mentre correva verso il figlio.
Il bambino nuotò affannosamente verso verso la riva, ma non ebbe tempo di uscire. L’animale lo afferrò per il piede. Allora si scatenò una furiosa lotta: la madre tirava per le braccia il bambino e l’alligatore lo tirava dai piedi.
♦ Un uomo sentì le urla, arrivò con un machete, colpì alla testa l’animale che lasciò andare il bambino.
In ospedale, alle persone che andavano a trovarlo, quel bambino mostrava le ferite al piede e diceva: “Ma voi dovete guardare anche le mie braccia: anch’esse sono piene di ferite. Sono state causate dalle unghie di mia madre, mentre mi tirava. Sono ferite d’amore”.

♥ Nella nostra vita, ci sono molte di queste ferite, che Dio permette, per liberarci da altre peggiori. Si legge nella Bibbia:
♦ “Chi risparmia il bastone odia suo figlio, chi lo ama è pronto a correggerlo” (Proverbi 13,24).
♦ “Io, tutti quelli che amo, li rimprovero e li educo. Sii dunque zelante e convèrtiti” (Apocalisse 3,19).

(Fonte: Historinhas do Padre Queiroz, redentorista brasiliano).

♦ Questa storia richiama un’altra storia finita in tragedia al parco acquatico Disney a Lake Buena Vista, vicino Orlando (Florida) il 16 giugno 2016.
♦ Un bambino di due anni era in vacanza con i genitori ed è stato attaccato sotto i loro occhi da un alligatore mentre si trovava nella laguna Seven Seas del Grand Floridian Resort & Spa di Disney. Inutile il tentativo del padre di salvarlo: è entrato in acqua e ha lottato con l’alligatore, riportando dei tagli a braccio, ma senza riuscire a strappare il figlio dalla presa dell’animale. Il corpo del bimbo attaccato dall’alligatore, è stato ritrovato intatto dopo ansiose ricerche, ma senza vita, perché affogato.

E’ un dovere morale correggere chi ci sta a cuore. La correzione deve essere sempre un atto di amore mirato alla salvezza dell’altro e non ridursi ad un atto vendicativo. Così la vera correzione resterà una ferita d’amore. Chi riceve la correzione dovrebbe essere grato e ricambiare con un sorriso. Ma chi si urta facilmente e non accetta una salutare correzione, dà segno di non tenerci alla propria santificazione.

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