Curiosità dalla storia: L’origine di “Ti faccio vedere i sorci verdi”

Va attribuita alla 205ª Squadriglia da Bombardamento del 12° Stormo della Regia Aeronautica

L’unità adottò come distintivo di reparto tre topi di colore verde ritti sulle zampe posteriori, di cui due intenti a conversare. Furono riprodotti per la prima volta sulla fusoliera di un S.M.79 del XII gruppo nel marzo 1937dal sottotenente Aurelio Pozzi

1) – 4) I Sorci Verdi, 2) Il distintivo del 51° Stormo, 3) Bruno Mussolini, 5) Un AMX del 51º Stormo. Si può notare il distintivo del gatto nero che cattura i topi sull’impenaggio di coda, 6) Lo stemma del 12° Stormo, il cui motto era “Diritto al segno”

L’anno è il 1937, a prescindere da quale delle tre versioni più accreditate abbia avuto origine l’espressione minacciosa che intima senso di spavento: “Ti faccio vedere i sorci verdi”. Altra cosa certa la data, il 7 settembre 1937, nella quale il distintivo venne adottato come distintivo ufficiale per disposizione del Generale Giuseppe Valla: “Il distintivo dei Sorci Verdi [con i tre topi in posizione eretta] contrassegnante i velivoli che parteciparono alla gara aerea internazionale Istres-Damasco-Parigi venga adottato come distintivo ufficiale del 12° Stormo B.T”. Proprio alla schiacciante vittoria nella gara aerea internazionale Istres-Damasco-Parigi del 20-21 agosto 1937 dei Savoia Marchetti, che si imposero al 1°, 2° e 3° posto, si attribuirebbe la nascita del disegno e del motto. Fece anche parte dell’equipaggio del velivolo S.79CS I-BIMU (Biseo/Mussolini) che si classificò terzo, Bruno Mussolini, figlio terzogenito del Duce. Bruno Mussolini fu ufficiale della Regia Aeronautica, Medaglia d’Oro al Valore Aeronautico e due volte Medaglia d’Argento al Valor Militare. Secondo il fratello Romano Mussolini, l’espressione minacciosa nacque proprio da una battuta di Bruno Mussolini. Ai presenti che criticavano gli S.M.79 ribatté, infatti: “Storcete pure il naso. Quando gli S.M.79 cominceranno a volare, vi faremo vedere i sorci verdi”. Per la terza tesi sull’origine dell’espressione, bisogna ricordare che l’unità era inquadrata nell’Aviazione Legionaria inviata in Spagna nell’estate del 1937 (guerra civile spagnola), e adottò come distintivo di reparto i tre topini ritti sulle zampe posteriori di colore verde riprodotti per la prima volta sulla fusoliera di un S.M.79 del XII gruppo dal sottotenente Aurelio Pozzi nel marzo 1937. L’idea del disegno sarebbe nata dopo aver sentito un sottufficiale esclamare in dialetto romanesco: ”Domani annamo su Barcellona e je famo vede li sorci verdi!”.
Con gli S.M.79 la squadriglia conseguì due successi a livello internazionale, a cui il regime fascista diede molto risalto: la gara aerea già citata , Istres – Damasco – Le Bourget (Parigi) e la trasvolata atlantica Guidonia (Roma) – Dakar – Rio de Janeiro. Nel corso della Seconda guerra mondiale, ai bombardieri “Sorci Verdi” furono affidate missioni in Corsica, Grecia e in Italia. Dopo l’8 settembre 1943 la 205ª Squadriglia rinacque nell’Aeronautica Cobelligerante Italiana, inquadrata nel 41º Gruppo Autonomo Aerosiluranti. Nel corso di una esercitazione, o missione simulata, volta ad addestrare i reparti, venne ordinato agli S.M.79 del 12º Stormo di raggiungere Roma per individuare la zona da bombardare ed ai C.R.32 del 52º Stormo Caccia di difendere la Capitale dall’attacco dei bombardieri. Il 12º Stormo si aggiudicò la missione simulata. Poco tempo dopo venne ordinato di ripetere la missione, nuovamente con gli S.M.79 dei “Sorci Verdi” nel ruolo di bombardieri aggressori e con il reparto da caccia nel ruolo di difensore della città. In questa occasione, però, oltre ai C.R.32 del 52º Stormo partecipò all’azione simulata anche la 351ª Squadriglia del costituendo 51º Stormo, equipaggiata con i nuovi e più moderni monoplani Fiat G.50. I “Sorci Verdi” non riuscirono a portare a buon fine l’attacco e i piloti dei Caccia coniarono la seguente frase: “Finalmente i signori dei “Sorci Verdi” hanno trovato il loro gatto!” Fu il tenente pilota Vincenzo “Bill” Sant’Andrea, con l’hobby del disegno, che ridipinse l’elemento verticale dell’impennaggio di coda di uno dei G.50 sostituendo il Lupo Rosso su fondo Nero con la dicitura ”Hostibus Terror” (fino ad allora distintivo ufficiale del reparto) con un “Gatto nero” mentre cattura tre “sorcetti verdi”. L’idea piacque e fu deciso di adottare il disegno come distintivo del 51º Stormo Caccia. Ma lo Stato Maggiore dell’Aeronautica non approvò il nuovo simbolo perché non voleva far sfigurare troppo i “Sorci Verdi” del 12º Stormo da bombardamento, reparto che con la sua notorietà aveva glorificato le imprese del regime fascista ed al quale apparteneva Bruno Mussolini. Fu deciso che i tre topi dovevano essere dipinti in grigio anziché in verde. Ma, dopo poco tempo, i topolini tornarono ad essere verdi.

Condividi l'articolo
Francesco Marmorato
Francesco Marmorato
Docente di lettere nella scuola secondaria, Caporedattore e collaboratore storico della testata Tropeaedintorni.it, è giornalista iscritto all'albo professionale dell'Ordine dei giornalisti della Calabria, elenco pubblicisti.