Davanti al sorriso del confessore

Rubrica quotidiana a cura di P. Salvatore Brugnano

Storie belle… per vivere meglio

Davanti al sorriso del confessore.

– Tutti (o quasi) si vanno a confessare. Anche il Papa si confessa, e, naturalmente anche i sacerdoti.
– Al di là delle difficoltà che questo sacramento incontra (modalità, circostanze, sacerdote che confessa…), un denominatore comune resta alla sua base: la serenità e la gioia che fa ritrovare.
– E davvero il sacramento fa sperimentare al penitente la partecipazione alla gioia di Dio Padre, che riabbraccia il figlio prodigo,  alla gioia del figlio, che ritrova l’amore della famiglia di Dio. Non è mai troppo tardi per provarlo.
– I buoni confessori cercano sempre una strada per assolvere il penitente per comunicargli la gioia del perdono. Papa Francesco Francesco un giorno raccomandò vivamente ai giovani confessori: «Il sacramento della riconciliazione è il luogo privilegiato per fare esperienza della misericordia di Dio e celebrare la festa dell’incontro con il Padre».

S. Ludovico Bertrando, domenicano, ottimo confessore, un giorno accolse la confessione di un grande peccatore.
Questi, pieno di timore, diceva un peccato e poi sbirciava la faccia del confessore, per coglierne l’impressione.
Vedeva che il confessore ad ogni peccato, anche grave, sorrideva, quasi contento.
Perciò, alla fine, si sentì in dovere di dire:
– Padre, ho ancora un altro grosso peccato da confessare.
– Dì pure, figliolo.
-L’ho fatto proprio durante questa confessione!
– Non importa, dì pure.
– Riguarda lei.
– Non fa nulla, confessalo lo stesso.
– Padre, ho avuto un grave giudizio temerario nei suoi riguardi. Poiché ad ogni mio peccato, lei sorrideva, ho pensato che anche lei fosse un grande peccatore e magari più di me!
Il santo confessore rispose:
Rispose il santo confessore: “E’ vero che io sono un peccatore più grande di te; ma sorridevo durante la tua confessione, perché provavo la gioia del padre, che poteva finalmente abbracciare il figlio prodigo! In cielo si fa una gran festa, quando un peccatore si pente e ritorna a Dio”.
(fonte: Esempi catechistici)

Dal Vangelo
Il padre disse ai servi: “Facciamo grande festa, perché questo mio figlio era morto ed è tornato in vita! (Lc, 15, 23-24).

Il sacramento della confessione fa sperimentare al penitente sia la partecipazione alla gioia di Dio Padre, che riabbraccia il figlio prodigo, sia alla gioia del figlio, che ritrova l’amore della famiglia di Dio. Non è mai troppo tardi per provarlo. E il confessore è come il Padre che accoglie e sorride per il figlio che ritorna a casa.

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