De Vita analizza Campanella

Presentato il libro dell’autore pargheliese

Analizzato il pensiero del filosofo. In un saggio la sua concezione etico-pedagogica della politica

Un’interessante e particolare saggio di filosofia politica scritto dal pargheliese Giuseppe De Vita, edito dalla Meligrana Editore. Il libro è intitolato La concezione etico-pedagogica della politica in Tommaso Campanella”, e come scrive Giuseppe Longo nella sua accurata introduzione, si tratta di una “analisi ‘di qualità’ di una personalità così eclettica – potremmo dire di un ‘tuttologo’ – come il Campanella. Il volume, non semplice, è estremamente interessante specie osservando il punto di vista preso in esame dal De Vita, ovvero la visione politica del Campanella che unisce il desiderio di rinnovamento del mondo, la riforma della società e la lotta per nuovi ideali. Il pensiero politico di questo grande intellettuale non si adegua mai alla storia, apparendo talvolta ?troppo avanti e spesso troppo indietro? . Sempre secondo l’introduzione, il libro fa trasparire la figura di una personalità che ha saputo proiettarsi nel futuro, esaltando realtà mistiche e utopiche, specialmente ne “la Città del Sole”, e dimostrando una concezione universalista, teologica e politica dello Stato. Al centro della tesi del De Vita c’è la caratterizzazione pedagogica ed etica del pensiero campanelliano. Infatti, scrive Longo “Campanella idealizza uno Stato di cultura e di moralità in cui predominano il senso del diritto, lo spirito di giustizia, l’armonia sociale dei doveri e degli interessi collettivi, affinché ognuno possa partecipare attivamente allo sviluppo della ricchezza e della cultura comune; uno Stato, dunque, che riconosce nella religione il mezzo più potente dell’educazione umana. Da qui si evidenzia la sostanziale differenza con la concezione machiavellica di uno Stato laico. Giuseppe De Vita giudica Tommaso Campanella come il filosofo che, assieme a Giordano Bruno e Bernardino Telesio, aprì le porte alla filosofia moderna, diede il suo contributo al passaggio dal medioevo all’età moderna. In conclusione, l’autore del libro ha voluto, attraverso il tema esposto nel suo libro, cioè l’analisi concezione etico-pedagogica della politica, mostrare come uno dei tanti filosofi nati in Calabria, rimane una figura enigmatica, una mente eccezionale e complessa, non compresa appieno ai suoi tempi, come forse neanche ai nostri. Ma non si tratta assolutamente di un filosofo di secondo piano, come molti ancora oggi sostengono, ma, al contrario, il suo pensiero è destinato a riemergere spesso ed ha anche nel nostro tempo uno spazio per nulla secondario. Dunque, De Vita ha condotto un brillante saggio di filosofia politica, intendendo, come dice ancora Giuseppe Longo, nel suo passo introduttivo: “La filosofia politica come quella scienza che si occupa in parte di descrivere le organizzazioni sociali, passate e presenti, e in parte di valutare queste organizzazioni. Per esempio, descrive i caratteri essenziali di varie forme di governo (democrazia, monarchia e così via) e nel contempo si pone varie domande su di esse”. L’autore del libro, Giuseppe De Vita, è nato a Tropea nel 1973. Nel 1995 si è laureato in Materie Letterarie, all’età di 22 anni, e, successivamente, ha conseguito due master ed una specializzazione sulla gestione della scuola dell’autonomia. Dal 1992 al 2004 è impiegato presso il Dipartimento Provinciale dell’Economia e delle Finanze di Catanzaro. Dal 2005 è docente di lettere nella scuola media. Appassionato di scienze dell’educazione, filosofia e scienze della politica, ha collaborato con l’Università di Messina alla cattedra di Storia della Filosofia Politica. ? autore di recensioni, articoli giornalistici e progetti inerenti il tema dell’educazione alla legalità. Sposato e padre di un bambino, vive a Lamezia Terme. Il suo libro è una delle “perle” che va ad aggiungersi alla ricca collezione della Meligrana Editore.

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