Educare impegna la vita

Rubrica quotidiana a cura di P. Salvatore Brugnano

Storie belle… per vivere meglio

Educare impegna la vita.

– Quante volte ho visto la tristezza stampata sul volto di genitori o nonni per non riuscire a far capire al figlio o al nipotino di non agire più da cattivo, scegliendo il male purtroppo sempre più facile alla loro portata.
Soffrono sulla loro pelle i peccati dei loro figli o nipoti ed essi sono pronti a recuperarli impegnando la propria vita, ma spesso trovano terreno duro.
– Anche a livello di fede sembra che avendo fatto il callo a sentire che Cristo ha pagato per noi, morendo per noi, la cosa non ci sorprende più.
– Un autore, di cui sono note sole le iniziali, una volta ascoltò una storia familiare: la nonna riuscì a trovare il modo di far capire al nipotino di non rubare più. E lo fece a costo del suo sangue: “Da quel giorno che mi fu raccontato questo fatto, ho capito qualcosa della redenzione di Cristo” (G. R. M.). E’ l’amore che fa capire la sofferenza affrontata per salvare l’altro e fa decidere per il bene. – – I nonni sono come gli angeli custodi dei nipotini: li amano teneramente e fanno qualunque cosa per loro. A volte parano “le botte” destinate ai nipotini capricciosi, che genitori impazienti cercano di ridurre alla ragione con mezzi spicci. – La storia di oggi ha dell’incredibile e rende bene l’idea di come Cristo ha voluto pagare di persona al posto di noi peccatori.

Il nipotino orfano era stato affidato alla nonna, che cercava di educarlo il meglio possibile.
Diceva: – Questo tesoro lo voglio crescere bene, nel timore di Dio e nel rispetto degli uomini.
♦ Ma un giorno scoprì che il nipotino rubava. Lo sgridò con dolcezza. Il nipotino però continuò a rubare. Lo minacciò con tutto il suo cuore saggio di nonna. Inutilmente.
♦ Un giorno si decise. Dopo un nuovo furto, afferrò il nipotino per un braccio, se lo trascinò vicino al focolare, prese il ferro attizzatoio, lo arroventò per bene e gridò: – Ora con questo ferro rovente ti trapasso le mani ladre, così non ruberai più!
Poi, con gesto deciso, davanti al bambino terrorizzato, con il ferro rovente si trapassò la propria mano.
… Ora il bambino non ruba più: piuttosto di rubare si farebbe bruciare le mani!
Lo sforzo di educare un bambino ribelle richiese un bel sacrificio.

Tentare di educare senza impegnare la propria vita con i suoi sentimenti e le sue  esigenze può non raggiungere il suo scopo, perché alle idee del bene che si comunicano mancano le radici dell’amore che si dona e tutto rischia di scivolare via.

“Da quel giorno che mi fu raccontato questo fatto, ho capito qualcosa della redenzione di Cristo” (G. R. M.).

Bibbia. Libro di Isaia.
Egli si è caricato delle nostre sofferenze, si è addossato i nostri dolori e noi lo giudicavamo castigato, percosso da Dio e umiliato.  Egli è stato trafitto per i nostri delitti, schiacciato per le nostre iniquità. Il castigo che ci dà salvezza si è abbattuto su di lui; per le sue piaghe noi siamo stati guariti. (cap. 53, 4-5).

Educazione propria pelle è la sfida che affrontano da sempre i genitori e i nonni. Tentare di educare senza impegnare la propria vita con i suoi sentimenti e le sue  esigenze può non raggiungere il suo scopo, perché alle idee del bene che si comunicano mancano le radici dell’amore che si dona e tutto rischia di scivolare via. – E’ l’amore che fa capire la sofferenza affrontata per salvare l’altro e fa decidere per il bene. “Da quel giorno che mi fu raccontato questo fatto, ho capito qualcosa della redenzione di Cristo” (G. R. M.).

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