Giornata Mondiale del Malato 2020

Rubrica quotidiana a cura di P. Salvatore Brugnano

Storie belle… per vivere meglio

Giornata Mondiale del Malato 2020.

– 11 febbraio 2020: si celebra la XXVIII Giornata Mondiale del Malato che porta un invito rassicurante di Gesù: «Venite a me, voi tutti che siete stanchi e oppressi, e io vi darò ristoro» (Mt 11,28).  Possiamo accettare, anzi dobbiamo accettare.
– Andiamo a Lui, noi che siamo affaticati ed oppressi. Andiamo a Lui, noi che portiamo dei macigni nel cuore, che non capiamo che cosa ci stia accadendo, che non abbiamo ancora saputo risolvere i grandi interrogativi della nostra vita. Andiamo a Lui, noi che siamo sconvolti dalle disgrazie, dalla malattia, dal dolore e dalla sofferenza, dopo averli strenuamente combattuti, dopo averne cercato in ogni modo il «perché» … perché proprio «adesso», perché proprio a me, perché proprio in questo modo. – Il risultato se ci avviciniamo con fede: saremo consolati da Cristo per essere noi stessi consolazione degli afflitti.

Dal Vangelo di questa Giornata (Matteo Mt 11,25-30)
♦ In quel tempo Gesù disse: «Ti rendo lode, Padre, Signore del cielo e della terra, perché hai nascosto queste cose ai sapienti e ai dotti e le hai rivelate ai piccoli. Sì, o Padre, perché così hai deciso nella tua benevolenza.
Tutto è stato dato a me dal Padre mio; nessuno conosce il Figlio se non il Padre, e nessuno conosce il Padre se non il Figlio e colui al quale il Figlio
vorrà rivelarlo.
Venite a me, voi tutti che siete stanchi e oppressi, e io vi darò ristoro. Prendete il mio giogo sopra di voi e imparate da me, che sono mite e umile di cuore, e troverete ristoro per la vostra vita. Il mio giogo infatti è dolce e il mio peso leggero».

Una riflessione di Papa Francesco.
(Udienza generale, 14 settembre 2016)
Cari fratelli e sorelle, anche per noi ci sono momenti di stanchezza e di delusione.
Allora ricordiamoci queste parole del Signore, che ci danno tanta consolazione e ci fanno capire se stiamo mettendo le nostre forze al servizio del bene. Infatti, a volte la nostra stanchezza è causata dall’aver posto fiducia in cose che non sono l’essenziale, perché ci siamo allontanati da ciò che vale realmente nella vita.
  Il Signore ci insegna a non avere paura di seguirlo, perché la speranza che poniamo in Lui non sarà delusa. Siamo chiamati quindi a imparare da Lui cosa significa vivere di misericordia per essere strumenti di misericordia.
Vivere di misericordia per essere strumenti di misericordia: vivere di misericordia è sentirsi bisognoso della misericordia di Gesù, e quando noi ci sentiamo bisognosi di perdono, di consolazione, impariamo a essere misericordiosi con gli altri.
Tenere fisso lo sguardo sul Figlio di Dio ci fa capire quanta strada dobbiamo ancora fare; ma al tempo stesso ci infonde la gioia di sapere che stiamo camminando con Lui e non siamo mai soli. Coraggio, dunque, coraggio!

Preghiera per la XXVIII Giornata Mondiale del Malato.
Padre onnipotente, Signore del cielo e della terra,
tu hai rivelato ai piccoli i misteri del regno dei cieli.
Nella malattia e nella sofferenza
ci fai sperimentare la nostra vulnerabilità di fragili creature:
donaci in abbondanza la tua benevolenza.
Figlio unigenito, che ti sei addossato le sofferenze dell’uomo,
sostienici nella malattia e aiutaci a portare il tuo giogo,
imparando da te che sei mite e umile di cuore.
Spirito Santo, Consolatore perfetto,
chiediamo di essere ristorati nella stanchezza e oppressione,
perché possiamo diventare noi stessi
strumenti del tuo amore che consola.
Donaci la forza per vivere, la fede per abbandonarci a te,
la sicura speranza dell’incontro per la vita senza fine.
Maria, Madre di Dio e Madre nostra,
accompagnaci alla fonte dell’acqua viva che zampilla e ristora per l’eternità.

Nell’anima e nel corpo.
O Dio, che per la grazia dello Spirito Santo effondi sui credenti i doni del tuo amore, concedi, a quanti soffrono, la salute dell’anima e del corpo, perché ti amino con tutto il cuore e compiano ciò che è gradito alla tua volontà. Amen.

La XXVIII Giornata Mondiale del Malato ci porta un invito rassicurante di Gesù: «Venite a me, voi tutti che siete stanchi e oppressi, e io vi darò ristoro» (Mt 11,28). Possiamo accettare, anzi dobbiamo accettare. Andiamo a Lui, noi che siamo affaticati ed oppressi. Se ci avviciniamo con fede saremo consolati da Cristo per essere noi stessi consolazione degli afflitti. Signore, concedi, a quanti soffrono, la salute dell’anima e del corpo, perché ti amino con tutto il cuore e compiano ciò che è gradito alla tua volontà.

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