Il bene allarga sempre il cuore

Rubrica quotidiana a cura di P. Salvatore Brugnano

Storie belle… per vivere meglio

Il bene allarga sempre il cuore.

Un poliambulatorio gratuito e medici volontari a servizio di poveri, immigrati e senza tetto.
– Un poliambulatorio dedicato al beato Dusmet grazie all’iniziativa dell’arcidiocesi di Catania: «Vogliamo stare con tutte le nostre forze e possibilità accanto alle persone che sperimentano il disagio e la povertà. Vogliamo mostrare con la nostra opera e il nostro impegno la fede in Gesù Cristo e fare in modo che la gioia e la risurrezione possano raggiungere tutti coloro che hanno bisogno della testimonianza viva di Gesù».
– Medici e infermieri metteranno a disposizione degli indigenti il loro tempo libero e la loro professionalità. Hanno assicurato che daranno il massimo per curare tutte le persone che si rivolgeranno a questa struttura sanitaria.
– E chissà quanti “normali” cittadini ne avrebbero bisogno, visto l’attuale contesto della sanità italiana.

«Vogliamo stare con tutte le nostre forze e possibilità accanto alle persone che sperimentano il disagio e la povertà. Vogliamo mostrare con la nostra opera e il nostro impegno la fede in Gesù Cristo e fare in modo che la gioia e la risurrezione possano raggiungere tutti coloro che hanno bisogno della testimonianza viva di Gesù»:
♦ E’ quanto ha affermato a «L’Osservatore Romano», monsignor Salvatore Gristina, arcivescovo di Catania, a pochi giorni dall’apertura (avvenuta l’11 aprile 2019) del poliambulatorio gratuito dell’Opera assistenza infermi Beato cardinale G.B. Dusmet, riservato ai più poveri della città, che si colloca sulla scia dell’opera di figure sacerdotali fortemente impegnate nella cura dei sofferenti e degli ultimi che hanno fatto la storia della Chiesa nell’isola siciliana e, in particolare, a Catania. Tra questi eccelle il beato cardinale Giuseppe Benedetto Dusmet, arcivescovo della città etnea dal 1867 al 1894, infaticabile apostolo della carità nei confronti dei malati più poveri e disagiati.

♦ «Questo ambulatorio lo abbiamo voluto chiamare così in suo ricordo — spiega il presule — proprio perché in quegli anni l’arcivescovo Dusmet, che è stato beatificato il 25 settembre del 1988 da san Giovanni Paolo II, si è distinto nella nostra città per le numerose opere di carità. Dusmet ci ha lasciato una testimonianza ancora evidente. Ha dimostrato in quegli anni quanto la Chiesa con le sue opere di carità fosse in grado di alleviare le sofferenze di quanti pativano e stavano relegati ai margini della società».

Il poliambulatorio, che è operativo da qualche giorno all’interno dell’ospedale, da qualche anno dismesso, Santa Marta in pieno centro della città, nasce grazie all’iniziativa dell’Ufficio diocesano della salute impegnato nella promozione e nella cura pastorale verso i malati e quanti li assistono.
Diretto da don Mario Torracca, si avvale dell’opera di una settantina di medici volontari e di personale infermieristico.
«Si tratta di professionisti — ha ricordato monsignor Gristina — ai quali va tutta la gratitudine e il ringraziamento sia miei che di tutta l’arcidiocesi di Catania. Medici e infermieri metteranno a disposizione degli indigenti il loro tempo libero e la loro professionalità. Mi hanno assicurato che daranno il massimo per curare tutte le persone che si rivolgeranno a questa struttura sanitaria.

♦  I locali sono stati dati in comodato d’uso dall’azienda ospedaliera Policlinico universitario di Catania, che conta un’intera ala costituita da oltre una trentina di stanze dell’ospedale.
Nel poliambulatorio opereranno medici volontari con 20 diverse specializzazioni, infermieri e una cinquantina di persone che hanno frequentato il corso per volontari dell’Opera assistenza infermi del Beato Card. G.B. Dusmet, il cui compito sarà quello di accudire amorevolmente i fratelli malati, confortandoli e aiutandoli nello svolgimento dei loro bisogni ordinari quotidiani.
Macchinari e strumentazioni mediche sono stati donati da professionisti e benefattori. Altri locali dell’ospedale, invece, sono stati destinati al banco alimentare e alla distribuzione di indumenti e di farmaci.

«Il poliambulatorio — aggiunge l’arcivescovo — offrirà un servizio gratuito nei confronti delle sorelle e dei fratelli che necessitano di assistenza medica e infermieristica e che si trovano nell’impossibilità economica e sociale per accedere alle cure necessarie, come espressione attiva della cura pastorale e amorevole della Chiesa di Catania».
La Caritas diocesana, le Caritas parrocchiali e le associazioni di volontariato socio-sanitario potranno segnalare i casi che riterranno opportuni.

♦ «Il mio principale obiettivo — ha sottolineato monsignor Gristina — sarà quello di vigilare e fare in modo che i nostri fratelli e le nostre sorelle che riceveranno i servizi di questo ambulatorio siano assistiti dai medici e dai loro collaboratori con premurosa attenzione e curati con sollecitudine, per farli tornare nelle loro case fisicamente e spiritualmente ritrovati. Questo mio impegno trae spunto anche dalla difficile situazione economica nella quale versa il comune della nostra città e che a causa dei tagli potrebbe mettere a rischio il welfare e l’assistenza ai più poveri. Sono sicuro che con l’impegno dei tanti giovani volontari riusciremo a realizzare altre iniziative simili».

La struttura dell’Opera assistenza infermi Beato Card. G.B. Dusmet, che sarà aperta da lunedì a venerdì, dalle ore 9.30 alle 12.30 e il pomeriggio dalle 15.30 alle 18.30, sarà anche un supporto per chi non è coperto dal servizio sanitario nazionale.

(fonte: cf. Osservatore Romano, 23 maggio 2019).

Le iniziative di bene allargano il cuore e invitano alla imitazione. – «Il poliambulatorio Opera assistenza infermi del Beato Card. G.B. Dusmet di Catania offre un servizio gratuito nei confronti delle sorelle e dei fratelli che necessitano di assistenza medica e infermieristica e che si trovano nell’impossibilità economica e sociale per accedere alle cure necessarie. Esso è una espressione attiva della cura pastorale e amorevole della Chiesa di Catania. In un contesto in cui lo Stato si trova costretto a fare i conti più sui numeri che sulle persone bisognose, questa iniziativa riscuote unanime consenso e riporta la comunità all’autentico senso della carità.

Condividi l'articolo