Il Natale e la Croce

Rubrica quotidiana a cura di P. Salvatore Brugnano

Storie belle… per vivere meglio

Il Natale e la Croce.

Non sono rare le immagini di Gesù Bambino che dorme su una croce oppure che costruisce la sua croce ancora bambino nella bottega di Giuseppe. Nella “teologia natalizia” la croce appare già nel Natale del Dio Bambino: «Egli è qui per la rovina e la risurrezione di molti in Israele, segno di contraddizione perché siano svelati i pensieri di molti cuori. E anche a te una spada trafiggerà l’anima». Così dice a Maria il vecchio Simeone del Bambino Gesù. (Lc 2,25-35). Infatti tutta la vita di Gesù è stata un soffrire. Cominciò dal suo sacrificio a Nazareth e lo concluse sul Calvario”… così recita la didascalia di un santino in cui Gesù bambino sta componendo con due assicelle, una piccola Croce, simbolo di quello che dovrà soffrire per redimere il genere umano, mentre Maria e Giuseppe lo guardano preoccupati. La Croce illumina e dà senso pieno al Natale. La sua nascita fa tutt’uno con la sua morte, per la nostra salvezza. Può far riflettere la seguente storia.

Un pezzo di legno è lo strano oggetto che un uomo tiene appeso nel suo salotto, nel posto d’onore,
♦ Quando qualcuno gli chiede il perché di quella stranezza egli racconta con emozione.
«Il nonno, una volta mi accompagnò al parco. Era un gelido pomeriggio d’inverno. Il nonno mi seguiva e sorrideva, ma sentiva un peso. Il suo cuore era malato, già molto malandato. Volli andare verso lo stagno. Era tutto ghiacciato, compatto! “Dovrebbe essere magnifico poter pattinare”, urlai, “vorrei provare a rotolarmi e scivolare sul ghiaccio almeno una volta!”.
Il nonno era preoccupato.
Nel momento in cui scesi sul ghiaccio, il nonno disse: “Stai attento…”. Troppo tardi. Il ghiaccio non teneva e urlando caddi dentro.
Tremando, il nonno spezzò un ramo e lo allungò verso di me. Mi attaccai e lui tirò con tutte le sue forze fino ad estrarmi dal crepaccio di ghiaccio.
Piangevo e tremavo. Mi fecero bene un bagno caldo e il lettol.
Ma per il nonno questo avvenimento fu troppo faticoso, troppo emozionante. Un violento attacco cardiaco lo portò via nella notte. Il nostro dolore fu enorme.
♥ Nei giorni seguenti, quando mi ristabilii completamente, corsi allo stagno e ricuperai il pezzo di legno col quale il nonno aveva salvato la mia vita e perso la sua!
♥ Ora, fin tanto che vivrò, starà appeso su quella parete come segno del suo amore per me!».

♥ Per questo motivo noi cristiani oggi ci inginocchiamo dinanzi a quel legno, cui si è appeso l’Amore-Gesù; per questo teniamo nelle nostre case un “pezzo di legno” a forma di croce…
Per ricordare come si ama, e a chi dobbiamo guardare per amare senza stancarci!

(fonte: una storia di Bruno Ferrero)

Echi nei canti popolari

  • Tu dormi, Ninno mio, ma intanto il core veglia a tutte l’ore. A che pensi, dimmi tu: “A morir per te”, tu rispondi. (S. Alfonso in “Tu scendi dalle stelle“).
  • Astro del ciel, Pargol divin: Tu, disceso a scontare l’error…

 

  • Non sono rare le immagini di Gesù Bambino che dorme su una croce oppure che costruisce la sua croce ancora bambino nella bottega di Giuseppe. Nella “teologia natalizia” la croce appare già nel Natale del Dio Bambino: «Egli è qui per la rovina e la risurrezione di molti in Israele, segno di contraddizione perché siano svelati i pensieri di molti cuori. E anche a te una spada trafiggerà l’anima». Così dice il vecchio Simeone sul Bambino Gesù. (Lc 2,25-35). Infatti tutta la vita di Gesù è stata lavorare e soffrire.

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