La bisaccia del pellegrino 48-2013

Rubrica religiosa settimanale a cura di P. Salvatore Brugnano

Pensieri sparsi per nutrire la mente e l’anima durante la settimana10ott

 

 

Novembre 2013, quarta settimana: 24-30 novembre

1. Vangelo della domenica 24 novembre = “Signore, ricordarti di me quando entrerai nel tuo regno”.
2. Aspetti della vita – Chiusura dell’Anno della Fede.
3. Le Opere di S. Alfonso = Tu sei il nostro Re!
4. Vivere la settimana con la liturgia =  25-30 novembre 2013.

1. Vangelo della domenica –  (Lc 23,35-43)
“Signore, ricordarti di me quando entrerai nel tuo regno”.

In quel tempo, [dopo che ebbero crocifisso Gesù,] il popolo stava a vedere; i capi invece deridevano Gesù dicendo: «Ha salvato altri! Salvi se stesso, se è lui il Cristo di Dio, l’eletto».
Anche i soldati lo deridevano, gli si accostavano per porgergli dell’aceto e dicevano: «Se tu sei il re dei Giudei, salva te stesso». Sopra di lui c’era anche una scritta: «Costui è il re dei Giudei».
Uno dei malfattori appesi alla croce lo insultava: «Non sei tu il Cristo? Salva te stesso e noi!». L’altro invece lo rimproverava dicendo: «Non hai alcun timore di Dio, tu che sei condannato alla stessa pena? Noi, giustamente, perché riceviamo quello che abbiamo meritato per le nostre azioni; egli invece non ha fatto nulla di male».
E disse: «Gesù, ricordati di me quando entrerai nel tuo regno». Gli rispose: «In verità io ti dico: oggi con me sarai nel paradiso».

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I membri del Sinedrio, che avevano consegnato Gesù a Pilato e ai soldati che dovevano crocifiggerlo, pensavano di essersi liberati di un uomo pio, certo, ma pericoloso politicamente. Ora, essi sono ai piedi della croce e lo scherniscono chiamandolo Messia, eletto di Dio, re. Ma Gesù, proprio in quanto Messia e Re nel compimento del piano eterno di salvezza, ingaggia sulla croce una lotta sanguinosa contro Satana, che aveva soggiogato l’uomo sull’albero del paradiso. Ora, sull’albero della croce, Cristo gli inferisce un colpo mortale e salva l’uomo. Gesù poteva scendere dalla croce e salvarsi; ma non l’ha fatto, perché altrimenti non ci avrebbe salvato. Ed ecco che raccoglie i frutti della sua passione: uno dei due ladroni crocifissi ai suoi fianchi confessa i propri peccati ed esorta l’altro a fare lo stesso, ma, soprattutto, professa la sua fede: Gesù è Re! Il Re crocifisso gli assicura in modo solenne: “Oggi sarai con me in paradiso”. Adamo aveva chiuso a tutti le porte del paradiso, Gesù, vincitore del peccato, della morte e di Satana, apre le porte del paradiso anche ai più grandi peccatori, purché si convertano, sia pure nel momento della loro morte. Del resto, noi ben conosciamo molte conversioni simili..  (da Chiesa.it).

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Chiamati a regnare con Cristo Crocifisso –  A conclusione dell’Anno liturgico, la Chiesa propone la solennità di Cristo Re dell’universo. Il brano del Vangelo di Luca narra il momento della crocifissione di Gesù. L’immagine che ci trasmette è quella di un re che è esattamente l’opposto di quello che l’immaginario umano si aspetterebbe. È un sovrano che regna dalla Croce. Egli si presenta a noi povero, indifeso, mendicante, prigioniero, e vuole essere riconosciuto in quanti si trovano in queste situazioni.
Il suo regno è l’unico che non solo promette, ma assicura la felicità eterna, come Gesù conferma al buon ladrone. Anche il brano tratto dal secondo Libro di Samuele (I Lettura) parla di regalità e ricorda l’omaggio delle tribù d’Israele al re Davide. Cristo si inserisce pienamente in questa linea regale, ma a differenza dei regni umani, pur lunghi che siano, il suo sarà imperituro. Anche l’apostolo Paolo (II Lettura) nella lettera ai Colossesi parla di Cristo quale primogenito di coloro che risuscitano dai morti, il principio di tutto, il re che domina tutte le potenze visibili e invisibili. (
Nicola Gori, in La Domenica).

Una preghiera per restare vigili
Signore, nel sincero pentimento delle nostre mancanze confidiamo, come “il buon ladrone”, nella tua bontà e misericordia. Guardando con fede alla Croce, comprendiamo che essa illumina di speranza e salvezza la nostra fragile umanità.
Con il tuo sostegno supereremo le prove della sofferenza e vinceremo la tentazione all’abbandono e allo scoraggiamento. Concedici la grazia di sentirci amati da te che attendi la nostra conversione. (Lucia Giallorenzo).

 2. Aspetti della vita
Chiusura dell’Anno della Fede- La Chiesa è chiamata a testimoniare Cristo.
Al termine dell’Anno della fede, la Chiesa è chiamata a testimoniare Cristo con rinnovata convinzione. I cristiani devono rivolgersi al Signore come a colui che dà origine alla loro fede e la porta a compimento (Cfr. Eb 12,2). È Cristo infatti il vero soggetto dell’evangelizzazione e la Chiesa ha ricevuto da Lui la missione di annunciare il Vangelo, che è «potenza di Dio per la salvezza di chiunque crede» (Rm 1,16). Chi annuncia il Vangelo con la predicazione, le molteplici opere di apostolato ed anche con testimonianza personale, partecipa quindi alla carità di Cristo, che ci ha amati e ha donato se stesso per noi (Cfr. Ef 5,2).
La testimonianza della fede deve sempre compiersi alla luce della verità, che il Magistero del successore di san Pietro e dei Vescovi in comunione instancabilmente propone all’interno della Tradizione della Chiesa. Come ricordava Papa Paolo VI, – «anche la più bella testimonianza si rivelerà a lungo impotente, se non è illuminata, giustificata – ciò che Pietro chiamava “dare le ragioni della propria speranza” – ed esplicitata da un annuncio chiaro e inequivocabile del Signore Gesù» (EN, 22). Consapevoli che l’evangelizzazione coinvolge tutti i battezzati e confortati dalla testimonianza dei Santi, i cristiani non devono stancarsi di testimoniare la fede in Cristo all’uomo contemporaneo. (Pontificio Consiglio della Nuova Evangelizzazione).

Papa Francesco ha detto nella parte finale della sua enciclica Lumen Fidei: “Dobbiamo costruire una città affidabile, la fede non isola dai problemi, ci immette, ci dà la responsabilità di costruire una architettura di rapporti interpersonali, di dare risposta alle esigenze della famiglia, dei giovani, dei sofferenti”.  Papa Francesco ha esplicitato il suo modo di pensare e di progettare anche la vita della Chiesa anche nelle omelie degli eventi dell’Anno della fede.

Oggi domenica 24 Papa Francesco celebra la Messa conclusiva dell’Anno della Fede e poi dà il via alla venerazione delle reliquie di san Pietro, esposte per la prima volta. Consegna quindi simbolicamente a un vescovo, a un sacerdote e a un diacono l’Esortazione apostolica Evangelii gaudium,  e infine  il “gesto di carità” a favore della popolazione filippina colpita dal tifone Haiyan.

3. Le Opere di S. Alfonso
1751 –  Tu sei il nostro Re!
Ma continuando i Giudei a gridare: Via, via, crocifiggilo!, Pilato disse loro: «Metterò in croce il vostro re?».  Ed essi risposero: «Non abbiamo altro re che Cesare». (Gv. 19, 15).
I mondani che amano le ricchezze, gli onori ed i piaceri della terra, rifiutano Gesù Cristo per loro re; poiché Gesù in questa terra non fu re se non di miserie, d’ignominie e di dolori.
– Ma se questi ti rifiutano, o Gesù mio, noi ti eleggiamo per unico nostro re e ci protestiamo che non “Non abbiamo altro re che Gesù!”
Sì, amabile Salvatore, tu sei il mio Re; tu hai da essere sempre l’unico mio Signore. Tu sei il vero re delle anime nostre, perché le hai create e redente dalla schiavitù di Lucifero: “Venga il tuo regno!” Domina, regna dunque sempre nei nostri poveri cuori; essi ti servano sempre e ti obbediscano. Servano pure altri ai monarchi terreni con la speranza dei beni di questo mondo; noi vogliamo servire solo a te, nostro Re afflitto e disprezzato, con la sola speranza di darti gusto senza consolazioni terrene. Ci saranno cari da oggi avanti i dolori e gli obbrobri, giacché tu hai voluto soffrirne tanti per nostro amore.
Deh, concedeteci la grazia d’esserti fedeli, e perciò donaci il gran dono del tuo amore. Se ameremo te, ameremo anche i disprezzi e le pene amate da te, ed altro non ti chiederemo se non ciò che ti domandava il tuo fedele servo ed amante S. Giovanni della Croce: “Signore, soffrire ed essere disprezzato per te!
Madre mia Maria, intercedi per noi. Amen.

(da S. Alfonso Maria de Liguori, L’amore delle anime, capitolo X – Dell’Ecce Homo, par. 4).

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4. Vivere la settimana con la liturgia = XXXIV Settimana del Tempo Ordinario
(25-30 novembre) – Liturgia delle Ore: II Settimana

25 novembre lunedì – colore liturgico verde.

  • A te la lode e la gloria nei secoli.Ecco la logica inusuale di Gesù: valgono più le due monetine della vedova povera («tutto quello che possedeva per vivere») che il superfluo offerto dai ricchi al tesoro del tempio. Santa Caterina d’Alessandria (m.f.).
  • Dn 1,1-6.8-20; Cant. Dn 3,52-56; Lc 21,1-4.
  • San Mosè; San Maurino.

26 martedì novembre – colore liturgico verde.

  • A lui la lode e la gloria nei secoli.Usando il linguaggio delle profezie apocalittiche (distruzioni, falsi predicatori, eventi paurosi in cielo e in terra), Gesù annunzia il tempo nuovo da lui inaugurato. Questo tempo, lo stiamo vivendo noi alla vigilia del cammino di Avvento.
  • Dn 2,31-45; Cant. Dn 3,57-61; Lc 21,5-11.
  • San Siricio; San Leonardo da Porto Maurizio; Beato Giacomo Alberione, fondatore della Famiglia Paolina.

27 mercoledì novembre – colore liturgico verde.

  • A lui la lode e la gloria nei secoli. – Persecuzioni religiose, politiche e perfino familiari attendono i discepoli di Cristo. L’invito è a non preoccuparsi di accuse e tradimenti. Il discepolo nutre fiducia e, soprattutto, sa perseverare nel bene.
  • Dn 5,1-6.13-14.16-17.23-28; Cant. Dn 3,62-67; Lc 21,12-19.
  • San Virgilio; San Laverio; Beato Bernardino da Fossa.

28 giovedì novembre – colore liturgico verde.

  • A lui la lode e la gloria nei secoli.L’annuncio di Gesù, oltre a far presagire tempi brutti per la Città santa e la stessa fede religiosa, introduce la misteriosa figura del Figlio dell’uomo, con cui s’identifica. Questa figura ha, comunque, i tratti del Liberatore e del Salvatore.
  • Dn 6,12-28; Cant. Dn 3,68-74; Lc 21,20-28.
  • San Giacomo della Marca; Santa Teodora.

29 venerdì novembre – colore liturgico verde.

  • A lui la lode e la gloria nei secoli. Tutto passa, anche i cieli e la terra, ma le parole di Gesù no. Quando si fa buio nella vita e addirittura temiamo la disperazione, egli ci dà occhi nuovi, capaci di presentire, nelle tenebre invernali, la primavera della salvezza.
  • Dn 7,2-14; Cant. Dn 3,75-81; Lc 21,29-33.
  • Sant’Illuminata; Beati Dionigi della Natività e c.

30 sabato novembre – colore liturgico rosso.

  • Per tutta la terra si diffonde il loro annunzio.  – Pescatori al lavoro, che gettano le reti nel mare di Galilea, oppure sono sulla barca a ripararle. Sono Simon Pietro e Andrea, Giacomo e Giovanni: ecco il gruppo di coloro che rispondono immediatamente alla chiamata di Cristo.
  • Rm 10,9-18; Sal 18,2-5; Mt 4,18-22.
  • Sant’Andrea apostolo. San Galgano Guidotti; San Mirocleto.
Oggi, domenica 24 novembre, Papa Francesco celebra la Messa conclusiva dell’Anno della Fede, consegnando simbolicamente ad un vescovo, ad un sacerdote e ad un diacono l'Esortazione apostolica “Evangelii gaudium”. Poi dà il via alla venerazione delle reliquie di san Pietro, esposte per la prima volta  e infine  offre un "gesto di carità" a favore della popolazione filippina colpita dal tifone Haiyan.
Oggi, domenica 24 novembre, Papa Francesco celebra la Messa conclusiva dell’Anno della Fede, consegnando simbolicamente ad un vescovo, ad un sacerdote e ad un diacono l’Esortazione apostolica “Evangelii gaudium”. Poi dà il via alla venerazione delle reliquie di san Pietro, esposte per la prima volta e infine offre un “gesto di carità” a favore della popolazione filippina colpita dal tifone Haiyan.

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