La condivisione aiuta la vita

Rubrica quotidiana a cura di P. Salvatore Brugnano

Storie belle… per vivere meglio

La condivisione aiuta la vita.

Nella liturgia di questa domenica troviamo un messaggio importante: la condivisione permette alla vita di vincere e superare le difficoltà. – Un uomo offre al profeta Eliseo le primizie, qualcosa che era destinato a Dio, e questo dono, per comando del profeta che parla a nome di Dio, diventa cibo per tutte le persone che sono lì. – Il poco cibo (cinque pani d’orzo e due pesci) messo a disposizione da un ragazzo diventa il pasto per la folla: la generosità del ragazzo spinge Gesù a moltiplicare il pane per tutti. Diceva con amarezza Gandhi: «Nel mondo c’è pane sufficiente per la fame di tutti, ma resta insufficiente per l’avidità di pochi». – E così per ogni aspetto della vita. Potrebbe essere la soluzione per accogliere i migranti se ogni nazione si fa carico di accogliere “i pochi” che può. – Intanto saranno i disastri a tenerci svegli: il terribile fuoco divampato ad Atene e dintorni ha mostrato che la condivisione di aiuti permette alla vita di vincere.

Dal Vangelo di questa domenica (Gv 6,1-15)
♦ In quel tempo, Gesù passò all’altra riva del mare di Galilea, cioè di Tiberìade, e lo seguiva una grande folla, perché vedeva i segni che compiva sugli infermi. Gesù salì sul monte e là si pose a sedere con i suoi discepoli. Era vicina la Pasqua, la festa dei Giudei.
Allora Gesù, alzàti gli occhi, vide che una grande folla veniva da lui e disse a Filippo: «Dove potremo comprare il pane perché costoro abbiano da mangiare?». Diceva così per metterlo alla prova; egli infatti sapeva quello che stava per compiere. Gli rispose Filippo: «Duecento denari di pane non sono sufficienti neppure perché ognuno possa riceverne un pezzo».
♦♦ Gli disse allora uno dei suoi discepoli, Andrea, fratello di Simon Pietro: «C’è qui un ragazzo che ha cinque pani d’orzo e due pesci; ma che cos’è questo per tanta gente?». Rispose Gesù: «Fateli sedere». C’era molta erba in quel luogo. Si misero dunque a sedere ed erano circa cinquemila uomini.
Allora Gesù prese i pani e, dopo aver reso grazie, li diede a quelli che erano seduti, e lo stesso fece dei pesci, quanto ne volevano.
E quando furono saziati, disse ai suoi discepoli: «Raccogliete i pezzi avanzati, perché nulla vada perduto». Li raccolsero e riempirono dodici canestri con i pezzi dei cinque pani d’orzo, avanzati a coloro che avevano mangiato.
♦ Allora la gente, visto il segno che egli aveva compiuto, diceva: «Questi è davvero il profeta, colui che viene nel mondo!». Ma Gesù, sapendo che venivano a prenderlo per farlo re, si ritirò di nuovo sul monte, lui da solo.

Condividere aiuta la vita
C’è quindi un ragazzo che ha cinque pani d’orzo e due pesci… Quel ragazzo ha capito tutto: nessuno gli chiede nulla e lui mette tutto a disposizione; la prima soluzione davanti alla fame dei cinquemila è condividere.
♥ Ecco allora: io comincio da me, metto la mia parte, per quanto poco sia. E Gesù, non appena gli riferiscono il coraggio di questo ragazzo, esulta: Fateli sedere! Adesso sì che è possibile cominciare ad affrontare la fame.
♥ Come avvengano certi miracoli non lo sapremo mai. Ci sono e basta. Ci sono, quando a vincere è la legge della generosità. Poco pane condiviso tra tutti è misteriosamente sufficiente; quando invece io tengo stretto il mio pane per me, comincia la fame.

♥ I pani e i pesci condivisi fra tutti diventano simbolo di un banchetto speciale: quello in cui Gesù si offre a noi nel segno del pane spezzato. Egli diventa pane spezzato per tutti. Crea uno stile di vita nuova: condividere per vivere, perché Dio desidera la felicità dei suoi figli anche su questa terra.
♥ E allora: “Donaci, Signore il pane, l’amore e la vita, perché per il pane, per la vita e per l’amore tu ci hai creati”.

Cristo è diventato pane spezzato per tutti, ha creato uno stile di vita nuova: condividere per vivere, perché Dio desidera la felicità dei suoi figli anche su questa terra. Siamo chiamati a condividere per far vincere la vita, altrimenti l’avidità ci porterà alla morte. Sopratutto nei disastri non restiamo chiusi in noi stessi, ma apriamoci alla condivisione: “Donaci, Signore il pane, l’amore e la vita, perché per il pane, per la vita e per l’amore tu ci hai creati”.

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