Fede e dintorni

La conversione di Giuni Russo

Rubrica quotidiana a cura di P. Salvatore Brugnano

Storie belle… per vivere meglio

La conversione di Giuni Russo.

– La celebre cantante italiana (1951-2004) incontrò l’esperienza cristiana attraverso le parole di Santa Teresa D’Avila. Diceva: «Non so che cosa voglia Teresa da me, però so che quella donna dice la verità. Ho trovato in Teresa la chiave per aprire le porte. Credo di aver capito che Teresa ci aiuta a conoscere Gesù».
– Giuni Russo convertita. Il mondo dello spettacolo stenta a crederci e si stringe nelle spalle, le rende sempre più difficile l’accesso alle competizioni canore, le case discografiche non gradiscono i suoi messaggi spirituali. Poi arriva il cancro, che vive con una forte drammaticità fino all’accettazione della malattia e all’offerta a Dio della sua vita.
– I suoi album postumi stanno recuperando la sua memoria. E oggi in questo incerto tempo dominato dalla pandemia del Covid-19 la sua musica e i suoi testi possono orientare quanti sono afferrati dal timore del futuro ad aggrapparsi alle radici dell’Amore sempre eterno, che Giuni ha conosciuto attraverso le parole di Santa Teresa d’Avila, di San Giovanni della Croce e di Edith Stein, ebrea convertita diventata suora, uccisa nel campo di sterminio di Auschwitz. – A significare la pace ritrovata dopo la tempesta Giuni chiese di essere sepolta nel monastero delle Carmelitane Scalze al Cimitero Maggiore di Milano.

Una breve scheda di dati.
Nascita: 10 settembre 1951, Palermo
Morte: 14 settembre 2004, Milano
Sepoltura: 15 settembre 2004, Cimitero Maggiore, Milano (settore ‘Carmelo’ milanese del Convento di Santa Teresa)
Periodo di attività musicale: 1967 – 2004

♦ Giuni Russo, pseudonimo di Giuseppa Romeo (Palermo, 7 settembre 1951 – Milano, 14 settembre 2004), è stata una cantautrice italiana. Artista di ricerca, sperimentale e d’avanguardia, antesignana della musica di confine,[senza fonte] tra jazz ed elettronica, tra blues e lirica, tra pop e classica, tra musica sacra e musica leggera, caratterizzata dall’estrema facilità di cambio di registro. Dotata di un’estensione vocale che copriva quasi cinque ottave, riusciva a imitare con perfezione il verso dei gabbiani, come ad esempio nel brano Un’estate al mare o nel brano Gabbiano.
Nella sua carriera ha inciso brani in italiano, siciliano, napoletano, inglese, francese, giapponese, spagnolo, arabo, farsi e latino.

 La sua conversione.
♦La storia della conversione di Giuni Russo è abbastanza nota (molti post sul web)  ed ella l’ha condivisa con le Carmelitane Scalze con una confidenza tale fino al punto di chiedere di essere sepolta nel loro cimitero di Carmelitane Scalze.
♦ «Giuni meditava sugli “Esercizi spirituali di Sant’Ignazio di Loyola” e ne rimase colpita – ha raccontato Maria Antonietta Sisina, sua amica e collaboratrice storica dal 1969 – «Ho ancora con me il libro che leggeva copiosamente, con sue annotazioni e sottolineature. Si chiedeva chi potesse guidarla in questo esercizio, dove trovare il sacerdote o la comunità per vivere un’esperienza simile».
Più recentemente, Sisina ha raccontato che «negli anni Novanta era rimasta folgorata dalla figura di Teresa d’Ávila. La notte a volte mi svegliava e mi diceva: “Dobbiamo musicare questa donna, è meravigliosa”, e io: “Figurati, è del 1500, io non riesco”.
Andò avanti così fino a quando, un giorno, in macchina, la sento cantare una poesia della stessa Teresa d’Ávila. Ecco come nascevano le canzoni di Giuni, l’ispirazione arrivava d’un tratto. In quel momento non avevamo matite né registratori, per cui, per paura di scordarsi la melodia che le era venuta in mente, continuò a cantare fino a casa, dove potemmo registrarla».
♦ Manifestò invece la sua attenzione per Edith Stein (oggi Santa Teresa Benedetta della Croce) e San Giovanni della Croce.

Giuni Russo è autrice di canzoni popolari come Un’estate al Mare o Alghero Assieme alle carmelitane di Milano interpretò la canzone “La sposa”. «Giuni – racconta ancora Maria Antonietta Sisini – era di casa in quel monastero a tal punto che scelse, in punto di morte, d’essere lì seppelita.
Durante l’agonia, vidi lei fissare un angolo della stanza. Il suo viso si illuminò, cambiò d’aspetto. Sorrise meravigliata come se in quella stanza ci fosse una presenza celestiale. In fondo, Giuni era una persona innamorata di Cristo».
  In una intervista al Movimento Ecclesiale Carmelitano (intitolata Muoio d’Amore per te), la stessa cantante Giuni rivelò: «Non so che cosa voglia Teresa da me, però so che quella donna dice la verità. Ho trovato in Teresa la chiave per aprire le porte. Credo di aver capito che Teresa, come lei dice, ci aiuta a conoscere Gesù».

Morirò d’amore per te.
  Poi la malattia, il cancro, che la colpì nel 1999. Nonostante questo, nel 2003 partecipò a Sanremo con Morirò d’amore per te.
  Cristiana Dobner, carmelitana scalza, le fu molto vicino e ha raccontato: «Le braccia tese in preghiera sul palcoscenico di Sanremo non furono un espediente pubblicitario, Giuni ormai viveva in una dimensione pura e purificata, il suo sguardo, così accattivante e ridente, godeva di una trasparenza nuova, in tutta la sua umanità che sapeva peccatrice. Quando esplodeva in “Morirò d’amore per te”, quel te si sarebbe dovuto scrivere con la T maiuscola, proprio per Te: lo cantava da una terapia all’altra, mentre il suo corpo, pezzo per pezzo, veniva divorato dall’inarrestabile verme».

In una delle ultime interviste, nel 2004 (anno della sua morte), Giuni Russo raccontò: «Ho fatto pace col mio male. Ma nonostante la fede ho avuto paura. Ho urlato, pianto e litigato col Crocifisso. Alla fine, però, ho accettato la malattia. In ginocchio»
♦ Giuni Russo muore nella sua casa a Milano all’età di 53 anni, nella notte tra il 13 e il 14 settembre 2004. La cerimonia delle esequie si tiene il 15 settembre, presso il monastero delle Carmelitane Scalze, a Milano. Viene sepolta nel Cimitero Maggiore di Milano, in un campo riservato a comunità religiose.

Testo di “Morirò d’amore” (2003)

Vento nei capelli e gli occhi al sole
E richiami vigili nel cuore
Affidavo all’aria i miei pensieri
E le parole, le parole tue mi mancano
Le parole urlate
Poi dall’eco ripetute
Cantano
Morirò d’amore, morirò per te
Il tuo sorriso l’allegria quanto mi mancano
Le parole sussurrate, zitte, poi gridate
Le parole tue per me
Morirò d’amore, morirò per te
Senti il vento contro le ringhiere
Con te vicino passo le mie sere
E le parole, le parole tue mi sfiorano
Quelle parole che sai dirmi quando me ne voglio andare
Vincono
Morirò d’amore, morirò per te
Socchiudo gli occhi e le tue mani mi accarezzano
Quelle parole urlate poi dall’eco rimandate
Che dal cielo cantano
Morirò d’amore, morirò per te

(fonte:vario web).

La celebre cantante italiana Giuni Russo (1951-2004) incontrò l’esperienza cristiana attraverso le parole di Santa Teresa D’Avila. Diceva: «Non so che cosa voglia Teresa da me, però so che quella donna dice la verità. Ho trovato in Teresa la chiave per aprire le porte. Credo di aver capito che Teresa ci aiuta a conoscere Gesù». Giuni Russo convertita. Il mondo dello spettacolo stenta a crederci e si stringe nelle spalle, le rende sempre più difficile l’accesso alle competizioni canore, le case discografiche non gradiscono i suoi messaggi spirituali. Poi arriva il cancro, che vie con una forte drammaticità fino all’accettazione della malattia e all’offerta a Dio della sua vita. – La sue canzoni, dense di spiritualità, possono essere una buona terapia per quanti stanno cedendo alla depressione causata dalla pandemia del Covid-19 in corso.

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