La coscienza ci tiene svegli

Rubrica quotidiana a cura di P. Salvatore Brugnano

Storie belle… per vivere meglio

La coscienza ci tiene svegli.

Quante citazioni sulla coscienza sul web! C’è di tutto.
♠ La coscienza è la presenza di Dio nell’uomo; e una coscienza senza Dio, è un tribunale senza giudice. ♠ In genere una coscienza retta non inganna mai; resta la vera guida dell’uomo. ♠ Essa sta all’anima come l’istinto sta al corpo. ♠ Chi ascolta la propria coscienza trova una guida sicura e meno fallibile di tante opinioni. ♠ Se si toglie via la coscienza, tutto il resto è nulla per l’uomo. ♠ Per il credente la coscienza è la voce dell’anima. ♠ La coscienza non ci impedisce di commettere peccati, però, ci nega il piacere di goderceli.
– La grazia di Cristo opera anche in ogni uomo che, seguendo la retta coscienza, cerca e ama il vero e il bene, ed evita il male.
– “La coscienza morale, presente nell’intimo della persona, è un giudizio della ragione, che, al momento opportuno, ingiunge all’uomo di compiere il bene e di evitare il male. Grazie ad essa, la persona umana percepisce la qualità morale di un atto da compiere o già compiuto, permettendole di assumerne la responsabilità. Quando ascolta la coscienza morale, l’uomo prudente può sentire la voce di Dio che gli parla (Compendio del Catechismo, n.372). – Ecco una storia semplice e immediata.

L’asino di mastro Pasquale.
♦ C’era una volta, in un piccolo paese di campagna, un uomo molto buono che la gente chiamava Mastro Pasquale.
Aveva un asino e con quell’animale passava per le strade raccogliendo donazioni per i poveri.
La gente sapeva che era lui a causa della campanella che l’asino portava legata al collo. Quando sentivano lal campanella, le persone uscivano dalle loro case per consegnare piccole donazioni a Mastro Pasquale.
Di notte, l’asino restava nel recinto della casa di Mastro Pasquale.
♦ Una notte un ladro andò nel recinto e rubò l’asino. Lo portò nel suo recinto e andò a dormire.
Ma il ladro non riusciva a dormire perché ogni volta che l’asino si muoveva, la campanella suonava e lo svegliava.
A tarda notte, il ladro andò al recinto, tolse la campanella dal collo dell’asino e la posò vicino all’abbeveratoio.
Più tardi, l’asino andò a bere acqua, e urtò la campanella che suonò e svegliò il ladro.
Il ladro corse al recinto e nascose la campanella in mezzo all’erba.
L’asino andò a mangiare l’erba e inciampò nella campanella che suonò di nuovo e svegliò il ladro.
Non ci fu modo modo.
♦ Quando erano le tre del mattino, il ladro perse la pazienza, andò al recinto, prese l’asino con la campanella e lo riportò al recinto di Mastro Pasquale.

Anche noi abbiamo anche una campana che suona quando facciamo qualcosa di sbagliato.  È la nostra coscienza che ci avvisa continuamente.
Non ha senso voler nascondere questo campanello, perché esso continua a suonare e a disturbarci ovunque ci troviamo.
Inutile correre o allontanarci, perché essa ci segue.
Ci lascia solo quando ci liberiamo dal peccato.
È stato Dio a creare questo campanello d’allarme perché Egli ci ama e non vuole che restiamo lontani da Lui e infelici.
La Madonna non ha servito due padroni, ma solo Dio. Ecco perché non hai mai fatto peccato.
Immacolata Vergine, Madre di Dio, prega per noi.
(Fonte: Historinhas do Padre Queiroz, redentorista brasiliano).

La coscienza è la presenza di Dio nell’uomo;quando ascolta la sua coscienza, l’uomo prudente può sentire la voce di Dio che gli parla. Una coscienza senza Dio è un tribunale senza giudice. In genere una coscienza retta non inganna mai; resta la vera guida dell’uomo. Essa sta all’anima come l’istinto sta al corpo. La grazia di Cristo opera anche in ogni uomo che, seguendo la retta coscienza, cerca e ama il vero e il bene, ed evita il male. La coscienza non ci impedisce di commettere peccati, però, ci nega il piacere di goderceli.

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