Misericordia sì e tolleranza zero

Rubrica quotidiana a cura di P. Salvatore Brugnano

Storie belle… per vivere meglio

Misericordia sì e tolleranza zero.

Gesù ha predicato il vangelo dell’amore e della misericordia, amore anche verso i nemici e misericordia sempre possibile. E noi che abbiamo creduto, siamo consapevoli di dover perdonare tutti, anche i nemici, perché Dio nostro Padre, per primo ci ha amati e in Cristo ci ha perdonati. ogni giorno noi dobbiamo vincere il male con il bene, le offese con il perdono, la violenza con la mitezza, per essere degni testimoni di Lui. L’amore è gratuito e senza frontiere, come Dio che ci ha amati in Cristo senza alcun nostro merito.
Ma restano vere ancora le dure parole di Gesù: «Chi scandalizza anche uno solo di questi piccoli che credono in me, sarebbe meglio per lui che gli fosse appesa al collo una macina girata da asino, e fosse gettato negli abissi del mare… Guai all’uomo per colpa del quale avviene lo scandalo!» (Mt 18,6-7). E quindi tolleranza zero! Il male verso i piccoli non può essere tollerato, gli abusi sui piccoli e gli indifesi vanno puniti ed estirpati. La misericordia, poi, c’è solo per chi si pente e chiede perdono.

Dal Vangelo di questa domenica (Lc 6,27-38).
♦ In quel tempo, Gesù disse ai suoi discepoli:
«A voi che ascoltate, io dico: amate i vostri nemici, fate del bene a quelli che vi odiano, benedite coloro che vi maledicono, pregate per coloro che vi trattano male. A chi ti percuote sulla guancia, offri anche l’altra; a chi ti strappa il mantello, non rifiutare neanche la tunica. Da’ a chiunque ti chiede, e a chi prende le cose tue, non chiederle indietro.
E come volete che gli uomini facciano a voi, così anche voi fate a loro.
♦  Se amate quelli che vi amano, quale gratitudine vi è dovuta? Anche i peccatori amano quelli che li amano. E se fate del bene a coloro che fanno del bene a voi, quale gratitudine vi è dovuta? Anche i peccatori fanno lo stesso. E se prestate a coloro da cui sperate ricevere, quale gratitudine vi è dovuta? Anche i peccatori concedono prestiti ai peccatori per riceverne altrettanto.
♦ Amate invece i vostri nemici, fate del bene e prestate senza sperarne nulla, e la vostra ricompensa sarà grande e sarete figli dell’Altissimo, perché egli è benevolo verso gli ingrati e i malvagi.
♦ Siate misericordiosi, come il Padre vostro è misericordioso.
Non giudicate e non sarete giudicati; non condannate e non sarete condannati; perdonate e sarete perdonati. Date e vi sarà dato: una misura buona, pigiata, colma e traboccante vi sarà versata nel grembo, perché con la misura con la quale misurate, sarà misurato a voi in cambio».

«Siate misericordiosi, come il Padre vostro»
♦  Con la parola “longanimità” si intende generalmente un «costante atteggiamento di generosa indulgenza e sopportazione». È “longanime” colui che è incline, nei rapporti con il prossimo, alla comprensione e all’indulgenza, colui che sa attendere con pazienza, perseveranza e fiducia “i tempi” di chi ha ancora bisogno di conversione e lo sa pazientemente accompagnare in questo cammino non sempre facile.
♦ La longanimità per eccellenza risiede in Dio e nella liturgia di questa domenica possiamo facilmente individuarla in Davide nei confronti di Saul che lo perseguitava per ucciderlo, impedendo ad Abisai di dargli la morte; si rivela nel comando di Gesù di amare i nemici partecipando ad essi la stessa misericordia del Padre. La sperimentiamo continuamente in Gesù stesso che con la sua passione, morte e risurrezione ci ha donato la sua stessa vita e continua a offrirci il suo amore con il costante permanere del suo Spirito in noi.
(cf Don Guido Colombo, ssp, la domenica.it)
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Tolleranza zero: La protezione dei minori nella Chiesa.
♦ E’ come un Sinodo quello che Papa Francesco ha convocato in questi giorni a Roma: 190 partecipanti partecipanti da tutti i continenti. Sono presenti i Presidenti delle Conferenze Episcopali, i Superiori e le Superiori Maggiori degli Istituti religiosi, diversi rappresentanti di vittime e di testimoni degli abusi, esperti del Diritto e di Scienze psicologiche…
♦ Dal 21 ad oggi 24 febbraio è in corso in Vaticano l’incontro per la protezione dei minori: presa di coscienza, ascolto delle vittime, responsabilità dei vescovi e trasparenza tra gli obiettivi. Papa Francesco ha condiviso con i 190 partecipanti alcune “linee-guida” per aiutare i lavori di questi giorni. Si tratta di 21 Punti di riflessione su “Ascoltiamo il grido di giustizia dei piccoli”.
♦ Aprendo l’atteso summit sulla pedofilia e gli abusi nella Chiesa il Papa ha detto: “Le condanne da sole non sono sufficienti ad arginare il problema, occorrono misure concrete e non condanne scontate”.
Relazioni, ascolto di testimonianze, dibattiti per gruppi linguistici per offrire concretezza e trasparenza alla società che guarda con occhio vigile a questo tema scottante. Attenzione alle misure concrete da mettere in atto in materia di conoscenza e di prevenzione del fenomeno degli abusi.
♦ Ci sono nodi da affrontare: la responsabilità del vescovo di fronte al problema, le chiese più piccole non in grado di gestire i casi di crisi, lo spazio da dare alle vittime di abusi a cui va offerto supporto, la figura del sacerdote che “per la sua gente è la porta o il muro verso il cielo”.
♦ La preghiera ha illuminato maggiormente la coscienza, la Chiesa ha chiesto perdono. Ma ora è tempo di risposte concrete e trasparenti.

Gesù ha predicato il vangelo dell’amore e della misericordia, amore anche verso i nemici e misericordia sempre possbile. L’amore è gratuito e senza frontiere, come Dio che ci ha amati in Cristo senza alcun nostro merito. Ma Gesù ha avuto anche parole: «Chi scandalizza anche uno solo di questi piccoli che credono in me, sarebbe meglio per lui che gli fosse appesa al collo una macina girata da asino, e fosse gettato negli abissi del mare… Guai all’uomo per colpa del quale avviene lo scandalo!» (Mt 18,6-7). Il male verso i piccoli non può essere tollerato; gli abusi sui piccoli e gli indifesi vanno puniti ed estirpati. La misericordia ci sarà per chi si pente e chiede perdono.

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