Natale, Dio diventa bambino per noi

Rubrica quotidiana a cura di P. Salvatore Brugnano

Storie belle… per vivere meglio

Natale, Dio diventa bambino per noi.

– 25 dicembre. È Natale. Gesù viene per ciascuno di noi.
– Tanti i mistici, i testimoni della fede che nel Natale vedono innanzitutto la grandezza del farsi piccolo, l’invito a crescere insieme al Salvatore, venuto al mondo assumendo la fragilità di un bimbo.
– S. Alfonso che è stato il grande cantore del Natale con le sue canzoncine e i suoi libri spirituali scriveva: “Molti cristiani sogliono per lungo tempo avanti preparare nelle loro case il presepe per rappresentare la nascita di Gesù Cristo; ma pochi sono quelli che pensano a preparare i loro cuori, affinché possa nascere in essi e riposarsi Gesù Cristo.
– Tra questi pochi però vogliamo essere anche noi, acciocché siamo fatti degni di restare accesi di questo felice fuoco, che rende le anime contente in questa terra e beate nel cielo”.
– Un fuoco d’amore che il Santo Bambino deve accendere dentro di noi.

Oggi è Natale e non può essere solo la festa dei regali, della tavola imbandita, del ritrovarsi insieme. Ma è, o almeno dovrebbe essere, l’occasione per riscoprire lo stupore, la capacità di contemplazione, la preghiera. Cioè l’atteggiamento che hanno i bambini, e chi sa ritornare piccolo, davanti al presepe.
Scrive Papa Francesco nella Lettera apostolica “Admirabile Signum”:
«Dio si presenta così, in un bambino, per farsi accogliere tra le nostre braccia. Nella debolezza e nella fragilità nasconde la sua potenza che tutto crea e trasforma. Sembra impossibile, eppure è così: in Gesù, Dio è stato bambino e in questa condizione ha voluto rivelare la grandezza del suo amore, che si manifesta in un sorriso e nel tendere le sue mani verso chiunque».

♦ Tanti i mistici, i testimoni della fede che nel Natale vedono innanzitutto la grandezza del farsi piccolo, l’invito a crescere insieme al Salvatore. Colui che è venuto al mondo assumendo la fragilità di un bambino.
♦ Sant’Agostino in uno dei suoi celebri “Sermoni” osserva:
«Colui che regola il corso delle stelle succhia da un seno di donna;
colui che nutre gli angeli e parla nel seno del Padre, tace nel grembo della madre.
Ma parlerà quando sarà arrivato in età conveniente, ci annunzierà con pienezza la buona novella.
Per noi soffrirà, per noi morirà, risorgerà mostrandoci un saggio del premio che ci aspetta, salirà in cielo alla presenza dei discepoli, ritornerà dal cielo per il giudizio.
Colui che era adagiato nella mangiatoia è divenuto debole ma non ha perduto la sua potenza: assunse ciò che non era ma rimase ciò che era. Ecco, abbiamo davanti il Cristo bambino: cresciamo insieme con lui».
(fonte: Avvenire.it, dicembre 2019).

Messaggio natalizio di S. Alfonso.
Bambino mio, io sono un nero peccatore,
ma non voglio essere duro e ostinato.
Io non voglio più peccare,
io voglio amare, voglio restare con te, o Bambino,
come ci stanno il bue e l’asinello.

Bambino mio, tu sei un sole di amore
che illumini e riscaldi anche il peccatore;
e anche se fosse tutto nero e brutto come la pece,
tu più lo tieni presente
e lo fai diventare bello e luminoso.
(da Quanno nascette Ninno, strofe 19 e 20, in italiano)

E’ Natale… Per sperimentare la bellezza di questa festa bisogna innanzitutto considerare la grandezza del farsi piccolo, accogliere l’invito a crescere insieme al Salvatore nato Bambino. Colui che era l’onnipotente è venuto al mondo assumendo la fragilità di un bambino adagiato nella mangiatoia. Ma non ha perduto la sua potenza: egli assunse ciò che non era, ma rimase ciò che era e sarà sempre. Ecco, abbiamo davanti il Cristo bambino: cresciamo insieme con lui.

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