Pasqua di Risurrezione, nuova vita

Rubrica quotidiana a cura di P. Salvatore Brugnano

Storie belle… per vivere meglio

Pasqua di Risurrezione, nuova vita.

Anche questa domenica di Pasqua è inedita per la vita dei nostri fedeli. Soprattutto la domenica di Pasqua, ricca di gioia, di sorrisi, di auguri e di abbracci. La crisi del coronavirus costringe ad restare a casa, a celebrare il Santo Mistero in famiglia, aiutati dalle tante trasmissioni in TV o in diretta streaming.
– Mancheranno molto le processioni tradizionali con Gesù risorto che incontra la Madonna, che da Addolorata rivestirà il suo manto azzurro di cielo.
– Ma tutto si può recuperare nell’amorosa attesa che passerà la notte del virus e rinascerà una nuova vita, come stiamo già sperimentando.- Cristo Gesù ha sconfitto la morte: il sepolcro è vuoto! – Questo evento cambia la nostra vita. Dobbiamo vivere da risorti, distruggendo i semi di morte, soprattutto il peccato che distrugge la bellezza della vita. – – Il significato della Pasqua è tracciato in sintesi dal gioioso prefazio di questa Messa: è il canto dell’umanità all’«Agnello che ha tolto i peccati del mondo» e che «morendo ha distrutto la morte e risorgendo ha ridato la vita».

1. Preghiera
O Dio, tu ci hai riuniti in famiglia nel giorno che tu hai fatto affinché ci rallegriamo ed esultiamo davanti a te. All’aurora tu hai rivelato alle donne venute alla tomba il volto splendente di tuo Figlio risorto: dissipa la nostra tristezza davanti alla morte e concedici di guardare tutto il mondo nella luce della risurrezione.  Per Gesù Cristo nostro Signore. Amen.

2. Dal Vangelo di questa domenica (Gv 20,1-9).
Il primo giorno della settimana, Maria di Màgdala si recò al sepolcro di mattino, quando era ancora buio, e vide che la pietra era stata tolta dal sepolcro.
Corse allora e andò da Simon Pietro e dall’altro discepolo, quello che Gesù amava, e disse loro: «Hanno portato via il Signore dal sepolcro e non sappiamo dove l’hanno posto!».
Pietro allora uscì insieme all’altro discepolo e si recarono al sepolcro. Correvano insieme tutti e due, ma l’altro discepolo corse più veloce di Pietro e giunse per primo al sepolcro. Si chinò, vide i teli posati là, ma non entrò.
Giunse intanto anche Simon Pietro, che lo seguiva, ed entrò nel sepolcro e osservò i teli posati là, e il sudario – che era stato sul suo capo – non posato là con i teli, ma avvolto in un luogo a parte.
Allora entrò anche l’altro discepolo, che era giunto per primo al sepolcro, e vide e credette. Infatti non avevano ancora compreso la Scrittura, che cioè egli doveva risorgere dai morti.

3. La Sequenza di Pasqua
Alla vittima pasquale,
s’innalzi oggi il sacrificio di lode.
L’Agnello ha redento il suo gregge,
l’Innocente ha riconciliato
noi peccatori col Padre.

Morte e Vita si sono affrontate
in un prodigioso duello.
Il Signore della vita era morto;
ma ora, vivo, trionfa.

«Raccontaci, Maria:
che hai visto sulla via?».
«La tomba del Cristo vivente,
la gloria del Cristo risorto,
e gli angeli suoi testimoni,
il sudario e le sue vesti.
Cristo, mia speranza, è risorto:
precede i suoi in Galilea».

Sì, ne siamo certi:
Cristo è davvero risorto.
Tu, Re vittorioso,
abbi pietà di noi.

4. Dalla morte alla risurrezione: si può.
Il mistero pasquale del Cristo morto e risorto si può applicare al coronavirus? Sembra un insulto, un giocare con la sofferenza e la morte di tanti che non si sono potuto rialzare. La Pasqua insegna che si arriva alla luce attraverso la croce. E allora, con tutto il rispetto dell’immenso dolore che c’è in questi giorni, perché non provare a trovare i germi della risurrezione?
♦ In effetti non sono pochi coloro che traggono elementi di beneficio da questa tremenda crisi, che ha mandato in tilt sistemi sanitari, sistemi economici, sistemi bancari.
Dagli innumerevoli post sul web, ecco alcune sottolineature.
♦  Lo stop per il coronavirus ha riportato la natura in città; la natura si è come riappropriata dei suoi spazi… abbiamo assistito al ritorno di animali selvatici in centri abitati di solito molto popolati, rumorosi ed inquinati .
♦  Questa crisi fatto abbassare di colpo l’inquinamento, ha quasi azzerato i conflitti armati e diminuiti di molto gli atti di terrorismo. Ha quasi eliminato la prostituzione e gli atti criminali dalle strade. Ha azzerato gli incidenti stradali.
♦ Questa crisi sta educando bene a controllare il consumismo sfrenato; sta azzerando le differenze sociali. Sta facendo sperimentare che si può vivere anche senza l’idolo del calcio e di altri sport e facendo sospirare le passeggiate all’aria aperte.
Questa crisi ha ridato dignità ai servitori dello stato, ai medici, agli infermieri e agli operatori sanitari e di volontariato. Ha restituito il valore della Patria. A Napoli in questi giorni partono ancora i rad dei motorini, ma sono quelli dei volontari nei quartieri storici per consegnare a domicilio spese con generi di prima necessità ai più bisognosi: non raid di malaffare, ma di una nuova umanità.
Ma intanto il virus fa… paura, come la morte. E bisogna guardare oltre la morte.

5. Alcuni insegnamenti di Papa Francesco
“Questo è un tempo di coerenza. O siamo coerenti o perdiamo tutto”.
Bisogna dare atto alla umile e amorosa testimonianza di Papa Francesco in questi giorni, nei suoi gesti di preghiera. che tutti captano subito, e nei suoi insegnamenti come quelli espressi nella intervista rilasciata allo scrittore e giornalista britannico Austen Ivereigh tradotta da “La Civiltà Cattolica'”.

  • 1. “Penso ai santi della porta accanto in questo momento difficile. Sono eroi! Medici, volontari, religiose, sacerdoti, operatori che svolgono i loro doveri affinché questa società funzioni. Quanti medici e infermieri sono morti! Quanti sacerdoti sono morti! Quante religiose sono morte! In servizio, servendo…
    Se riconosciamo questo miracolo dei santi accanto a noi, di questi uomini e donne eroici, se sappiamo seguirne le orme, questo miracolo finirà bene, sarà per il bene di tutti. Dio non lascia le cose a metà strada. Siamo noi che le lasciamo e ce ne andiamo”.
  • 2. La creatività del cristiano deve manifestarsi nell’aprire orizzonti nuovi, nell’aprire finestre, nell’aprire trascendenza verso Dio e verso gli uomini, e deve ridimensionarsi in casa. Non è facile stare chiusi in casa… Preparatevi a tempi migliori, perché quando arriveranno possiamo ricordare le cose che sono successe ora. Abbiate cura di voi per un futuro che verrà. E quanto questo futuro verrà, vi farà bene ricordare ciò che è accaduto“.
  • 3. Infine, un’esortazione a tutte le famiglie: “Avere cura dell’oggi, ma per il domani. Tutto questo con creatività. Una creatività semplice, che tutti i giorni inventa qualcosa. In famiglia non è difficile scoprirla. Ma non bisogna fuggire, cercare evasioni alienanti, che in questo momento non sono utili”.
Risorgere dopo la morte: è una esperienza che facciamo continuamente. Ci rialziamo dopo che siamo stati abbattuti e quando non si può ricostruire come prima, l’amore crea forme nuove. L’anno scorso è toccato alla cattedrale di Notre Dame di Parigi diventare il simbolo e l’impegno della Pasqua: l’impegno a risorgere che si deve estendere alla ricostruzione di tutti i guasti che l’uomo procura alla sua dignità e alla bellezza della natura. Quest’anno tocca a tutto il mondo diventare umile e cosciente segno di risurrezione col ridare dignità a chi combatte in prima linea nella vita: ai servitori dello stato, ai medici, agli infermieri, agli operatori sanitari e di volontariato che sono diventati “i santi della porta accanto”. Tutta l’umanità può uscire dal tunnel della morte alla luce di una vita nuova, degna e giusta per tutti.

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