Quando i poveri offrono

Rubrica quotidiana a cura di P. Salvatore Brugnano

Storie belle… per vivere meglio

Quando i poveri offrono.

Siamo un po’ tutti convinti che i poveri abbiano qualcosa da insegnarci.
– La povertà è una condizione in cui l’uomo resta aperto all’essenziale, contentandosi del poco che ha, più che soffrire del molto che non ha o non può avere. Gesù diceva: “Beati voi poveri, perché vostro è il regno di Dio”. E invitava ad osservare i poveri per imparare da loro, come nel caso della povera vedova che mette la sua minima offerta nel tesoro del tempio (vangelo di oggi). – Pertanto non bisogna mai disprezzare i poveri, perché tale disprezzo colpisce Dio (San Giovanni Maria Vianney) e ci è salutare ricordare che: “Non c’è nessuno così ricco che non abbia bisogno di ricevere, nessuno così povero che non abbia qualcosa da dare” (don Oreste Benzi). – Santa Teresa di Calcutta, che di poveri se ne intendeva, osservava: “Molti parlano dei poveri, ma pochi parlano con i poveri”. Papa Paolo VI, canonizzato di recente, affermava: “La sofferenza dei poveri è nostra! E noi vogliamo sperare che questa nostra “simpatia” (= soffrire con) per loro sarà capace di suscitare quel nuovo amore che moltiplicherà, mediante un’economia provvida e solidale, i pani necessari per sfamare il mondo”
.

Dal Vangelo di questa domenica. (forma breve Mc 12, 41-44).
In quel tempo, Gesù, seduto di fronte al tesoro [nel tempio], osservava come la folla vi gettava monete. Tanti ricchi ne gettavano molte. Ma, venuta una vedova povera, vi gettò due monetine, che fanno un soldo.
Allora, chiamati a sé i suoi discepoli, disse loro: «In verità io vi dico: questa vedova, così povera, ha gettato nel tesoro più di tutti gli altri. Tutti infatti hanno gettato parte del loro superfluo. Lei invece, nella sua miseria, vi ha gettato tutto quello che aveva, tutto quanto aveva per vivere».

Il gesto della povera vedova è assoluto, profetico e colmo di tenerezza infinita.
Mentre i ricchi facevano di tutto per apparire quello che in realtà non erano, la donna si è dimostrata qual era, perché i suoi occhi e il suo cuore erano solo per il Signore.
♦ Gesù, nell’insegnamento che dà ai discepoli, invita a guardare alla vedova che sta gettando nel tesoro del tempio, con un gesto di omaggio a Dio, «tutto quanto aveva per vivere».
♦ Possiamo allora, col cuore di Cristo, diventato povero per noi, riconoscere il vanitoso e ipocrita atteggiamento dei ricchi che si pavoneggiano sia per le vesti, sia nel ricevere inchini e saluti, prolungando, per farsi vedere i tempi della preghiera, ma che intanto «divorano le case delle vedove».

I veri poveri sanno ringraziare. Ed oggi ci invitano a ringraziare Dio per quello che Egli ci dona.
Oggi si celebra la 68ma Giornata nazionale del Ringraziamento per i frutti della terra.

Ricchi e poveri sotto lo stesso cielo, ma così divisi e spesso in guerra. La ricchezza è benedizione di Dio quando con essa si aiuta chi è nel bisogno. La povertà non è una maledizione di Dio per l’uomo, perché Cristo stesso volle nascere e morire povero, e può sempre insegnare un modo di vivere essenziale e senza cupidigia. – Quando povertà e ricchezza si incontrano nella solidarietà e nella condivisione c’è profumo di nuova umanità.

Condividi l'articolo

Lascia un commento

Questo sito usa Akismet per ridurre lo spam. Scopri come i tuoi dati vengono elaborati.