Riaperta la Scala santa a Roma

Rubrica quotidiana a cura di P. Salvatore Brugnano

Storie belle… per vivere meglio

Riaperta la Scala santa a Roma.

Mentre l’attenzione di tutto il mondo è rivolta alla grande tragedia dell’incendio che ha semidistrutto la cattedrale di Notre-Dame a Parigi, incendio sviluppatosi ieri 15 aprile per cause in corso di accertamento, è utile e doveroso segnalare anche che ci solo altri tesori religiosi che vengono restituiti alla pietà dei fedeli.
– E’ il caso della Scala santa di Roma riaperta dopo 15 mesi di restauro. Impressionano quei gradini scavati dalla devozione dei fedeli che da secoli la salgono in ginocchio, sentendosi uniti a Cristo che in catene la salì per essere giudicato e condannato.
– Sono 28 i gradini della Scala che era a Gerusalemme nel palazzo di Erode e sono stati liberati temporaneamente delle coperture in legno del 1723. Potranno essere saliti in ginocchio fino al 9 giugno, solennità di Pentecoste: sessanta giorni in tutto.

Roma 11 aprile 2910. – Con il rito della benedizione presieduto dal cardinale vicario Angelo De Donatis, nel pomeriggio di giovedì 11 aprile è stata riaperta al pubblico la Scala santa dopo un restauro durato 15 mesi.
♦ Sono 28 gradini di marmo che uniscono Roma a Gerusalemme. Formano la Scala Santa, il «santuario della Passione di Cristo»: secondo la tradizione, vi salì Gesù nel palazzo di Ponzio Pilato, a Gerusalemme, il giorno in cui fu condannato a morte.
♦ Si tramanda che Gesù sia salito sulla Scala dopo essere stato flagellato; dunque avrebbe perso del sangue che sarebbe conservato in tre gradini. L’imperatrice sant’Elena, madre di Costantino, l’avrebbe fatta trasportare a Roma nel 326.
I 28 gradini riportati al loro colore originario e privati delle coperture in legno sono visibili in toto e potranno essere saliti in ginocchio fino al 9 giugno, solennità di Pentecoste. La protezione lignea dei gradini, che è stata tolta, fu voluta voluta da papa Innocenzo XIII nel 1723.
♦ Sotto la direzione dei Musei Vaticani i restauratori hanno portato alla luce il marmo antico, raccogliendo sotto la copertura di legno una moltitudine di biglietti manoscritti, ex voto, monete e foto lasciati dai fedeli, e ora conservati dai Padri Passionisti che dal 1853 custodiscono il Santuario per volere di Pio IX.
♦ Dopo questo temporaneo riporto all’originale, a giugno sulla Scala sarà riposizionata la copertura di assi di noce.
Spiega padre Francesco Guerra, superiore provinciale dei Passionisti, che hanno promosso fin dagli anni Novanta un progetto conservativo in sinergia con i Musei Vaticani: «Gli orari di visita in questo periodo pasquale saranno continuativi, dalle 6 alle 19, in modo da permettere un regolare flusso di fedeli. Sia noi che i fedeli stessi, una volta tolte le coperture, siamo stati colti da una profonda emozione al vedere quei gradini scavati dalla devozione, curvi per una fede secolare che non viene mai meno».
♦ La cerimonia di inaugurazione si è conclusa con la messa.
♦ Il restauro del complesso degli affreschi della Scala Santa è stato eseguito dai Musei Vaticani con il sostegno dei Patrons of the Arts in the Vatican Museums.
(fonte: cf Osservatore Romano, 13 aprile 2019 ed altre notizie sul web).

La Scala santa di Roma, in piazza San Giovanni in Laterano, è stata riaperta dopo 15 mesi di restauro. Impressionano quei gradini scavati dalla devozione dei fedeli che da secoli la salgono in ginocchio, sentendosi uniti a Cristo che in catene, a Gerusalemme, la salì per essere giudicato e condannato. Sono 28 i gradini della Scala e sono stati liberati temporaneamente delle coperture in legno del 1723. Potranno essere saliti in ginocchio fino al 9 giugno, solennità di Pentecoste: sessanta giorni in tutto. L’imperatrice sant’Elena, madre di Costantino, fece trasportare la scala intera da Gerusalemme, palazzo di Pilato, a Roma nel 326.

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