Se muore un bambino

Rubrica quotidiana a cura di P. Salvatore Brugnano

Storie belle… per vivere meglio

Se muore un bambino…

– Gioele Mondello. Quello che tutti temevano è avvenuto. Dopo giorni di ricerche incessanti che hanno visto l’impegno di decine di uomini, volontari ed anche l’Esercito, il corpo del piccolo Gioele Mondello, figlio di Viviana Parisi, è stato rinvenuto, purtroppo senza vita. È stato uno dei volontari, un carabiniere in congedo a trovarlo.
– L’attenzione pubblica, finora rivolta alla sua scomparsa, ora si rivolgerà al come e perché è morto: nasceranno tante ipotesi fino a che qualcuno ponga la parola “fine”.
– E’ vero: la morte di un bambino ferma il tempo; apre una voragine che inghiotte il passato e anche il futuro. La morte di un bambino è uno schiaffo alle promesse, ai doni e sacrifici d`amore gioiosamente consegnati alla “vita che è nata”. – Fin qui la sensibilità pubblica è generale. Diminuisce quando si tratta di morti dovute a situazioni di fame e di malattia o di guerra. La sensibilità pubblica addirittura sparisce quando si tratta di bambini morti per scelta di aborto, quasi che essi non avessero diritto alla vita. – Che strana la persona umana. Sa soffrire per la morte di un bambino solo e restare poi indifferente per le stragi di innocenti.

“Ci sono poche cose che lasciano tutti addolorati e straniti come la morte di un bambino. Esiste qualcosa di antico, come un momento corale di raccoglimento, nella condivisione dello strazio di una famiglia che subisca un colpo così duro”.
Quando muore un bambino, muore un innocente; e quando muore un innocente, per il cristiano il riferimento a Cristo è via obbligata.
♦ I morti innocenti sono accostati alla figura di Cristo che muore da innocente per donare vita abbondante all’umanità. Gli innocenti che muoiono ripresentano la figura di Cristo e sono fra i primi ad entrare nella gioia della vita eterna.
Quando muore un bambino innocente viene voglia di accostarlo al Bambino Gesù che porta la croce per l’umanità.

Papa Francesco ai familiari per la morte di un figlio.
* “Per i genitori, sopravvivere ai propri figli è qualcosa di particolarmente straziante, che contraddice la natura elementare dei rapporti che danno senso alla famiglia stessa. La perdita di un figlio o di una figlia è come se fermasse il tempo: si apre una voragine che inghiotte il passato e anche il futuro.
La morte, che si porta via il figlio piccolo o giovane, è uno schiaffo alle promesse, ai doni e sacrifici d`amore gioiosamente consegnati alla vita che hanno fatto nascere.

* “Tante volte vengono a messa a Santa Marta genitori con la foto di un figlio, di una figlia, bambino, ragazzo, ragazza, e mi dicono: se n’è andata.
Lo sguardo è tanto addolorato. La morte tocca e quando è un figlio tocca profondamente. Tutta la famiglia rimane come paralizzata, ammutolita.
Cosa si può rispondere?
♦ Dicono che è volato in cielo; ma intanto rimane il vuoto dell`abbandono. La morte in famiglia in questi casi, è come un buco nero che si apre nella vita delle famiglie e a cui non sappiamo dare alcuna spiegazione.
Solo guardando Cristo che muore innocente, possiamo captare il segnale di risurrezione. C’una vita vita che non muore; ad essa sono chiamati e destinati tutti. I bambini morti vi arrivano per primi.
(Così il Papa all’udienza generale in piazza San Pietro, dedicata sulla famiglia in vista del sinodo di ottobre 2018).

Aiutiamo i bambini a vivere in tutto il mondo,
e a ben vivere con noi!

I bambini imparano ciò che vivono. (quasi una poesia)

Se un bambino vive nella critica, impara a condannare.
Se un bambino vive nell’ostilità, impara ad aggredire.
Se un bambino vive nell’ironia, impara ad esser timido.
Se un bambino vive nella vergogna, impara a sentirsi colpevole.
Se un bambino vive nella tolleranza, impara ad essere paziente.
Se un bambino vive nell’incoraggiamento, impara ad avere fiducia.
Se un bambino vive nella lealtà, impara la giustizia.
Se un bambino vive nell’approvazione, impara ad accettarsi.
Se un bambino vive nell’accettazione e nell’amicizia, impara a trovare l’amore nel mondo.

(da “Le pagine degli Angeli.it).

L’attenzione pubblica, finora rivolta alla scomparsa del piccolo Gioele, ora si rivolgerà al come e perché è morto: nasceranno tante ipotesi fino a che qualcuno ponga la parola “fine”. – Intanto la morte di un bambino ferma il tempo; apre una voragine che inghiotte il passato e anche il futuro. – Guardando l’enorme attenzione data al caso di Gioele, è il caso di fare attenzione (e non poca) quando si tratta di morti dovute a situazioni di fame e di malattia o di guerra. E recuperare la sensibilità quando si tratta di bambini morti per scelta di aborto, quasi che essi non avessero diritto alla vita. – Che strana la persona umana. Sa soffrire per la morte di un bambino solo e restare poi indifferente per le strage di innocenti.

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