Seguire davvero Gesù

Rubrica quotidiana a cura di P. Salvatore Brugnano

Storie belle… per vivere meglio

Seguire davvero Gesù.

– A chi vuole seguirlo, Gesù chiede di non pensare secondo gli uomini, ma di rinnegare sé stessi e prendere la propria croce, come ogni profeta.
– Infatti già Geremia, perché profeta di Dio, fu oggetto di ostilità e derisione. In lui è anticipata la figura di Gesù, il servo sofferente che abbraccia la croce.
– Ma la prospettiva che il destino di Cristo sia contrassegnato dalla croce appare insopportabile a Pietro, che rimprovera il Maestro. Ma a sua volta è Gesù che rimprovera aspramente Pietro:«Va’ dietro a me, Satana! Tu mi sei di scandalo, perché non pensi secondo Dio, ma secondo gli uomini!».
– Per riuscire in questo bisogna innamorarsi di Dio, lasciarsi sedurre da Lui per cercare la sua gloria e non quella del mondo. – Lasciamo l’uomo vecchio sempre in cerca della gloria mondana, accettiamo anche di essere pubblicamente rifiutati a causa di Gesù e del Vangelo: solo così saremo capaci di seguire Gesù sulla via dell’amore.

Dal Vangelo di questa domenica (Mt 16,21-27).
In quel tempo, Gesù cominciò a spiegare ai suoi discepoli che doveva andare a Gerusalemme e soffrire molto da parte degli anziani, dei capi dei sacerdoti e degli scribi, e venire ucciso e risorgere il terzo giorno.
Pietro lo prese in disparte e si mise a rimproverarlo dicendo: «Dio non voglia, Signore; questo non ti accadrà mai». Ma egli, voltandosi, disse a Pietro: «Va’ dietro a me, Satana! Tu mi sei di scandalo, perché non pensi secondo Dio, ma secondo gli uomini!».
Allora Gesù disse ai suoi discepoli: «Se qualcuno vuole venire dietro a me, rinneghi se stesso, prenda la sua croce e mi segua. Perché chi vuole salvare la propria vita, la perderà; ma chi perderà la propria vita per causa mia, la troverà.
Infatti quale vantaggio avrà un uomo se guadagnerà il mondo intero, ma perderà la propria vita? O che cosa un uomo potrà dare in cambio della propria vita?
Perché il Figlio dell’uomo sta per venire nella gloria del Padre suo, con i suoi angeli, e allora renderà a ciascuno secondo le sue azioni».

Pensare secondo Dio.
“Tu non pensi secondo Dio, ma secondo gli uomini”. Pietro scopre così la vera identità di Gesù. Egli fa l’incredibile scoperta che questo carpentiere di Nazaret non è altro che il Cristo, l’unto di Israele, la realizzazione dell’attesa, lunga duemila anni, del suo popolo. Ma Pietro interpreta la missione di Gesù in termini politici.
Gesù ben se ne rende conto e spiega che tipo di Messia sarà: andrà a Gerusalemme per soffrire, essere messo a morte e risorgere il terzo giorno. Ciò è troppo per Pietro: nel suo spirito, l’idea di sofferenza e l’idea di Messia sono semplicemente incompatibili fra loro.
La motivazione interiore dell’agire di Pietro era centrata sulle cose che piacciono agli uomini e non sulle cose che piacciono a Dio.  E Gesù non vuole lasciare Pietro in questa via senza uscita. Non vuole neppure che noi ci appassioniamo per quello che il mondo cerca: il successo, la buona riuscita, le comodità …
Ma per questo è necessario che Dio faccia una vera operazione chirurgica nei nostri cuori, come fece per Geremìa. Il profeta non esita a evocare una certa violenza da parte di Dio: “Mi hai sedotto, Signore, e io mi sono lasciato sedurre”. La violenza del suo Amore, che vuole strapparci alla mondanità spirituale.

Innamorarsi di Dio.
Al Signore chiediamo, gli uni per gli altri, la grazia di una vera e propria seduzione da parte sua, per non conformarci più a questo mondo, per un «rinnovamento del nostro modo di pensare, per poter discernere la volontà di Dio, ciò che è buono, a lui gradito e perfetto»,
Chiediamo di rinunciare all’uomo vecchio, di accettare di essere pubblicamente umiliati a causa di Gesù e del Vangelo, e di seguire Gesù sulla via dell’amore.
Questa via porta sicuramente alla gloria, quella vera, quella eterna, che non può esistere se non è condivisa con gli altri. (fr. Antoine-Emmanuel, Frat. Monast. di Gerusalemme in ladomenica.it).

Per la preghiera.
Rinnovaci con il tuo Spirito di verità, o Padre, perché non ci lasciamo deviare dalle seduzioni del mondo, ma come veri discepoli, convocati
dalla tua parola, sappiamo discernere ciò che è buono e a te gradito, per portare ogni giorno la croce sulle orme di Cristo, nostra speranza.
Padre, ricco di misericordia, che hai esaltato il tuo Figlio fatto obbediente fino alla morte, infondi in noi la forza dello Spirito Santo, perché, da veri discepoli di Cristo, possiamo portare ogni giorno con docilità il peso della croce.

“Se qualcuno vuole venire dietro a me, rinneghi se stesso, prenda la sua croce e mi segua”. (Mt. 16, 24). – Seguire il Redentore che porta la croce del mondo è segno di amore per Lui e di solidarietà con il mondo intero. Non c’è salvezza senza Croce e senza amore. S. Alfonso così pregava: “Mio Redentore, tu ci inviti a seguirti: sì, vogliamo seguirti e morire con te, ma dacci la forza di poterlo fare!” – E saremo nel numero dei Beati.

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