I tropeani ricordano la tragedia sfiorata nel 5 agosto del 1943
La memoria del bombardamento e del miracolo che salvò la città

Il 5 agosto del 1943, Tropea fu colpita da uno dei bombardamenti più feroci dell’intero conflitto, in contemporanea con i devastanti raid aerei su Napoli nei giorni 4 e 5 agosto. L’elenco delle abitazioni distrutte e dei monumenti danneggiati è ancora oggi impressionante.
Nel territorio orientale di Tropea si contarono dieci vittime tra civili e militari, uccise dalle bombe cadute tra due importanti edifici di culto: la Chiesa della Michelizia e quella di San Francesco di Paola, entrambe gravemente danneggiate.
La città ha rischiato una strage ben più vasta: due ordigni inesplosi rimasero conficcati nel terreno e oggi sono custoditi come memoria e monito all’interno della Concattedrale. La loro presenza è vista come segno di protezione divina, e viene attribuito alla Madonna di Romania il miracolo che salvò molti tropeani.
A 82 anni da quella tragedia, la comunità di Tropea si unisce nel ricordo e nella gratitudine. Le testimonianze, fotografie d’epoca e momenti di raccoglimento, rinnovano l’impegno a tramandare la memoria storica di quei giorni e la consapevolezza del valore della pace.
Hanno perso la vita a seguito del bombardamento:
De Luca Pasquale, di anni 44 contadino
De Luca Antonio, nipote di De Luca Pasquale, di anni 14
De Vita Giuseppe, di anni 68 affittuario morto il giorno dopo in ospedale per le ferite riportate
Rizzo Maria, di anni 43 contadina
De Luca Maria, figlia di Rizzo Maria, di anni 18 contadina
Baldo Francesco, nipote di Rizzo Maria, di anni 42 muratore
Pappa Andrea Gerardo, detto l’orbareju, nato a Zambrone residente a Zambrone, di anni 33 mendicante
Pugliese Giuseppe, accompagnatore di l’orbareju, nato a Zambrone residente a Zambrone, di anni 8 calzolaio
Gerilli Danilo, nato a Verona, morto in ospedale, di anni 26 soldato del Genio Ferrovieri
Secondo soldato del Genio Ferrovieri (non identificato)



