Stagione turistica ferma al palo

“Invito tutti i Sindaci del territorio di farsi portavoce di questo grido di dolore”

I lavoratori stagionali di Tropea e dintorni lanciano l’allarme perché esclusi dal bonus “Conte”

Dott.Carmine Sicari
Collaboratore Patronato Inpal – foto Libertino

E’ ormai pressoché certa la convinzione che la stagione turistica rimarrà ferma al palo, con flussi di vacanzieri che rischieranno di rimanere molto esigui sia in numero sia in qualità di presenze. Nella città di Tropea e dintorni sono oltre tremila i lavoratori stagionali che, a vario titolo, sono impiegati nel settore turistico.Un numero che contribuisce con il proprio operato a rendere la cittadina di Tropea una delle mete calabresi più rinomate nel panorama turistico internazionale. Molta gente rischierà quindi di non essere avviata al lavoro nella stagione 2020.Al danno con molta probabilità si aggiungerà la beffa perché quasi tutti gli stagionali non hanno ricevuto, e forse non riceveranno, il bonus di 600 euro previsto dal premier Conte per fronteggiare la crisi economica dovuta all’epidemia da Coronavirus. A quel che sembra ci potrebbe essere una falla nel decreto che non contempla tutti i codici Ateco dei lavoratori del settore, ma soltanto alcuni di questi.“Stando a quello che riporta una circolare, a compendio del decreto emanato dal presidente del Consiglio Conte, non tutti i lavoratori stagionali del comparto turistico possono accedere al bonus di seicento euro, saranno esclusi molti lavoratori in quanto nel decreto figura una digitura Stagionale che molti contratti in essere non hanno, poiché all’atto dell’assunzione molti consulenti del lavoro non fleggano la dicitura stagionale anche se questi lavoratori percepiscono da anni la Naspi ed in quanto tale Stagionali a tutti gli effetti, non rientrano le società di lavoro interinale che si occuppano di assumere personale per gli alberghi cosi come le cooperativa nate da anni nel settore del turismo che non sono considerate nei codici ateco del decreto di Marzo .Tropea vive di turismo e se a fermarsi dovesse essere il vettore economico trainante, la Perla del Tirreno rischierà di trasformarsi in una cittadina fantasma.“I lavoratori stagionali sono oltremodo penalizzati e già in grande crisi perché provengono da sei mesi di stop speriamo che il mio grido di allarme non rimanga inascoltato, il mio è un appello che rivolgo a tutto l’emiciclo politico,Sindaci di Tropea e Ricadi, Regione Calabria compresa.“Tra i codici Ateco previsti nel decreto del governo non rientrano quelli di imprese che svolgono servizi a favore del turismo ,si attende un ampliamento da parte del governo nazionale poiché in Italia a essere interessati sono tantissimi lavoratori”. Si stima, giusto per citare in numeri, che nella fascia costiera della zona di Tropea e dintorni i lavoratori turistici stagionali, tra diretti e indotto, superino le 3500 unità.
Se non ci ribelliamo saremo tutti distrutti.
Non capisco come mai i datori di lavoro così come i Sindaci dei nostri territori non hanno mai preso posizioni in favore di queste categorie,che sono fondamentali per l’economia di un paese senza gli stagionali si fermano tutti.Se in inverno queste comunità vanno avanti è solo grazie a queste famiglie che spendono nelle varie attività commerciali della zona,ma soprattutto mandano avanti un economia che diversamente sarebbe al collasso. Capisco che le attività alberghiere,ristorazione,bar,B&B sono anche loro al collasso, ma oltre ad avere un atteggiamento di protesta per le mancate aperture potrebbero anche tutelare quei lavoratori che negli anni hanno portato avanti le loro attività contribuento agli utili ed anche ottenendo dei punteggi alti nei vari siti del turismo.
Invito tutti i Sindaci del territorio di farsi portavoce di questo grido di dolore di migliaia di famiglie che rimaranno senza sussidi poiché la disperazione per una stagione turistica quasi andata ed un inverno duro da superare.

Collaboratore Patronato Inpal
Dott.Carmine Sicari

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Comunicato Stampa
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