Tropea al Santo Patrono della gente di mare

Rubrica quotidiana a cura di P. Salvatore Brugnano

Storie belle… per vivere meglio

Tropea al Santo Patrono della gente di mare.

Ieri pomeriggio di domenica 19 maggio 20198, al Borgo dei pescatori nel porto di Tropea si è tenuta l’annuale celebrazione in onore San Francesco di Paola, celeste Patrono della gente di mare. Quest’anno la celebrazione è stata anticipata di una settimana, perché nella data prevista del 26 maggio ci saranno le elezioni europee.
– Questo appuntamento col Santo i tanti devoti del Santo lo hanno aspettato con ansia e celebrato con grande devozione dinanzi alla grande immagine che riproduce la statua che è nel suo santuario in Tropea, la cui facciata è stata  arricchita del nuovo stemma “Charitas”, proprio del grande Santo.
Alle ore 18,30 c’è stata la recita del Rosario, e alle 19,00 la celebrazione eucaristica e poi la devota preghiera della gente di mare.
– La celebrazione si è conclusa con la benedizione delle barche.
– Nel santo Patrono Francesco di Paola la gente di mare non solo ha un luminoso esempio di vita, ma trova in lui un potente intercessore presso Dio in mezzo alle molte difficoltà che comporta la vita di mare.

A Tropea, come in molte zone della Calabria e dell’Italia, la devozione per questo Santo è molto sentita, soprattutto dalla gente di mare. La chiesa-santuario di San Francesco di Paola, oggi sede della parrocchia Immacolata, da sempre continua ad essere meta di numerosi pellegrinaggi. Fu edificata nel 1543 dal nobile Giovanni Adesi in ringraziamento della protezione ricevuta dal Santo. Si eleva su un piccolo promontorio che affaccia sull’attuale porto di Tropea e domina con la sua veduta tutto il sottostante molo e parte delle mura antiche della cittadina.
♦ Alla Chiesa faceva da completamento, fino a qualche decennio fa, un piccolo convento dei Frati Minimi a cui si arriva dalla strada principale percorrendo uno stretto viottolo, all’inizio del quale è posta su un basamento una bella statua in marmo raffigurante il Santo venerato dovunque come Patrono della gente di mare e di tutta la Calabria.
L’edificio ha un’unica navata a pianta rettangolare abbastanza grande; sulle pareti laterali alcune tele del Grimaldi, pittore tropeano del diciottesimo secolo, adornano l’edificio, insieme alle tele situate tra le finestre che raccontano episodi e miracoli della vita del Santo di Paola.
L’esterno della Basilica è abbellito da un portale settecentesco scolpito in granito, oggi reso più bello dall’antico portone restaurato di recente e dal nuovo stemma in terracotta “Charitas”, proprio del grande Santo.
La tradizione racconta che la Chiesa fu edificata in questo luogo, perché qui il Santo giunse nel 1464 in uno dei suoi viaggi.

Le due feste a Tropea
♦ La festa principale del Santo, come ormai è consuetudine, si celebra due domeniche dopo la Pasqua, perché il 2 aprile, giorno di San Francesco, il tempo liturgico non permette di dedicare la festa al Santo.
♦ Verso la fine di maggio si propone la piccola ma devota festa al borgo dei pescatori, porto di Tropea. Quest’anno la celebrazione è stata anticipata di una settimana, perché nella data prevista del 26 maggio ci saranno le elezioni europee.
E l’attenzione è dedicata alla gente di mare: pescatori, familiari, militari della Guardia Costiera e devoti del Santo.
E con i vari segni lirurgici e tradizionali riferiti al mare alla gente che vi lavora, la celebrazione acquista un valore testimoniale e augurale per tutti coloro che sul mare lavorano e dal mare traggono nutrimento e sostegno.

Papa Pio XII nel 1943 proclamò S. Francesco di Paola celeste Patrono presso Dio di tutta la gente di mare e nel Radiomessaggio di domenica 16 giugno 1957 diede bellissime motivazioni.
Il Santo Patrono della gente di mare – Gente di mare, gente di Dio! – La gioia di questo Patronato viene vissuta dai devoti del Santo nel ricordo della tenerezza con cui lo stesso Gesù predilesse i suoi discepoli, uomini delle barche e delle reti, vivendo in mezzo a loro ed eleggendoli alla dignità di «pescatori di uomini» (Mt. 4, 19).
Pertanto, i devoti del Santo offrono l’omaggio della loro fervida devozione al loro Protettore. Lo offrono anche i naviganti che solcano gli oceani a bordo di potenti navi e gli umili pescatori delle spiagge più remote. All’omaggio si uniscono i lavoratori operosi dei porti e dei cantieri, che del mare hanno fatto la loro dimora e che il mare abbraccia, come madre d’immensa famiglia, provvedendo a ciascuno il lavoro e il sostentamento.

♥  In S. Francesco sono ammirate soprattutto l’umiltà e la semplicità della vita, il rigore delle sue penitenze, la sua carità verso il prossimo, e molto più il suo amore verso Dio, da cui derivava il suo taumaturgico potere.
La gente di mare stima in alto grado tali virtù, poiché essa stessa è portata naturalmente alla semplicità e alla essenzialità. Infatti vive quasi di continuo fra le austerità e le durezze del lavoro, si comporta con coraggio nei pericoli, ed esercita la solidarietà e il servizio del prossimo.
Queste virtù cristiane diventano feconde e meritorie per la vita eterna. E il Santo ne svela il segreto nel motto che si legge nelle sue immagini, che egli considerava come la missione affidatagli da Dio sulla terra: «Charitas», l’amore verso Dio e verso il prossimo.
E mentre il mare eleva dolcemente alla contemplazione delle cose eterne, invita anche ad accogliere, adorare, amare e servire Dio e i propri fratelli.

Gente di mare, gente di Dio! – La gioia di questo Patronato viene vissuta dai devoti del Santo nel ricordo della tenerezza con cui lo stesso Gesù predilesse i suoi discepoli, uomini delle barche e delle reti, vivendo in mezzo a loro ed eleggendoli alla dignità di «pescatori di uomini» (Mt. 4, 19). Anche a Tropea la gente di mare, devota del Santo, offre ogni anno l’omaggio della sua fervida devozione al caro Protettore. Il mare eleva dolcemente alla contemplazione delle cose eterne e invita anche ad accogliere, adorare, amare e servire Dio e i propri fratelli.

Condividi l'articolo