Meroledì 10 agosto 2022

Domenica scorsa, presso il Centro Congressi “G. Berto” di Ricadi, è andata in scena la prima teatrale della commedia “Pinocchio, cadetto-imperfetto”, scritta e diretta dall’attore e regista catanese Renzo Pagliaroto, interpretata da Tino Calabrò, Daniela D’Agostino e Paolo Cutuli, le cui coloratissime scenografie sono state curate da Maria Concetta Riso e Arianna Manno. Al di là dei meriti ascrivibili ai singoli attori e della originalità da riconoscere alla storia, di cui si sentirà parlare in occasione della seconda rappresentazione, in programma per lunedì prossimo al centro Anap di Briatico, la serata è stata molto importante in quanto ha simbolicamente rappresentato la posa di un primo seme nel nostro territorio da parte di Dracma, associazione culturale diretta dal regista Andrea Naso. L’auspicio generale è che questo sodalizio, unico di questo genere in provincia, possa velocemente mettere radici nel ricadese e crescere forte come una quercia. In questa scommessa ha investito da sempre molte energie l’Amministrazione comunale di Ricadi, che ha fornito a Naso le proprie strutture, sia estive, che invernali e l’ha supportato anche a livello burocratico. Il giovane artista ha ricambiato egregiamente, allestendo prima al “Torre Marrana” una stagione teatrale estiva di tutto rispetto, che tra l’altro è entrata nel circuito del “Magna Grecia Teatro”, e in seguito creando dal nulla un movimento che, con lo spettacolo di domenica, ha dimostrato di poter andare davvero lontano.
A quanto venuto alla luce al cimitero di Tropea nei giorni scorsi circa le tombe di alcuni defunti, oltre a invocare verità e giustizia, occorre riproporre, in semplicità, le parole della fede e la forza convinta della preghiera per un rinnovato suffragio ai defunti e di perdono a “coloro che non sanno quello che fanno” – Dice Gesù: “Io sono la risurrezione e la vita. Chi crede in me, anche se muore, vivrà; e chiunque vive e crede in me, non morrà in eterno”. (Gv 11,25-26) – I cristiani fanno preghiere e gesti sacri per intercedere presso Dio per le anime di tutti coloro che li hanno preceduto nel segno della fede e si sono addormentati nella speranza della risurrezione. «La morte di Cristo ha conferito alla nostra morte un carattere nuovo. – Dio ha convertito la fine in un nuovo inizio, in passaggio alla vita nuova. Ecco perché dobbiamo gettare il nostro cuore oltre il muro della morte, certi della Risurrezione di Gesù.
Gent.ma Redazione di “Tropeaedintorni.it”,
prendo spunto dalla lettera aperta indirizzata dall’avv. Pino Rombolà al Sindaco di Drapia, pubblicata su questo sito in data 9 luglio, per esprimere la mia adesione a quanto in essa denunciato ed aggiungere alcune brevissime considerazioni.
Facendo astrazione dalla singola vicenda concreta, della quale non conosco i contorni esatti – pur non avendo il minimo motivo di dubitare, conoscendo l’onestà intellettuale dell’Autore della missiva, che le cose possano essere andate diversamente da come raccontato – devo purtroppo confermare, in generale, che l’attuale Amministrazione alle magniloquenti promesse elettorali e anche post-elettorali in tema di legalità, partecipazione e trasparenza solo in alcuni casi (quando vi è stata costretta dalla cogenza della legge, e forse nemmeno sempre) ha fatto seguire i fatti alle parole.