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Tropea: Proroga accesso appresa da giornali “Gravità inaudita, stallo vergognoso”
Agibilità comune a rischio fino ad elezioni
Quello che sta accadendo con la proroga della commissione d’accesso, iniziativa che di fatto sta smontando progressivamente la stessa agibilità e motivazione quotidiana nell’azione di governo e dei suoi rappresentanti istituzionali, si sta dimostrando di una gravità inaudita
Il Sindaco di Tropea Giovanni Macrì – foto LibertinoSiamo di fronte ad una vera propria vergogna che, dopo decenni di fallimenti documentati da Nord a Sud, conferma la pericolosità e dannosità di quella che, proprio per le sue declinazioni locali incontrollate, resta a tutti gli effetti una legge in bianco; una norma imperfetta (quella sull’accesso e sullo scioglimento dei comuni per presunte infiltrazioni mafiose) che delega interferenze e delegittimazioni nella e della sovranità democratica ad autorità che di fatto non rispondono di nessuno degli effetti negativi e perversi scaricati solo sulle comunità locali e per gli anni a venire; un gigante vulnus costituzionale da portare davanti alla Corte Europea dei Diritti dell’Uomo e sul quale soprattutto i parlamentari di questo territorio dovrebbero riflettere e agire. È quanto dichiara il Sindaco Giovanni Macrì sottolineando che a distanza di 15 giorni da quella che è stata soltanto una indiscrezione giornalistica, nella giornata di ieri (mercoledì 24 gennaio), il Comune è stato formalmente notiziato del provvedimento dello scorso 10 gennaio che prevede la proroga della commissione d’indagine fino al prossimo 16 aprile, ovvero a tre giorni dall’avvio della convocazione ufficiale dei comizi elettorali per le consultazioni fissate al 9 giugno. Qual è il senso di tutto ciò? Ci si rende conto della gravità di sospendere di fatto l’attività di un qualsiasi ente a scadenza di mandato fino all’avvio della campagna elettorale? I parlamentari di questo territorio hanno qualcosa da chiedere e far chiarire in merito al Ministro ed al Governo? Ci si rende conto del danno gravissimo che insieme a Tropea si sta arrecando a tutta la Calabria? Ed è forse, questa, la normalità democratica ed in uno stato di diritto? È, questo, l’approccio ed il metodo che si intende reiterare nei confronti dei sindaci di questo Paese? Augurandomi di essere convocato nel più breve tempo possibile – continua il Sindaco – per fornire, qualora richiesti e necessari, tutti i chiarimenti e gli approfondimenti ulteriori rispetto alla trasparenza, alla regolarità ed alla chiarezza della copiosa documentazione richiestaci e fornita nei termini prescritti, inviterei – incalza il Primo Cittadino – la commissione d’accesso a monitorare e valutare, ad esempio, anche il fiume di attacchi alla mia persona ed all’Amministrazione Comunale portati avanti impunemente su social da soggetti e siti di informazione tenuti sistematicamente lontani dalla cosa pubblica perché eticamente discutibili, soggetti che non hanno mai brillato per capacità ed evidentemente ossessionati dai risultati conseguiti in questi anni. La commissione d’accesso ne ha contezza? Sa chi sono? È al corrente che alcuni di questi sono soggetti che, lamentando per anni abusi inesistenti, hanno sempre minacciato di rivolgersi a Nicola Gratteri mentre risultano invece destinatari di provvedimenti di demolizioni e sanzioni diverse, per gravi irregolarità edilizia e di altra natura? Per non parlare di quanti, dopo aver denunciato presunto malaffare abusando di ruoli istituzionali, casualmente e provvisoriamente ricoperti, oggi si fanno fotografare a Tropea assieme a soggetti pluripregiudicati e nella migliore delle ipotesi notoriamente discutibili. In attesa di leggere con attenzione la relazione della commissione d’accesso, rappresento – conclude Macrì – ribadendo amarezza e sconforto per questo assurdo e insostenibile clima inquisitorio e soprattutto di stallo ed indifferenza a tutti i livelli – che questo ritardo e questa proroga non fanno altro che aggravare e reiterare disagi sull’azione amministrativa e su qualsiasi attività di programmazione, oltre che sul libero convincimento dei cittadini chiamati a breve ad esercitare la sovranità attraverso il voto.
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Riceviamo e pubblichiamo integralmente la lettera inviata alla stampa dal dr. Adolfo Repice, candidato alla carica di sindaco nela lista civica “Passione Tropea”.
Pregiato Direttore,
approfitto delle pagine del Suo giornale per chiarire quanto segue: ho aperto questa campagna elettorale sostenendo di volermi confrontare sui programmi e rimango, oggi più di prima, del medesimo avviso; pur tuttavia essendo rimasto lontano da Tropea per diversi anni sento l’esigenza di farmi conoscere meglio dalle persone più giovani e anche da chi, pur senza sapere niente o quasi di me, mi descrive come una persona altezzosa distante dalle esigenze della gente.
“La scelta del titolo “Kundalini” rappresenta la presa di coscienza di se: presso le culture orientali, il termine simboleggia l’energia divina latente in ogni essere umano che può essere risvegliata soltanto attraverso un’intenza e accurata introspezione.
Dio, sorgente e principio di ogni benedizione, ogni giorno effonde su di noi i suoi doni come semi. A noi la responsabilità di farli crescere con le buone opere: le opere di misericordia, che abbiamo opportunità di compiere sempre.
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